Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.55 - Gennaio - marzo 2018
NARRATIVA 

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Ilaria D'Ambrosi









 



"L'ARTISTA", di Barbara A. Shapiro


Una storia divisa tra il presente e gli anni '40 del secolo scorso, "L'artista" di Barbara A. Shapiro è un libro affascinante e coinvolgente, le cui parole rapiscono il lettore trascinandolo in un emozionante spaccato della situazione americana della prima metà del Novecento per poi riportarlo alla contemporaneità, al 2015, anno in cui vive la narratrice Danielle. Pronipote della protagonista del libro, Alizée Benoit, un'artista scomparsa durante la seconda guerra mondiale, Danielle inizia un'intensa ricerca della prozia, seguendo tracce spesso confuse e incerte che la portano a ripercorrere la storia di due continenti, in un intreccio tutt'altro che scontato di fatti storici, artistici e stralci di vita quotidiana.
Alizée, una pittrice di origine francese proveniente da una famiglia ebrea, ci parla nel pieno del 1940, quando negli Stati Uniti la corrente pittorica dell'Astrattismo creava scandalo e le prime avvisaglie delle stragi nazziste scuotevano la politica internazionale. A New York, lei, una giovane donna forte e determinata nei suoi ideali, apprezzata nelle fila del Works Progress Administration, uno dei piani attuati per il New Deal da Eleonor e Franklin Roosevelt contro la disoccupazione e per risollevare l'economa americana attraverso l'arte contemporanea, muove una lotta personale per scardinare i pregiudizi sull'arte astratta e per aiutare la propria famiglia che, in Francia, è costretta nella morsa sempre più opprimente delle leggi razziali. Una lotta folle dapprima condivisa dagli amici artisti, Jackson Pollock, Willem de Kooning, Lee Krasner e Mark Rothko, che si schierano con lei nella diffusione di un'arte non figurativa, malgrado non possano comprendere la frustrazione e il senso di colpa che attanaglia Alizée, coinvolta in una battaglia interiore che affonda le radici nel suo passato in Europa e che ben presto farà perdere le sue tracce. Qui subentra Danielle, una dipendente sottopagata della casa d'asta Christie's, la quale, annoiata dalla sua routine e dallo scarso apprezzamento che le rivolge il capo, decide di intraprendere un viaggio a ritroso per svelare i misteri che i silenzi della sua famiglia nascondono.
Il romanzo, seppur frutto della fantasia dell'autrice, spiega la reale condizione storico artistica dell'epoca, tratteggiando i caratteri che contraddistinguevano le abitudini e le dipendenze degli artisti citati, realmente esistiti.
Attraverso le difficoltà di Alizée il lettore scopre e assapora il senso dell'arte, si innamora di un movimento artistico attraverso le parole dei protagonisti, affonda nella conoscenza di un periodo fondamentale della storia del Novecento attraverso la realtà dei fatti riportati, immedesimandosi nel dolore e nelle passioni della protagonista grazie alla delicatezza dei suoi ricordi e alla purezza dei suoi ideali.
Tra le pagine de "L'artista" è racchiuso il punto di vista personale, la storia di una persona che denuncia un fatto reale e i crudeli risvolti collettivi, in primo luogo la chiusura delle frontiere americane ai profughi europei. Un libro entusiasmante e allo stesso tempo tremendo, poiché aggancia il lettore, lo coinvolge caricandolo del peso emotivo della protagonista, travolta in un turbinio di emozioni cupe e drammatiche, percepite da chi legge come estremamente reali e quasi imminenti.
Nonostante sia un romanzo, frutto quindi della fantasia dell'autrice, questo libro ripercorre le maggiori evidenze del panorama artistico statunitense. Durante il secondo dopoguerra, l'Espressionismo astratto è stato realmente il primo movimento artistico di risonanza internazionale; a partire dagli anni Trenta, i maggiori esponenti che hanno caratterizzato la produzione americana sono stati appunto Jackson Pollock, Mark Rothko e Willem de Kooning, tutte figure che nel romanzo si intrecciano alla vita della protagonista, personaggio inventato, questo, dall'autrice. Barbara A. Shapiro porta agli occhi del lettore il momento in cui Pollock abbandona la falange americana del Surrealismo per comporre le prime sgocciolature, nello stesso momento in cui Rothko elabora i primi blocchi di colore e de Kooning è ancora ben lontano dalla crisi che lo porterà a distanziarsi dall'elemento figurativo, che, tuttavia, non abbandonerà mai definitivamente. Certamente "L'artista" non è un saggio di storia dell'Arte, non era sicuramente questo lo scopo dell'autrice, ma sicuramente di uno dei migliori e più dettagliati testi narrativi che abbracciano l'ambito artistico del primo '900 con cui confrontarsi.

Titolo: L' ARTISTA
Autore: Barbara A. Shapiro, traduzione di Maddalena Togliani
Editore: Neri Pozza Editore, 2016
Prezzo: 18,00 euro












 



"DELIRIOUS NEW YORK", di Rem Koolhaas

New York: culla del sogno americano, mito seguito ed inseguito, città accattivante, prorompente, incandescente. "Delirous New York", libro capolavoro dell’architetto Rem Koolhaas, ci immerge nel clima delirante e congestionato di una delle città più visitate al mondo, descrivendo uno squarcio degli anni ’70 in cui il pensiero urbano e architettonico tendeva vertiginosamente verso il radical design.
Il mito della metropoli del futuro si infuoca in questo testo del 1978 e ci trascina alla ricerca di utopia urbanistica: realtà tangibile per New York City.
Koolhaas svela il segreto di New York, la matrice dei sogni. La razionale determinazione della griglia dell’isola di Manhattan diventa, in "Delirious New York" la scrupolosa analisi dei grattacieli e la psicologia di chi ha costruito lo skyline più famoso del mondo.
La Manhattan di Koolhaas è fantastica, alienante, stupefacente per i parchi divertimenti degli anni ’10 del 1900. Poi muta e appare tanto più affascinante quanto più si manifesta l’ambizione per le altezze: nessun architetto ha mai potuto pensare a tanti e tali grattacieli che, alti decine e decine di piani, danno luogo alla così detta “lobotomia“, ovvero la disconnesione fra l’esterno e l’interno, in cui si muoveva un mondo diverso e totalmente svincolato da quello oltre il confine dell’isolato.
New York palpita tra le righe del libro di Rem Koolhaas sfidando la realtà (e la gravità) con le vertiginose altezze. Essa è la città dello stupore e delle meraviglie che si concretizza ben oltre le rigide programmazioni territoriali. La scalata verso il cielo, secondo l’Architetto olandese, corrisponde al delirio di New York: “la sua moltiplicazione all’infinito della Cultura della Congestione Totale”. Questa cultura è il volano di New York, l'ingranaggio che fa muovere ogni giorno la macchina spettacolare di Manhattan.
New York si ribella, assume un proprio carattere e si fa beffe persino del celeberrimo Le Corbusier: New York è mossa da una forza intrinseca, dal suo presuntuoso fascino che la rende non progettabile, ma creatrice di se stessa.
Qui è il “delirio” nelle proporzioni, nella logica dell’assurdo, nell’esaltazione e nell’imprevedibilità dell’esasperazione della forma urbana; Koolhaas afferma: “Il delirio tecnicamente rappresenta un’imprevista uscita dal seminato […] delirante è ciò che oltrepassa i limiti imposti […], il delirio di New York è un vero delirio, radicale uscita dal solco”. L’autore stesso definisce il suo libro un “manifesto retroattivo”, perché non parla di fatti che si compiranno in un prossimo futuro, bensì riscopre le origini utopiche che animano la ricerca dello “strabiliante“: atmosfera “improgrammabile” per il prototipo europeo del pensiero urbano ed architettonico. Ecco perché, lo stesso Le Corbusier, nel tentativo di ridimensionare le opulente esaltazioni formali newyorchesi esulandole dal contesto apparentemente disordinato e confuso di Manhattan, ne esce sconfitto e lascia cogliere l’essenza della congestione a Salvador Dalì e al suo surrealismo paranoico.
"Delirious New York", edito da Electa, è un libro coinvolgente e in una certa misura divertente, opera essenziale per lo studio dello sviluppo urbano di New York. Rem Koolhaas conclude “una volta impostato il proprio delirio al quadrato (la Griglia), attenervisi rigorosamente, elevando al cubo (o al parallelepipedo il grattacielo) è tanto irrazionale quanto ragionevole. Senza tale delirante “fissazione” urbanistica, infatti, New York quale la conosciamo non esiterebbe neppure”.


Titolo: Delirious New York
Autore: Rem Koolhaas
Editore:Elemond Electa - Mondadori, 2001
Prezzo: 39,00 euro



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