Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Sett./ott. 2007, n.11
NOTIZIE ed EVENTI  

LE MOSTRE
di Artemisia




In Italia



G. B. Belzoni: un Indiana Jones italiano

 

Il I° maggio, all'Egyptian Hall di Piccadilly, a Londra, si inaugurava la prima spettacolare mostra egittologica mai organizzata fino ad allora, in cui erano ricostruite, a grandezza naturale, due sale della tomba di Sety I, scoperta da Giovanni Battista Belzoni, ingegnere, scrittore ed archeologo ante litteram, un Indiana Jones italiano, esploratore avventuroso e temerario. Nato a Padova nel 1778,visse a Londra fino a quando decise di intraprendere un viaggio in Egitto che lo vedrà divenire, nel secondo decennio dell'800, quasi involontariamente, lo scopritore dell'ingresso della Piramide di Chefren e del tempio di Abu Simbel, oltre che della tomba di Sety I, la più grande della Valle dei Re.

i Acquerelli di Belzoni: immagini dalla tomba di Sety I
 








gli ushabti egizi esposti a Bologna.




Tornato dopo 5 anni di incredibili scoperte archeologiche a Londra, pubblica in inglese il libro di memorie “Viaggio in Egitto ed in Nubia”, tradotto poi in francese ed in italiano, dove descrive l'emozionante ritrovamento della tomba faraonica: sale con grandi pilastri quadrati, affreschi parietali, la volta dipinta, gli oggetti preziosi e le statuine di legno ed in faience, ma soprattutto il bellissimo sarcofago di alabastro di Sety I. Inappagato di scoperte, Belzoni muore precocemente nel 1823, mentre va alla ricerca delle sorgenti del Niger e della città di Timbuctù.


La straordinarietà della mostra allestita all'Egyptian Hall risiedeva nel fatto che i reperti egizi venivano esposti in un contesto architettonico ricostruito fedelmente e dunque particolarmente evocativo. Dal giugno scorso nel Museo Civico Archeologico di Bologna l'interessante mostra
G. B. Belzoni: un Indiana Jones alla riscoperta dell'Egitto ripropone quell'evento, poiché viene riprodotta in scala 1: 3 la ricostruzione della camera sepolcrale di Sety I realizzata da Belzoni a Londra, con le raffigurazioni che riproducono gli acquerelli dell'archeologo, utilizzati nell'allestimento inglese. Grazie alla riproduzione in digitale dei dipinti originali di Belzoni, conservati al City Museum and Art Gallery di Bristol, a Bologna si può rivivere l'emozione del ritrovamento della camera funeraria, così come la vide l'esploratore nel 1817 e nello stesso tempo si ha l'opportunità di comprendere il metodo con cui egli era uso documentare e memorizzare le sue scoperte. Nella mostra bolognese sono anche esposti alcuni oggetti ritrovati nella tomba, come gli 11 ushabti , le bellissime statuine in faience ed in legno, rinvenute da Belzoni accanto al sarcofago del faraone.
Un interessante progetto, dunque, quello nato dalla collaborazione di Biografilm Festival, International Celebration of Lives, con il Museo Civico Archeologico ed una mostra didattica, allestita nella sezione egizia, di grande valore documentario e storico, curata da Daniela Picchi, Ispettore archeologico del museo bolognese e da Mauro Tinti della Biografilm.
Dal 7 luglio scorso, inoltre, nel City Museum and Art Gallery di Bristol, che possiede un'importante collezione dei 300 acquerelli originali dipinti da Belzoni, si sta svolgendo una mostra dal titolo “ In the presence of Gods ”, nella quale si ripropongono attraverso la vita dell'avventuroso archeologo il significato delle sue scoperte, le geniali intuizioni metodologiche e l'influenza che queste ebbero nella storia delle esplorazioni occidentali dell'Egitto nel XIX secolo. La mostra di Bristol si concluderà il 23 marzo 2008.
 

Affreschi della tomba di Sety I





Giovanni Battista Belzoni.
Un Indiana Jones alla riscoperta dell’Egitto.
Museo Civico Archeologico, Bologna.
Dal 30 maggio 2007
www.comune.bologna.it/museoarcheologico www.biografilm.it




All'estero



en español










 



Salvatore Provino. Geometrie dell'anima.


A Buenos Aires, l'Istituto Italiano di Cultura - Ambasciata d' Italia, in collaborazione con l' organizzazione Artistica Ermenegildo Frioni, promuove la mostra “Salvatore Provino. Geometrías del alma”, presso il Centro Culturale Borges, fino al 23 settembre 2007.
Nato a Bagheria (Pa) nel 1943, Provino inizia a Roma la sua attività artistica nello studio di Renato Guttuso. A quel tempo I suoi temi preferiti sono i luoghi natali, i volti rughosi dei contadini, i drammi atavici del sud; ma già alla fine di quegli anni la sua esperienza si allarga alla cultura espressionista europea, di cui sente il fascino, come dimostra l'interesse per l'arte di Francis Bacon. Temi esistenziali e drammatici persistono, mentre il pittore si avvicina a problematiche filosofiche ed approfondisce concetti matematici e di geometria dei corpi. Inizia, dalla metà degli anni '70, una ricerca sulle forme dinamiche e sulle strutture geometriche che caratterizzerà il periodo della sua maturità artistica, contrassegnato anche da un viaggio in Perù che gli offre spunti fondamentali per il suo lavoro. Docente all'Università di Napoli, dagli anni '90 inizia con successo una serie di mostre nazionali (Palazzo dei Diamanti a Ferrara, Palazzo delle Esposizioni a Roma) ed internazionali (Cina soprattutto), e nel 2007 Castel dell'Ovo a Napoli gli dedica un'importante retrospettiva. Nella mostra che gli dedica la capitale argentina, Salvatore Provino presenta una serie di tecniche miste in cui utilizza colori pulviscolari raggruppati in forme geometriche, disperse nello spazio in una dinamica continua; malgrado la sua arte sia sempre in bilico tra figurazione ed astrazione, la sua anima mediterranea è vigile e presente ad apportare alle composizioni misura ed equilibrio.


Dolore secco, olio su carta

 

Estate, olio su carta



Crepe, olio su carta



“Salvatore Provino. Geometrías del alma”.
Istituto italiano di cultura Ambasciata d'Italia.
Centro Culturale Borges, Buenos Aires.
Fino al 23 settembre 2007



Chagall fra cielo e terra

A Martigny, la Fondation Pierre Gianadda, dedica a “ Chagall tra cielo e terra”, nel centoventesimo anniversario della sua nascita, una mostra che ripercorre l'intero percorso artistico del pittore, convinto sempre che “nell'Arte come nella Vita, tutto è possibile se alla base di tutto c'è l'Amore”. Marc Chagall nasce nel 1887 a Vitebsk, miscuglio pittoresco dello shetl ebraico e del villaggio russo, con le isbe grigie e le case dipinte di colori vivaci, tra sinagoghe e chiese, ed è qui che nel 1909 incontra Bella Rosenfeld, sua musa e sua donna. Nel 1907 raggiunge San Pietroburgo e grazie ad una borsa di studio nel 1911 si reca a Parigi , dove affitta un atelier alla Ruche.





Fiori alla finestra, 1929, Goteborgs Kunstmuseum Goteborg. (c) Pro Litteris, Zurich



Da allora e per due decenni l'artista si dedica a nuove tecniche espressive: la ceramica, il mosaico, l'arazzo, le vetrate. Su proposta di André Malraux, Ministro della cultura, dipinge il nuovo soffitto dell'Opéra di Parigi, inaugurato nel settembre 1964. Nel 1973 a Nizza viene inaugurato il “Musée national Message Biblique Marc Chagall”e nel 1984 egli assiste all'inaugurazione della retrospettiva della sua opera pittorica a Saint-Paul-de-Vence, dove viene sepolto dopo la sua morte, avvenuta un anno più tardi.
Un mondo fantastico e trasognato quello di Chagall, che pur nasce dalle sollecitazioni della realtà che lo circonda, dall'osservazione dei villaggi russi, delle tradizioni popolari ebraiche, delle fiabe e del sentimento religioso della sua gente. L'arte del Maestro, pur educata alle sorgenti delle avanguardie francesi e russe, si spinge verso il regno della fantasia e dell'inconscio, esprimendo un'umanità intensa riproposta con colori accesi e



La finestra in campagna, 1915. Galleria Nazionale Tretiakov, Mosca. (c) Pro Litteris, Zurich

 



I dintorni di Vitebsk, 1914. Galleria Nazionale Tretiakov, Mosca. (c) Pro Litteris, Zurich


Tornato a Berlino per l'inaugurazione della sua prima grande personale alla galleria “Der Sturm”, nel 1914 lascia la Germania per Vitebsk, dove viene nominato commissario alle Belle Arti della regione. Recatosi a Mosca, è invitato a lavorare al Teatro ebraico Kameny, per il quale realizza le scene e i costumi, così come i dipinti murali della sala di spettacolo. Ma nel 1922 Chagall lascia definitivamente la Russia, fermandosi prima a Berlino per poi giungere a Parigi , città che dieci anni più tardi gli conferisce la cittadinanza francese. Nel 1941, dopo che la sua opera era stata catalogata dal regime nazista tra l'“arte degenerata”, lascia la Francia e si rifugia a New York, seguendo l'invito del Museum of Modern Art. Dopo alcuni anni dalla morte della moglie, il pittore incontra Virginia e con lei attraversa di nuovo l'Oceano per stabilirsi prima nei dintorni di Parigi, più tardi nei pressi di Nizza.



Studio per la pluie, 1911.
Galleria Nazionale Tretiakov, Mosca. (c) Pro Litteris, Zurich




antinaturalistici, con forme distorte, quasi infantili, opposte ad ogni legge prospettica che non sia quella dettata dalla sensibilità. La pittura di Chagall con i suoi omini volanti, gli infuocati angeli caduti, le bestie domestiche vaganti nei cieli turchini, si pone come uno straordinario episodio, abbastanza isolato nel panorama europeo, testimonianza di una genialità artistica che ha saputo oltrepassare regole ed estetiche per una completa libertà espressiva.
La retrospettiva espone una selezione eccezionale di circa duecento opere di tutti i periodi della sua vita, concessi dalle più grandi collezioni pubbliche del mondo. La mostra, curata da Ekaterina Selezneva, conservatore capo della Galleria Nazionale Tretiakov di Mosca, è accompagnata da un catalogo introdotto dai testi di Ekaterina Selezneva, Meret Meyer, Jean-Louis Prat, Daniel Marchesseau e Andreï Golubeïko.
“Chagall fra cielo e terra”. Fondazione Pierre Gianadda. Martigny.
Fino al 19 novembre 2007
www.uessearte.it/
info@uessearte.it



La riproduzione in capo alla pagina è l'autoritratto di Artemisia Gentileschi, disegnato dalla restauratrice Francesca Secchi


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