Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Autunno 2008, n.16
I MONUMENTI DI DIO 

 

L’Abbazia di San Clemente a Casauria
di Bruna Condoleo




L'Abbazia di S. Clemente a Casauria (Pe), XII secolo: prospetto con il bel portico


Chi si dovesse trovare a percorrere l'antica via consolare Tiburtina Valeria, che conduce da Roma a Pescara, dovrebbe fare una sosta nel comune di Castiglione per visitare una delle più affascinanti abbazie benedettine d'Italia: S. Clemente a Casauria. La denominazione del luogo sembra provenire dall'appellativo “Casa Urii”, data ad un antico tempio dedicato a Giove Urios, ovvero apportatore di venti, da cui il toponimo Casauria.




Interno della chiesa romanica: navata centrale con pergamo
   

La chiesa più antica risale al IX secolo, fondata da Ludovico II per adempiere ad un voto, fu papa Adriano II a concedere al complesso monasteriale le reliquie di S. Clemente, papa e martire, come si vede nei bellissimi bassorilievi dell'architrave, posta sul portale centrale, che raccontano con efficacia narrativa e rude plasticità la storia dell'abbazia. Ricostruita nel XII secolo, fu trasformata nell'aspetto attuale dall'abate Leonate nel 1152, anche lui raffigurato all'esterno nella bella lunetta del portale, mentre presenta a S. Clemente il modello della nuova chiesa. Vicende alterne nel corso dei secoli devastarono in parte la chiesa e l'attiguo monastero; a metà del ‘400 tuttavia la chiesa fu ripristinata e soltanto dopo il terremoto del 1915 iniziarono interventi di restauro, proseguiti fino agli anni '80.
Esempio luminoso dello stile romanico dell'Italia centro-meridionale, la chiesa di S. Clemente a Casauria è a croce latina con un transetto poco sporgente; l’interno a tre navate divise da bei pilastri cruciformi ha l'aspetto spoglio e solenne, tipico dell'architettura romanica, con l’unica abside semicircolare ed una suggestiva cripta semisotterranea, il luogo per conservare le reliquie dei santi e martiri, divisa in campate ricoperte da volte a crociera.

Maestoso e raffinato il pergamo marmoreo, luogo deputato al sacerdote per il commento del vangelo, alzato su quattro colonne nella navata centrale e ricoperto di rilievi a rosoni classici e fregi vegetali, posto accanto ad un candelabro per il cero pasquale, anch’esso del XII secolo. Nella parte destra del transetto è conservato il reliquiario, ovvero un'urna in alabastro in cui l'imperatore Ludovico II nel 872 pose le ossa di S. Clemente.


La lunetta e l'architrave scolpite sul portale centrale, con storie dell'abbazia benedettina e di S. Clemente

Particolare del bassorilievo marmoreo dell'architrave


L'urna conteneva anche le preziose reliquie di s. Pietro e di s. Paolo; dopo essere stata danneggiata dalle truppe francesi nel 1799 che devastarono la chiesa, essa venne fortunosamente recuperata durante i primi lavori di restauro nel 1891, dentro un sarcofago paleocristiano da Pier luigi Calore, amico di Gabriele D’Annunzio, che in un articolo sul “Mattino” lodò il prezioso ritrovamento.

Particolare della bella porta bronzea (sec. XII) del portale centrale con 72 formelle


Nell'abside funge da altare il sarcofago paleocristiano, posto sotto un quattrocentesco ciborio: mistico raccoglimento e religioso silenzio sprigionano dalle bianche strutture di questo tempio cristiano, privo di ornamenti, essenziale nella sua severità, ma sprigionante fede profonda.




Madonna con bambino del portale destro
 


Uno dei capitelli esterni del portico, con figure e fogliami

L'esterno è arioso grazie ad un bel portico a tre arcate che precede la facciata; elementi orientali impreziosiscono capitelli e cornici e motivi antropomorfi e fogliami scolpiti secondo un gusto prettamente medioevale decorano i portali della chiesa.






il pergamo marmoreo



Il portale bronzeo (sec. XII)
La suggestiva cripta a campate


Una parete con 4 finestre bifore, provenienti dall'antico monastero diruto, ed ivi collocate durante il ripristino quattrocentesco, sovrasta il portico, ricoperto all'interno da alte crociere, mentre storie della fondazione dell'Abbazia e di S. Clemente, raffigurate sugli stipiti e sull'architrave del portale centrale, con il loro rude modellato costituiscono un raro ed espressivo esempio della scultura romanica nell'Italia centrale.


Il sarcofago cristiano inserito nell'abside


Molto suggestivo il rilievo del portale destro con La Madonna ed il bambino, tanto da farci pensare alla presenza di un ottimo scultore, forse non ignaro di esempi romanici più illustri. L' austerità delle figure ed i particolari delle grosse mani e delle vesti plastiche rammentano infatti i rilievi della "Genesi", scolpiti da Wiligelmo sulla facciata della Cattedrale di Modena. Se la facciata è così impreziosita, anche la zona absidale è interessante all'esterno non solo per il ritmo circolare delle membrature architettoniche, scandite da colonnine, ma per le sculture dei capitelli, ove a figure di animali ed immagini allegoriche, si aggiungono misteriosi ed espressivi “ritratti”.





Particolare della decorazione esterna absidale
 


La zona absidale della chiesa di S. Clemente a Casauria

Il materiale fotografico, esclusivo e coperto da copyrigth, è di "Studio Frank"



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