Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Gen./mar. 2008, n.13
NOTIZIE ed EVENTI  

ARTE e SOCIETA'

Il mondo di John Soane: l’arte in casa!

di Sila Berruti



Il giardino londinese Lincoln's inn field, adiacente alla casa-museo di sir John Soane


Chiudete gli occhi e provate anche solo per un momento ad immaginare di essere al centro di un'affascinante metropoli, famosa per i sui bus rossi, per gli spettacoli di teatro, la moda, il miscuglio di etnie, lo shopping, i parchi sempre verdi ed i musei gratis..,più semplicemente immaginate di fare una passeggiata nella bellissima Londra!

Ad accompagnarvi c'è l'instancabile pioggerellina che la caratterizza: siete nei pressi della stazione della metropolitana di Holborn sulla Central Line, e ne sono certa, vi sorprendete ad imbattervi in un bel palazzo di modeste dimensioni, un gioiello incastonato nella vita di tutti i giorni, piazzato proprio davanti ad un elegantissimo giardino pubblico, in Lincoln's inn field, rigorosamente verde, con tanto di scoiattolo che scappa al vostro arrivo. Con un pò di attenzione riuscirete a vedere anche un cartello sulla grata di questo misterioso palazzo, ove è scritto:

SIR JOHN SOANE’S
MUSEUM
admission free

Volete entrare?
Lo spazio è talmente piccolo che siete costretti a stare in fila indiana, ma quello che vedete è da non crederci, da togliere il fiato: intorno a voi non avete altro che reperti archeologici, vasi, capitelli e colonne di dimensioni mastodontiche, copie di statue greche, busti di imperatori romani, frammenti di architetture, copie in gesso dal Foro Romano appartenenti al tempio di Castore e Polluce, ci sono perfino le copie delle teste
 

Libri, statue, dipinti ed oggetti della casa-museo


dei figli del Laocoonte...E poi quadri, tanti quadri; ve ne sono così tanti sulle pareti che sembrano libri! E pagina dopo pagina potete sfogliare opere di William Turner, Giovanni Battista Piranesi e moltissimi artisti…, opere più di quante abbiate mai potuto immaginare. Sembra di vedere realmente “La galleria immaginaria “, il celebre dipinto di Giovanni Paolo Pannini, divenuto l' emblema dell'amore per l'arte e per l'archeologia alla metà del XVIII secolo!
I corridoi che collegano la libreria, dalla sala da pranzo allo studio, sono letteralmente tempestati di oggetti artistici appesi alle pareti, agli stipiti delle porte, ai soffitti, ovunque. Ma dove siete finiti? Siete in casa dell'architetto Sir.John Soane, nato a Reading il 10 settembre  1753 . Un uomo da sempre interessato all'arte, tanto che lui stesso progettò la sua dimora non solo per viverci, ma anche come cornice del suo hobby per l'antichità e per le opere d'arte che pian piano stava incominciando a collezionare.



La casa- museo di S. John Soane a Londra
Nel 1806 viene nominato Professore di Architettura alla Royal Academy, ed è proprio a partire da questa data che Soane cominciò ad organizzare tutta la collezione, i libri, i calchi ed i modelli , in modo che gli studenti potessero avere il vantaggio di ammirare parte delle opere trattate durante le lezioni. Questo piccolo gioiello è da allora una Fondazione. L’entrata è gratuita (come voleva Soane) ed è richiesto solo un libero contributo alla fine della visita che verrà impiegato nelle operazioni di restauro che i reperti necessitano. Si possono visitare tre piani in tutto. Il piano terra non poteva essere altro che una sorta di cripta: un’atmosfera cupa e buia invade lo spettatore che ha proprio la sensazione di essere in camere mortuarie o nelle catacombe.



Un' immagine interna della casa-museo
L'unica fonte di luce proviene dalla cupola in vetro che sovrasta la struttura, illumina “la camera del sepolcro” totalmente occupata da un immenso sarcofago appartenente al faraone Seti I (1303- 1290 a.C.), ritrovato nella Valle dei Re dall'archeologo italiano Giovanni Belzoni, ma "grazie" al rifiuto da parte del British Museum il sarcofago finì nelle mani di Soane che lo acquistò per la modica cifra di 2000 sterline! Il fortunato acquisto portò ad una festa durata 3 giorni con 1000 invitati, 300 lampade ad olio per illuminare il palazzo e decine e decine di litri di champagne, versato all'interno del nuovo acquisto, causando, purtroppo, la perdita dell' “azzurro” dei geroglifici che circondava il reperto dentro e fuori.
Il tour può continuare al piano di sopra, passando per pareti piene di nicchie con teschi, vasi funerari, lapidi, tombe e scheletri. La copia dell’Apollo del Belvedere ci indica la strada verso i piani superiori, da lì è possibile ammirare la Venezia del Canaletto (piazza S.Marco, 1736) e altre opere considerate tra le migliori dell’artista italiano. Un inatteso viaggio ed una piacevole scoperta che all’uscita della casa-museo lascia perplessi per alcuni minuti, facendo quasi dimenticare di essere a Londra; poi la pioggia, l’umidità e il cielo cupo che fa vedere il mondo come fosse in bianco e nero, fanno tornare alla realtà, ma, in fondo, dopo una visita così speciale, è una calda realtà!

 
G. P. Pannini: La galleria immaginaria, dipinto (metà del XVIII sec.). Stoccarda, Staatsgalerie




E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright