Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.22 - Novembre-dicembre 2009
NOTIZIE ed EVENTI  

LE MOSTRE
di Artemisia

“Astrazioni contemporanee” - Portraits - AFRICA? una nuova storia - Faulkner a Bologna - "Oltre la mostra" - Tiffany a Parigi


in Italia


“Astrazioni contemporanee”

A Roma, presso lo Studio d'Arte Massi, si è inaugurata il 17 dicembre scorso la mostra collettiva “Astrazioni contemporanee”, che raccoglie trenta opere circa di artisti amanti di un'arte aniconica.
Si tratta di lavori selezionati per la manifestazione, che rappresentano il meglio degli artisti che abitualmente espongono in questa Galleria romana, specializzata nell'individuare i più innovativi linguaggi astratti del 2000.
Richard Antohi, Renato Barisani, Franco Beraldo, Eugenio Carmi, Fabrizio Campanella, Antonio Corpora, Carmine Di Ruggiero, Piero Dorazio, Ennio Finzi, Franco Giuli, Salvatore Giunta, Riccardo Guarneri, Riccardo Licata, Angelo Manca, Achille Pace, Achille Perilli, Eduardo Palumbo, Reinhard, Alessandro Sardella, Enrico Sirello sono gli autori delle opere, molti già affermati protagonisti dell'arte attuale, altri personalità emergenti, che mettono ugualmente in gioco se stessi e la propria creatività con lavori molto diversi per contenuti, forme, suggestioni e materiali, ma accomunati dalla passione per la non-figurazione.
Lavori su tela, opere su carta, acrilici, tecniche miste, piccole sculture in marmo, in alluminio… rappresentano l'iconografia di ciascun artista, maestri storici o pittori giovani, tutti dotati, però, di una formazione artistica solida e di una genuina ispirazione.
La manifestazione, omogeneamente costituita, parla a ciascuno di un universo di forme singolari e racconta le molteplici sfaccettature di molteplici ricerche artistiche, ora geometriche, ora metaforiche, ora cromatiche o ottiche, sempre improntate a rigore e armonia.


Mostra collettiva “Astrazioni Contemporanee”, Roma, Massi Studio d’Arte
Fino al 10 gennaio 2010
www.massiarte.com





Salvatore Giunta



Salvatore Giunta


Reinhard



Eduardo Palumbo





“Portraits” nell’antica Pasticceria Paolessi di Roma


A Roma, nell' antica Pasticceria Paolessi, si è inaugurata la mostra “ Portraits ” di Alessandra Turco, il secondo evento che il Bar sponsorizza, aggiungendo un ulteriore motivo d'attrazione ad un sito pieno di fascino, che ha 132 anni di vita e conserva al suo interno i macchinari originali per creare e cuocere i dolciumi.
Alcuni mesi fa il Comune di Roma ha inaugurato gli spazi interni del Bar Paolessi con un'esposizione di vedute e immagini di Roma; nel mese di dicembre 2009 e fino al 7 gennaio 2010, grandi volti ispirati alla pop art campeggiano con i loro smaglianti colori e le grandi dimensioni sui bianchi muri dell'accogliente, antica pasticceria, situata vicino ad uno dei più famosi ponti romani: Ponte Sisto. I quadri esposti, fotografie originali di Alessandra Turco, elaborate al computer e stampate su tela, sono visi di amici e di sconosciuti, colti durante stati d'animo diversi, pensierosi o melanconici, assenti o felici, ironici o pieni di pathos, che svelano l'attitudine dell'artista a guardare il mondo non certo in modo superficiale, ma con un atteggiamento denso d'interesse e di curiosità.
Mentre nelle tele dedicate alla “ città ” (piazze, vie e monumenti degradati o abbandonati) la Turco tende a trasformare i luoghi del vivere nei luoghi della solitudine esistenziale, in questa serie di Portraits l'attenzione all'umanità e ai suoi sentimenti diviene centrale; talché la vicinanza con la pop art risulta puramente esteriore, o meglio si limita ad una somiglianza tecnica e grafica, ma non contenutistica ed emotiva. La ricerca introspettiva, infatti, avvicina l'arte di Alessandra alla ritrattistica antica, pur nella contemporaneità dei mezzi tecnologici usati per accentuare l'espressività dei soggetti prescelti. O meglio nasce una singolare contaminazione tra la più attuale riproduzione del mondo con un pensiero che viene da lontano ed intende indagare il senso delle cose e riproporre la loro dimensione più universale.


“Portraits” di Alessandra Turco,
Sala interna dell’Antica Pasticceria Paolessi (1878), Roma
Fino al 7 gennaio 2010
www.haikustudio.com
Pasticceria Paolessi: tel:06/
6875286








Rossonera



Sarah





AFRICA? Una nuova storia


A Roma, al Complesso del Vittoriano, si è inaugurata un'inedita e straordinaria mostra intitolata “ Africa? Una nuova storia ”, curata da André Magnin, dove sono esposte più di 80 opere di artisti africani. L'esposizione affronta con durezza e linguaggio innovativo i grandi problemi del nostro tempo, rivelando al mondo una testimonianza della vitalità dell'arte africana, al di là della visione che i più hanno della terra d'Africa, che ha conosciuto nel corso di millenni traversie politiche e sociali, ferite non ancora sanate. Le opere in mostra rivelano le pulsioni artistiche di giovani e meno giovani artisti, ma soprattutto testimoniano di una presa di coscienza degli abitanti di questo continente, che in vario modo esprimono la loro cultura, le loro realtà quotidiane, i loro sogni, anche le pagine tragiche che ancora contrassegnano la loro storia. Fin dal manifesto della mostra, opera suggestiva di Amani Bodo, si avverte una visione che mira ad una riconciliazione in nome dell'arte fra tutti i paesi del mondo.
La mostra è nata da un'idea del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, che ha voluto ribadire come questa terra, alla base di tanta storia artistica d'Europa, sia ricca di spiritualità e di amore per la vita, nonostante le sofferenze e i danni subiti nel tempo. Come ha precisato il Ministro durante la conferenza stampa, l'Africa non è più considerata come il continente delle guerre e della fame, ma anche come un paese che dopo l'era del colonialismo vuole rinascere e avere opportunità e nuovi rapporti culturali con l'Occidente. Inoltre la validità dei linguaggi artistici muta la prospettiva sull'Africa, mostrando la pregnanza della cultura contemporanea, intesa anche come strumento di pace.
Gli artisti espositori, che provengono da 20 paesi africani, rivelano una grande immaginazione e pur lavorando in condizioni difficili, riescono a esprimere la storia, le memorie e l'attualità. Da circa dieci anni si è incominciato a parlare dell'emergere di personalità valide e per quanto si siano realizzate poche grandi mostre, quest'ultime hanno contribuito a diffondere la conoscenza dell'arte africana.
La mostra è divisa in due sezioni: “ la Collezione Pigozzi di Arte Contemporanea africana”, frutto di una raccolta ventennale del suo collezionista Jean Pigozzi, che costituisce la raccolta più importante del mondo. Artisti provenienti da grandi centri urbani m anche da piccole realtà locali, dal Congo, dal Mali, dalla Sierra Leone, dal Senegal, dal Kenya, dalla Nigeria, dal Ghana e dalla Nigeria, già noti nel mondo per la loro attività artistica, espongono opere di grande impatto visivo, piene di colore, di dinamismo e di forza.
La seconda sezione della mostra “ ArtistiAfricani ”è costituita da artisti scelti in collaborazione con alcune Ambasciate dell'Africa sub-sahariana; l'insieme, 30 artisti, dà al pubblico l'immagine della grande varietà creativa di questo immenso continente e costituisce per Roma un'occasione inedita.

“AFRICA? Una nuova storia” Roma, Complesso del Vittoriano, dal 19 novembre 2009 al 17 gennaio 2010.
p.saba@comunicareorganizzando.it








Amani Bodo" La riconciliazione è il bacio della morale", 2008 Acrilico su tela CAAC – Collezione Pigozzi, Ginevra




Pathy Tshindele: senza titolo 2009, acrilico su tela
CAAC – Collezione Pigozzi, Ginevra




Pathy Tshindele: Untitled senza titolo, 2009, acrilico e collage su tela CAAC – Collezione Pigozzi, Ginevra


Chéri Chérin: Les nouveaux maîtres du monde (I nuovi padroni del mondo), 2008, olio su tela
CAAC – Collezione Pigozzi, Ginevra








Iain Faulkner a Bologna


A Bologna, nella Galleria Forni , si sta svolgendo una bellissima mostra dedicata a Iain Faulkner , British Style, artista scozzese che espone una ventina di opere di grande formato nella massima parte, tutti oli realizzati nel 2009, con un linguaggio figurativo che il pittore ha scelto per rappresentare frammenti di quotidianità. N ato nel 1973 a Glasgow, dove si diploma alla School of Art nel '96, incomincia ad esporre prima in Scozia poi dal '99 a Londra e a New York, riportando sempre successi.
Faulkner rappresenta in questa mostra bolognese interni di una ricca borghesia attraverso una pittura che potremmo definire “antica”, caratterizzata cioè da un plasticismo vigoroso, da un uso sapiente del colore e da una luce che illumina le immagini tale da farne risaltare i corpi, gli atteggiamenti, i particolari.
E' dunque il mondo dell'alta borghesia britannica, racchiuso in ambienti curati e raffinati, dove le figure sono spesso circondate da oggetti sportivi (per il golf, pianoforte, biliardi..), molte riprese di spalle in un'aria ferma e surreale, altre con occhi fissi e indecifrabili, sempre fra loro incomunicabili.
Malgrado l'evidenza delle forme (che fanno pensare ad un iperrealismo!), la precisione delle pennellate e la ricreazione attenta degli ambienti, delle suppelletili, degli abiti, i dipinti di Faulkner, se raccontano l'agiatezza dei luoghi e dei personaggi, esprimono tuttavia una interiore solitudine, anzi l'immobilità dei gesti e degli sguardi, i severi accordi cromatici e l'aria stupefatta che circola nel quadro palesano un sentimento di ansiosa attesa.
Ciò non deve far presumere che l'artista voglia proporre una morale nei suoi dipinti, i quali invece rivelano la sua attenzione alla realtà senza il desiderio di entrare nella sfera etica o personale dei suoi personaggi. E' un mondo che viene narrato ma non intende essere decifrato dall'artista, che invece propone queste figure e lo “ scatto ” della loro esistenza come fossero Still life, nature morte dove nulla si muove, dove il tempo è come sospeso e vige una sorta di sospensione emotiva che genera nello spettatore un indecifrabile stato d'ansia.

"Iain Faulkner. British Stile", Bologna, Galleria Forni.
Fino al 10 dicembre2009






Faulkner: Interlude, Interludio, 2009 olio su tela



Reflecting on the round, Riflettendo sul percorso, 2009 olio su tela





“Oltre la mostra”
Lezioni d’arte a Roma



A Roma, il 19 ottobre 2009 , presso l'Auditorium Museo dell'Ara Pacis, si inaugura un progetto intitolato “ Oltre la mostra. Lezioni d'arte a Roma”, curato dalla storica dell'arte Fabiana Mendia .
Nato per presentare le mostre dei principali musei d'arte italiani, il progetto si rivolge a un pubblico di conoscitori, appassionati e curiosi per offrire delle chiavi di lettura, per comprendere i linguaggi degli architetti, pittori e scultori dal mondo antico al contemporaneo, attraverso l'acquisizione di conoscenze storico-artistiche, di metodologie e con l'obbiettivo di stimolare l'esperienza personale dell'approfondimento e del piacere dell'arte.
Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d'arte nell'arco di quattro incontri :
il primo appuntamento del 19 ottobre 2009 riguarda “ L'architettura di Michelangelo negli anni della maturità ”, un'indagine sull'opera dell'artista che parte dal progetto per la tomba







San Pietro: la cupola michelangiolesca, Roma

di Giulio II per arrivare al trentennio romano e alla complessa attività del genio toscano, ricca di innovazioni sintattiche e tecnologiche.
Il secondo appuntamento è il 2 novembre con “ La decorazione parietale romana delle domus e delle ville patrizie in età imperiale ”, un cammino artistico che dai primi tentativi di rappresentazioni illusionistiche parietali giunge alla bellezza della pittura del periodo augusteo, ai ritratti del Fayyum,fino alle ricostruzioni di città sepolte.
Il terzo appuntamento è il 16 novembre con “ Indagini di Caravaggio e Bacon nelle pieghe della realtà contemporanea”, in cui verranno trattati i temi sacri, gli atti dissacratori, la figura umana, il naufragio esistenziale nell'opera di Francis Bacon, posti a confronto con le opere del grande Maestro lombardo, presenti nell'importante mostra che si tiene alla Galleria Borghese.
Per ultimo, il 30 novembre 2009 “ L'esperienza parigina di Boldini, De Nittis e Zandomenighi ”, sarà l'ocasione per analizzare l'opera degli artisti alla luce di suggestioni realistiche e impressioniste provenienti dalla capitale francese, cui i tre pittori guardarono come fonte utile per sprovincializzare la pittura italiana di fine Ottocento.

Le lezioni d'arte, che si tengono a Roma, al Museo dell'Ara Pacis, iniziano alle ore 18,30 con ingresso libero.


Il manifesto del progetto romano, a cura di Fabiana Mendia


All'estero

en français


Tiffany: colori e luce.


A Parigi, presso il Musée du Luxembourg, si è inaugurata il 16 settembre la mostra “ Louis Comfort Tiffany. Colori e luce ”, prima esaustiva esposizione europea dal 1900, che riunisce 160 opere, tra vasi, vetrate, gioielli, mosaici, acquerelli e foto d'epoca. L. C.Tiffany (1848-1933), fondatore della celebre Maison Tiffany & Co a New York, è stato una personalità tra le più talentose del suo tempo. La sua sensibilità per il colore e per la composizione, la sua passione per l'esotismo e le sue innovazioni nell'ambito del "vetro" fanno di lui un capofila del design americano, la cui reputazione si estese alle grandi capitali europee.
L'ornamentazione sontuosa, il lavoro accurato, gli effetti spettacolari di luce e di colori che caratterizzano la sua produzione (vasi in vetro soffiato, vetrate, lampade ed oggetti vari) lo pongono al centro dei movimenti artistici della sua epoca, da Arts & Crafts fino all'Art Nouveau ed al Simbolismo. Le opere esposte rivelano con chiarezza l'importante contributo dato da questo artista-creatore sia all'industria del vetro, sia alle arti decorative dalla fine del XIX secolo agli inizi del XX°.
Divisa in 6 tematiche, l'esposizione comincia con l'inizio della carriera di Tiffany: i suoi soggiorni in Europa, in particolare a Parigi, dove studia pittura presso l'atelier di Léon Charles Bailly, poi il suo crescente interesse per l'arte del vetro, il suo lavoro di decoratore d'interni per influenti clienti americani, le sue relazioni con il mercante d'arte parigino Siegfried Bing, che contribuisce al suo successo europeo. E' poi la volta della creazione delle vetrate, che rappresentano un aspetto essenziale e poco conosciuto della sua produzione, seguite dai vasi in vetro "Favrile", dalle forme organiche e dai forti contrasti di colore; infine l'espansione dell'impresa dovuta soprattutto al commercio delle lampade e degli oggetti decorativi in tutta Europa.
Prestate dai più prestigiosi musei del mondo (Metropolitan Museum di New York, Ermitage, Musée d'Orsay, etc.) le opere esposte includono anche pezzi inediti provenienti da collezioni private.
Il Musée du Luxembourg ha organizzato questa mostra in collaborazione con il Musée des Beaux Arts de Montréal; dopo Parigi, dal 11 febbraio al 2 maggio 2010 l'esposizione si trasferirà a Montréal, poi a Richmond (Stati Uniti) nel Virginia Museum of Fine Arts fino al 15 agosto 2010.
Rosalind Pepall è la curatrice dell'interessante mostra parigina, in collaborazione con commissari internazionali, tra cui Martin Eidelberg, esperto dell'opera di Tiffany e professore di Storia dell'Arte nell'Università del New Yersey.

“Louis Comfort Tiffany. Colori e luce”,
Musée de Louxembourg, Paris
Fino al 17 gennaio 2010
info@museeduluxembourg.fr











Encrier, c.1900-1903 Verre, argent Newark, The Newark Museum Don de Mr. And Mrs. Ethan D. Alyea, 1967 ©Photo : The Newark Museum






Lampe " Glycines", c.1901 Verre Favrile, plomb, bronze Richmond, The Virginia Museum of Fine Arts Don de Sydney et Frances Lewis ©Photo : Katherine Wetzel




(Monture en argent de Edward Colonna) Vase, c. 1897-98 Verre, monture en argent, opales Collection particulière ©Photo : DR

Vase, c.1900 Verre Favrile New York, The Museum of Modern Art Don de Alfred H. Barr, Jr., 1979 © The Museum of Modern Art/Licensed by SCALA / Art Resource, NY






Fenêtre du "Bella Apartment", c.1880 Verre, plomb New York, The Metropolitan Museum of Art, Don de Robert Koch, 2002 ©Photo : The Metropolitan Museum of Art





(La riproduzione in capo alla pagina è la copia dell'autoritratto di Artemisia Gentileschi, disegnata dalla restauratrice Francesca Secchi)


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