Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Nov./dic. 2007, n.12
NOTIZIE ed EVENTI  

ARTE e SOCIETA'


Riapre "La Venaria Reale" a Torino
di Llly Pagano Dritto



Torino: la Venaria Reale restaurata e riaperta al pubblico



Sono stati necessari otto anni di restauri con un costo di più di 200 milioni di euro per riportare in vita il più bel gioiello barocco, la Venaria Reale, la più maestosa delle residenze sabaude in Piemonte, esempio della grandiosità dell'architettura e dell'arte del XVII e XVIII sec. Le origini risalgono alla metà del Seicento, quando il duca Carlo Emanuele di Savoia a completamento della cosiddetta “corona delle delizie”, un complesso di residenze di corte già realizzate attorno alla città di Torino, pensò di costruire una base stabile per la pratica venatoria (in latino “venatio”) e diede incarico di realizzarla all'architetto Amedeo Castellamonte che, lavorandovi senza sosta per sedici anni, portò a termine il grandioso progetto che si sviluppava lungo un asse di 2 Km, integrando alla reggia il borgo, i giardini e i boschi circostanti.

Saccheggiata nel 1693 dalle truppe francesi, fu ristrutturata dall'architetto Michelangelo Gerove che vi lavorò fino al 1713 dandole un'impronta diversa, secondo il nuovo gusto architettonico francese di Versailles; successivamente venne ingrandita da Filippo Iuvarra che realizzò, fra l'altro, la chiesa di sant'Uberto, patrono dei cacciatori, su modello della sua Basilica di Superga. I lavori proseguirono fino alla metà del Settecento, ma nel 1798 con l'occupazione francese iniziò un lento ed inarrestabile declino della Venaria Reale che, nel periodo della Restaurazione, fu adibita a caserma. Devastata e svuotata di tutto (nel 600 c'erano più di 4000 quadri! ), divenne via via un complesso fatiscente che, negli anni Ottanta del '900, si pensò addirittura di abbattere per costruire edilizia popolare. Fortunatamente nel 1997 la Venaria Reale venne dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità ed il progetto di restauro fu portato avanti dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dalla Regione Piemonte, in collaborazione con la Provincia di Torino e i Comuni di Torino,Venaria Reale e Druento. Completati gli imponenti lavori di restauro, non restava che cercare di riportare in sede dipinti arazzi, mobili, suppellettili, argenti, abiti, armature, porcellane, tutto ciò, insomma, che era stato legato alla reggia e alla casa Sabauda.
Il 13 ottobre 2007, data che ha segnato il momento in cui questo straordinario complesso, che costituisce il più grande recupero architettonico in Europa, è stato finalmente restituito alla fruizione del pubblico, in occasione della mostra inaugurale, sono giunti dai musei di tutto il mondo circa 450 opere ed oggetti per narrare la storia dei Savoia tra cinquecento e settecento, opere che resteranno in esposizione sino al 30 marzo 2008. Il percorso della visita è impreziosito dalla presenza di inserti multimediali, ideati dal famoso regista Peter Greenaway.
Ansiosa di ammirare la grandiosità dell'opera e la bontà del restauro, venerdì 19 ottobre,insieme a centinaia di visitatori, provenienti da tutta Italia, mi sono recata a Venaria per visitare la Reggia. Con grande sorpresa è stato negato a tutti i turisti l'accesso perché la Reggia, senza che ne fosse stata data tempestiva informativa alla stampa ed agli alberghi, era stata affittata alla società CSI Piemonte (Consorzio per il Sistema Informativo piemontese) per una manifestazione.
Inascoltate le proteste di chi, oltre al viaggio, aveva dovuto affrontare anche i disagi dovuti alla carenza di informazioni circa il modo di raggiungere la Venaria Reale: la manifestazione del CSI, che aveva prenotato a proprio uso e consumo tutti i biglietti, anche se parzialmente utilizzati, si è rivelata più importante del disappunto dei visitatori delusi ....
Lo slogan coniato dall'AVTA (Associazione amici della Venaria) che opera nel castello:“ Arrivate da turisti, partite da amici e tornerete da ambasciatori della Venaria ”, alla luce dei fatti fa, quantomeno, sorridere!
Di fronte a tale disorganizzazione, indice di scarsa capacità nel gestire eventi culturali e/o turistici, non c'è da stupirsi se la città di Torino, che pure non ha nulla da invidiare alle altre città d'arte, sia rimasta fino ad oggi tagliata fuori dai circuiti turistici.
Resta il rammarico di quanti, dopo aver affrontato un viaggio dispendioso sono stati costretti a tornare indietro senza poter visitare la Reggia Reale. Dunque da ricordare: Torino sì, ma MAI DI VENERDì!

 

 

 


La chiesa della Venaria Reale





Una prospettiva della magnifica residenza sabauda






E' venerdì: il pubblico, deluso, non può entrare!



Lilly Pagano Dritto è docente di Italiano e Latino al Liceo Scientifico.


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