Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.22 - Novembre-dicembre 2009
NOTIZIE ed EVENTI
MAN RAY

Ricercatezza e sensualità nei ritratti di Juliet
di Carmelita Brunetti




Una cinquantina di opere, tutte ritratti, fra fotografie, stampe originali, realizzate in diverse tecniche e stili, alcune colorate a mano, che Man Ray ha dedicato a Juliet, l'ultima musa di tutta la sua vita, sono visibili fino al 6 dicembre 2009 in una rassegna intitolata Man Ray. The Fifty Faces of Juliet, presso il Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art ,realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano.
Man Ray (1890-1976) è senza dubbio uno degli artisti più poliedrici che il Novecento annoveri, sia come fondatore della corrente americana del Dadaismo e nel 1925 come figura di spicco in ambito fotografico nel movimento surrealista.
Una particolare intelligenza creativa quella di Man Ray, che lo portò con successo non solo alla fotografia, ma alla sperimentazione di diverse tecniche come la solarizzazione, il collage e le rayografie.
Di animo romantico e dissacrante sono i suoi lavori, caratterizzati da un'estetica dolce e sensuale nella nudità dei corpi e negli sguardi intriganti di Juliet, disegnati e fotografati. Nei volti spesso occultati da una maschera, coperti da un velo trasparente o dal volto incorniciato da uno stravagante cappello, e nel sinuoso movimento del corpo si percepisce la carnalità e l'anima della modella, quell'Io che parla attraverso il magnifico gioco di luci ed ombre che Man Ray riusciva magistralmente ad ottenere. Come scrive Maurizio Vanni, “le ombre e le luci, indispensabili a modellare ogni parte anatomica, insieme agli interventi segnici e cromatici realizzati direttamente sulla carta, allontanavano lo scatto da qualsiasi riferimento della realtà, proiettandolo verso quell'essenza della verità che si manifesta solo a colui che sa andare oltre la superficie delle cose ” (catalogo della mostra Man Ray e Juliet. Una storia di arte, amore e passione . Lu. C. C. A. 2009.).
Perciò uniche e coinvolgenti sono le foto dei ritratti della moglie Juliet Browner, tutte scattate tra il 1941 e il 1955, negli anni trascorsi a Los Angeles, per la realizzazione di un libro in omaggio alla moglie.
La vita dell'artista è trascorsa sempre immersa in ambienti culturalmente elevati; grazie all'amicizia del gallerista Alfred Stieglitz entra in contatto con Marcel Duchamp a New York , dopo essersi affermato come fotografo di moda della borghesia di quel periodo si trasferisce in California, ad Hollywood dove incontra Juliet, affascinante modella di ventotto anni dai lineamenti fauneschi e gli occhi a mandorla che le davano un aspetto vagamente esotico (Man Ray).
Negli anni '50 Man e Juliet volano definitivamente a Parigi, stabilendosi in rue Férou 2 bis, a Saint-Germain-des-Prés. Man Ray muore a Parigi il 18 novembre 1976 e viene sepolto nel cimitero di Montparnasse: sulla lastra ovale della sua tomba si può leggere la scritta: Unconcerned but not indifferent-Love Juliet e su quella rettangolare di Juliet che lo raggiunse nel 1991: Together again!
 




M.Ray: I 50 volti di Juliet, 1945




M.Ray: I 50 volti di Juliet, 1945




M.Ray: I 50 volti di Juliet, 1945. Courtesy Fondazione Marconi





Carmelita Brunetti, laureata in Storia dell'Arte moderna, specializzata in Psicologia dell'arte, docente all'Accademia di Belle Arti FABA di Cosenza
e-mail:
carmelita.arte@libero.it



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