Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Autunno 2008, n.16
NOTIZIE ed EVENTI


La Rana crocifissa

di Sila Berruti



«... L'artista non deve essere del tutto a posto, se concepisce un'opera così».


Sono queste le parole del Presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, in relazione alll'esposizione dell'opera di Kippinberger (1953-1997) intitolata "Zuerst die Füsse" (Prima i piedi), all'interno del Museion del capoluogo altoatesino e forse non ha tutti i torti! La mostra “Sguardo periferico e corpo collettivo”, conclusasi il 21 settembre scorso, vedeva ben duecento artisti espositori, tra cui Carla Accardi, Maurizio Cattelan, Richard Serra,Vito Acconci e Michelangelo Pistoletto. L'opera di Kippenberger è stata esposta proprio all'entrata del Museion, sopra la biglietteria: una rana verde crocifissa, con in mano un boccale di birra e un uovo, sembrava dare il benvenuto ai molti visitatori sconcertati. Dal giorno dell'inaugurazione critiche, polemiche e perfino una lettera di papa Benedetto XVI, mentre quest'ultimo si trovava a Bressannone per le vacanze estive. C'è chi ha urlato allo scandalo, chi all'offesa del popolo cristiano (ben il 99% dei cittadini di Bolzano lo è) e chi ha minacciato uno sciopero della fame, come il presidente del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, Franz Pahl, colui il quale sembra aver ricevuto la lettera del Papa. Certo è che questo polverone ha giovato alla città e alla mostra, che a pochi giorni dall'apertura vedeva moltiplicarsi il numero dei visitatori, accorsi per ammirare la pietra dello scandalo. Ma siamo sicuri che lo scopo primario dell'autore fosse proprio quello di offendere, come molti hanno creduto, il sentimento dei cristiani?
 

M. Kippenberger: Zuerst die Fusse (foto George Bacher)



Martino Kippenberger è nato il 25 febbraio del 1953 a Dortmund; famoso per il suo impegno artistico ricco di idee provocatorie, ha segnato l'arte dei primi anni '90, ma è morto prematuramente il 7 marzo del 1997. Una vita passata tra i problemi con l'alcool, ma anche tra importanti esposizioni alla Biennale di Venezia e alla Tate Modern di Londra. La sua popolarità è cresciuta sicuramente in seguito alla non attuata decisione di rimuovere definitivamente "Zuerst die Füsse" dalla mostra. A tal proposito c'è chi però non è stato d'accordo e, superando le polemiche e l'ipersensibilità attorno a determinati temi, ha accennato a quella che potrebbe

La momentanea "copertura" della "rana crocefissa" al Museion di Bolzano (foto George Bacher)
  essere l'essenza del messaggio dell'artista: un semplice autoritratto, una provocazione certamente, ma se vista senza malizia, una crocifissione «è sempre un invito a riflettere sulla sofferenza». Nel mondo dell'arte tali situazioni non sono affatto nuove: come dimenticare quel lontano (forse non così tanto!) 1573, quando la Controriforma colpì Paolo Veronese e il suo celebre dipinto "Ultima Cena"? L'opera venne considerata “non consona” ai dettami della fede, poiché ricca di particolari estranei ed indecorosi inseriti in un contesto così sacro. Per chi non ricordasse, tutto finì quando il Veronese venne costretto a mutare il titolo dell'opera in: "Convito in casa di Levi", eliminando quindi il riferimento all'istituzione del sacramento. Durante il processo l'artista spiegò al Sant'Uffizio : «NOI PITTORI PRENDIAMO LE STESSE LIBERTA' DEI POETI E DEI PAZZI». Oggi, dopo quasi cinque secoli da quel famoso scandalo, le cose non sembrano molto cambiate! Il Presidente della Provincia, Luis Durnwalder, nel momento in cui ha sottolineato i problemi psicologici di Kippenberger, non aveva quindi tutti i torti,
anzi! La precoce morte dell'artista gli ha impedito di difendersi in questa "controriforma" del 2008,... magari avrebbe potuto anche lui cambiare il titolo dell'opera!!
La controriforma invece ha colpito ancora, tanto è vero che la “rana crocefissa” è stata per un periodo completamente coperta da fogli di giornali....; tuttavia potremmo ora fare nascere un'altra polemica, più generale e profonda: soffocando così un'opera d'arte contemporanea, si rischia forse di modificare il messaggio che l'arte ha da sempre in sè, ovvero testimoniare la libertà di pensiero e di espressione?


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright