Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
NARRATIVA 

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Ilaria D'Ambrosi







 



Il quadro che uccide, di Iain Pears


In questo numero Ars et Furor propone all'attenzione del suo pubblico un libro che tocca solo marginalmente il mondo dell’arte: Il quadro che uccide di Iain Pears, un romanzo il cui titolo è foriero di una fitta trama che si intreccia ad alcune vicende storiche, ambientate nel periodo della resistenza francese piuttosto che nel vero e proprio campo dell’arte. Rredatto dal giornalista e storico dell’arte inglese Iain Pears, il testo risulta una lettura scorrevole, leggera, ma attenta ai fatti storici avvenuti: una lettura oerfetta per “riprendere fiato” dopo quella di un testo più impegnativo.
Veniamo alla trama. Il quadro che uccide, edito TEA, è un giallo, un’indagine - come cita il sottotitolo - nel mondo dell’arte, ma soprattutto un' interessante finestra sui fatti avvenuti in Francia durante la seconda guerra mondiale. Infatti, agli eventi storici, frutto della fantasia dell’autore, ma plausibili rispetto a quanto i libri di storia raccontano, si intrecciano le vicende che prendono vita nel presente, quando Flavia Di Stefano, un’agente del Nucleo investigativo per la tutela del patrimonio artistico di Roma, è costretta a indagare insieme a Jonathan Argyll, un giovane mercante ed esperto d’arte, relativamente a due omicidi che, a distanza di pochissimo tempo, si sono brutalmente consumati a causa del furto e della ricomparsa di un quadro. L’opera in questione, una tela di un autore minore del XVIII secolo, fatta uscire dalla Francia illegalmente da un ignaro Argyll, porta i due protagonisti a svolgere una lunga e avvincente indagine tra Parigi e un piccolo paese del Gloucestershire, in Inghilterra, dove scopriranno le origini e gli antefatti non solo del giallo che avvolge i due efferati delitti, ma li aiuteranno a portare alla luce la vera storia di un gruppo di coraggiosi militanti attivi durante la resistenza e delle loro famiglie. Può dunque un’opera d’arte portare a tali inattese conseguenze?
Di fatto l’autore dimostra la forza e l’importanza dell’arte presso la società contemporanea: un quadro si macchia di un orribile delitto, un quadro rievoca i momenti più oscuri della seconda guerra mondiale, un quadro diventa lo scrigno di importanti segreti, un quadro mette a repentaglio la vita dei protagonisti e l’intera storia sociale di una nazione.
Il quadro che uccide non vuole in nessun modo essere un libro storico, né tanto meno a sfondo artistico, quando una piacevole lettura insaporita dal fascino della storia, che trova il perno della sua esistenza in un quadro, La morte di Socrate, un richiamo ai concetti di giustizia e di lealtà, soprattutto un monito di attaccamento ai propri ideali.

Titolo: Il quadro che uccide
Autore: Iain Pears, traduzione di D.Cerutti Pini
Editore: TEA












 


la felicità delle piccole cose, di Caroline Vermalle

Feltrinelli pubblica La felicità delle piccole cose, un piacevolissimo romanzo della scrittrice francese Caroline Vermalle. Un testo che ha riscosso un successo incredibile grazie alla delicatezza con cui l'autrice affronta la storia e grazie al tema, assolutamente intramontabile, dell'uomo artefice del proprio destino. Un libro, dunque, dalla narrazione semplice ma perfettamente costruita intorno a una storia pervasa di poesia, intrecciata alle emozioni scaturite dall'arte e dal finale del tutto inaspettato.
Il protagonista è l'affascinante e talentuoso Frédéric Solis: un uomo di successo che ha tutto ciò che desidera, compreso una invidiabile collezione di quadri impressionisti, frutto della sua sconsiderata passione per le opere d'arte. Così, in una Parigi ammantata dalla neve, mentre un uomo si accinge a tornare nel suo appartamento sull’Île Saint-Louis, si apre il libro della Vermalle, proseguendo con un percorso a ritroso nel tempo che porterà il lettore, attraverso il racconto della giovinezza di un ricco avvocato con la passione per l'arte, ai più remoti fatti che riguardano Claude Monet, il padre della pittura impressionista. Frédéric ripercorre parte della propria vita famigliare, addentrandosi in fatti a lui completamente ignoti, che rimandano a un padre che non ha mai conosciuto. Nel momento in cui il protagonista riceve in eredità una serie di oggetti, tutti apparentemente legati a un rebus, la vita di Frédéric si incrina e la sua brillante carriera inizia a scricchiolare. Una mappa del tesoro, dei disegni, un biglietto ferroviario e quello per un museo lo portano a svelare i più arcani segreti del mondo dell'arte e a mettere in discussione la figura del padre, fin dall'infanzia conosciuto come un detenuto che stava scontando la sua pena per aver commesso un grave errore.
Il protagonista, dunque, si lascia coinvolgere in questo inaspettato vortice innescato da uno sconosciuto, sicuro che alla fine del gioco avrebbe avuto in eredità un quadro dimenticato del genio di Monet.

Con l'aiuto della sua stravagante assistente Pétronille il protagonista compie una serie di emozionanti viaggi verso i paesaggi silenti ed evocativi del nord della Francia, tra i luoghi prediletti dagli impressionisti, nel giardino di Giverny di Monet e al Musée d'Orsay. Sulle orme che qualcuno aveva tracciato per lui, incontro dopo incontro, affiorano alla mente del giovane avvocato ricordi sepolti nel tempo, che gli permettono di scoprire l'importanza delle piccole cose, ma soprattutto la verità su "chi" Frédéric non ha mai conosciuto: un tesoro ben più prezioso di qualsiasi altra ricchezza!
La felicità delle piccole cose è commedia avventurosa dai ritmi incalzanti, retta da misteri nascosti dal tempo e da profondi riflessioni personali sulla forza del legame famigliare e sulla tolleranza verso il diverso.


Titolo: La felicità delle piccole cose
Autore: Caroline Vermalle
Editore:Feltrinelli




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