Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale-Anno III-Gen./feb. 2007, n.7
NOTIZIE ed EVENTI  

ARTE e SOCIETA'


Furti in esposizione?
di Alessandra Berruti


Tre delle opere che il museo Getty non intende restituire:



Atleta vittorioso, statua in bronzo,
attribuita a Lisippo (metà IV s. a. C.)



Una delle sirene del gruppo
fittile con Orfeo


Elmo in bronzo "suditalico-calcinese",
variante magno-greca, IV sec. a.C.


"Orgoglio e dignità" invoca Vittorio Sgarbi in un' intervista radiofonica rilasciata a “Repubblica radio TV”, il 27 novembre 2006, a riguardo della spinosa diatriba attorno alle opere d'arte antica.
Ci riferiamo alla polemica sui reperti archeologici esposti al Paul Getty Museum di Los Angeles, di cui l'Italia ha giustamente rivendicato la proprietà, pretendendone la globale restituzione.
Un totale di 52 opere attualmente conservate presso la collezione americana ma che, secondo l'Italia, sono frutto di scavi illegali. Dalla relazione del Ministero per Beni e le Attività Culturali, resa nota nel gennaio 2006, risultano 6 le opere cui abbiamo rinunciato, 26 quelle offerte dal Museo (tra cui la Statua in marmo raffigurante Apollo con grifone) e 21 le opere che il Museo non ha intenzione di restituire, tra cui la bella “Venere di Morgantina” (425 - 400 a.C) e l'”Atleta vittorioso” uno splendido bronzo attribuito a Lisippo: proprio su questi due capolavori è scoppiata la polemica che dura da quasi un anno.
È del 21 dicembre scorso la notizia che Il Getty Museum non cambia di una virgola la propria posizione: la statua bronzea d'atleta di Lisippo non tornerà in Italia. Almeno per ora, tanto che a Los Angeles è conosciuto come il "Getty Bronzè" ed è uno dei pezzi forti della collezione del Museo!
Ma l'Italia continua a rivendicarne la proprietà, forte del fatto che la statua è stata ritrovata da alcuni pescatori, nel 1964, nel mar Adriatico, vicino Fano. Poi tutto si complica: l'opera, dopo essere stata sepolta, torna alla luce, viene "acquistata" e subito rivenduta ad un mercante d'arte di Monaco di Baviera e da questi ceduta per la somma di circa 4 milioni di dollari al Paul Getty Museum di Malibù, corredata di una documentazione che ne attribuisce il ritrovamento in acque internazionali.
La posizione del Getty resta, dunque, quella espressa dal suo direttore Michael Brand , che, durante il Convegno Internazionale sul futuro dei Musei, svoltosi presso I Musei Vaticani alla metà di dicembre scorso, a domanda precisa di un giornalista sul tema delle restituzioni, ha risposto in maniera vaga e diplomatica! Brand si è detto disponibile a far tornare in Italia 26 dei 46 pezzi chiesti dal Governo italiano, e questa volta nell'elenco delle opere che tornerebbero in Italia, sembrerebbe "comparire" anche l'affascinante Venere di Morgantina....
Il Governo italiano, però, continua a sperare in una soluzione definitiva della incresciosa controversia. "Il 2006 si chiude male- dice il ministro Francesco Rutelli- ma con il nuovo anno le cose potrebbero cambiare: se il 2007 porterà ad un accordo saremo ben felici. Ma che non sia un accordo a metà: non potremmo accettarlo!".
Un' America predatrice, dunque. E' questa l'opinione di Vittorio Sgarbi (da www.kataweb.it/multimedia/media/486247), il quale sostiene che i musei americani avrebbero tutto l'interesse a collaborare ed a non insistere con un atteggiamento autolesionistico, che alimenta la leggenda di un Paul Getty Museum pieno di opere di provenienza illegale o per lo meno sospetta. L'Italia, invece, esce con orgoglio e dignità da questo incidente, tuttavia non ancora concluso. Opinione che condividiamo: ora seguiremo con ansia gli eventi....



 
Venere di Morgantina, statua accolita
di divinità, con testa, braccio destro e piede in marmo - Morgantina (Sicilia) (tornerà in Italia o no ?)

Tre delle opere che il Getty intende restituire:


Anfora apula a figure rosse,
pitture di Dario
Askos in bronzo a forma di arpia,
I° metà V sec. a. C. (Calabria)
Cratere a figure rosse
firmato da Syriskos
 


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