Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Mag./ago. 2007, n.9-10
NOTIZIE ed EVENTI  

ARTE e SOCIETA'


In viaggio con Piero!
di Sila Berruti



Arezzo:Leggenda della Vera Croce - Battaglia di Costantino e Massenzio (1450/60)


E' straordinario quello che la mostra "Piero della Francesca e le corti italiane", inauguratasi il 31 marzo ad Arezzo (fino al 22 luglio 2007), regala a chi si rechi in visita: un viaggio affascinante fra arte e storia, punteggiato da itinerari d'arte, di fede, anche di...gastronomia!
Curata da Giangiacomo Martines , da Carlo Bertelli e Antonio Paolucci , si svolge presso il Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo ed espone più di cento opere tra capolavori di artisti famosi quali Domenico Veneziano, Pisanello, Leon Battista Alberti, Jacopo Bellini e Paolo Uccello. Ma il vero protagonista è lui: Piero della Francesca, pittore, matematico e teorico, la cui opera artistica, particolarmente interessata ai temi religiosi, sottolinea la volontà di avvicinare l'uomo moderno ai dogmi della fede. Piero fu anche estremamente attento alla semplificazione del messaggio cristiano, ottenuta grazie alla geometria dei volumi, all'organizzazione prospettica degli spazi ed alla razionalità compositiva e luministica delle opere.
Oggi la terra natia vede riuniti molti dei suoi capolavori, oltre ad ori, medaglie, sculture, bronzi, codici e disegni, provenienti da alcune delle più prestigiose collezioni internazionali di musei, come il Louvre di Parigi, la Galleria degli Uffizi di Firenze, le Gallerie dell'Accademia, il Museo Correr di Venezia. In un allestimento che porta la firma dello studio Cerri e Associati, si può godere di un'esposizione da cui emergono i caratteri più significativi della permanenza di Piero in ogni corte italiana del '400 e dell'influenza che egli finì con l'esercitare sulla pittura locale, come sulla maggior parte dei grandi artisti del Rinascimento, e non solo.
 

Resurrezione, Museo di Borgo S. Sepolcro

E' il tema del viaggio a connotare l'assoluta originalità della mostra; Piero della Francesca è stato, infatti, un viaggiatore accanito, dalla casa natale di Sansepolcro alla Corte dei Baglioni di Perugia; dal soggiorno a Firenze alla permanenza presso la Corte Estense di Ferrara, dall'arrivo a Rimini, alla Corte dei Malatesta al soggiorno a Roma, dove lavora per i papi Niccolò V e Pio II, da Urbino, presso i Montefeltro a Sinigallia, dove dipinge una splendida Madonna. Il ritorno infine, nelle sue terre, dove muore nel 1492.
Per seguire e sottolineare questo instancabile pellegrinaggio di idee, di esperienze artistiche e di rapporti fecondi con tradizioni e personalità diverse, gli organizzatori della mostra hanno ideato un originale evento espositivo che, grazie ad un sistema di biglietti integrati, permette di seguire le orme del Maestro verso tappe significative, come quella alla Cappella Bacci, nella chiesa di San Francesco ad Arezzo, in cui ammirare il magnifico ciclo di affreschi di La Leggenda della Vera Croce, dall'anno 2000 riemerso a nuova vita grazie ad un restauro tra i più significativi ed ardui attuati in Italia. Il soggetto iconografico del ciclo è uno dei più affascinanti testi ageografici duecenteschi, che racconta le vicende della Croce su cui morì Gesù, da quando era legno a quando, ormai divenuta sacra, fu ritrovata dall'Imperatoe Eraclio e ricondotta a Gerusalemme.
il restauro degli affreschi ha rappresentato un viaggio conoscitivo nell'arte di Piero, grazie allo studio ed ai dibattiti che hanno preceduto l'operazione tecnica vera e propria. Si pensi che gli affreschi erano fortemente danneggiati, non solo a causa dello stato precario delle murature, ma soprattutto per i sollevamenti di colore e le cadute di parti affrescate provocate dalla solfatazione, cioè dalla trasformazione in gesso del carbonato di calcio dell'intonaco, processo dovuto a cause ambientali e per la presenza di sali nelle murature. A ciò si aggiunga la grande quantità di acqua immessa con le colate di cemento, inserite nelle vistose lesioni in occasione del restauro eseguito da Domenico Fiscali nel  1915/16.
Iniziato fin dal 1985, il difficile e dispendioso progetto di restauro è stato realizzato grazie alla Soprintendenza di Arezzo e all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, con la più ampia articolazione di ricerche e di indagini, svolte a pieno campo, che sia mai stata realizzata ai fini di un restauro. Il lungo lavoro preliminare ha visto l'impegno di tutte le possibili competenze scientifiche, intellettuali ed umane, capaci di affrontare con le tecnologie diagnostiche più all'avanguardia ed i metodi più rigorosi i gravi problemi che gli affreschi presentavano e che ne avrebbero compromesso la sopravvivenza futura.
Un avvenimento che molti hanno cinicamente definito come “…una ragionata operazione di marketing culturale”, ma che noi preferiamo considerare come un salvataggio commovente dell'opera e dell'arte somma di Piero della Francesca, riconsegnata ai posteri nella sua integrità e bellezza.

 
Madonna di Senigallia



Leggenda della Vera Croce:
Annunciazione, Arezzo
Madonna del Parto, Monterchi


Leggenda della Vera Croce:
Il sogno di Costantino
 
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