Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VI - n.26 - Novembre-dicembre 2010
NOTIZIE ed EVENTI


I Calligrafi Cinesi d’Europa, a Roma
di Ilenia Filipponi


In occasione dell'anno della cultura cinese in Italia, in cui ricorre anche il quarantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, a Roma si sta svolgendo nel mese di novembre 2010, presso l'Acquario Romano, la mostra delle opere dei Calligrafi cinesi immigrati in Europa. Durante l'inaugurazione sono intervenuti, tra le altre autorità, l'ambasciatore cinese S.E. Ding Wei e il Prof. Federico Masini dell'Università la Sapienza, i quali hanno sottolineato l'importanza di questa iniziativa che vede come protagonista la Cina, paese ricco di fascino e dalla storia millenaria, il quale attraverso la diffusione della propria cultura e dell'arte intende sempre più farsi apprezzare dall'Occidente europeo.
Di grande rilevanza nella promozione dello scambio culturale tra Cina ed Italia e importante occasione di conoscenza della civiltà cinese, tale esposizione, organizzata con la collaborazione della Consulta Cittadina per l'Immigrazione del Comune di Roma, l'Associazione dei Calligrafi Cinesi d'Europa e l'Istituto Confucio dell'Università di Roma, raccoglie le opere di artisti, accademici e semplici appassionati di calligrafia propondosi di far luce su una tra le principali e più antiche arti visive del Paese di Mezzo.
La Calligrafia, importante mezzo di espressione artistica e di trasmissione del pensiero, ha infatti una storia millenaria che nasce in Cina con le origini della scrittura, attribuita dalla leggenda al mitico Imperatore Giallo, vissuto agli albori della civiltà. Antichissimi reperti archeologici, datati a circa 5000 anni fa, testimoniano l'esistenza di questa forma d'arte già in epoche remote, quando i primi segni della scrittura erano spesso pittogrammi, che in seguito, semplificati, diedero vita ai principali stili calligrafici. Tra questi abbiamo il da zhuan, “scrittura del grande sigillo”, che risale all'800 a.C. circa, sostituito dal xiao zhuan “scrittura del piccolo sigillo”, da cui nascerà il lishu “scrittura dei documenti”, uno stile molto semplificato. A partire da quest'ultimo verranno creati il kaishu, chiaro e facilmente leggibile, il xingshu , o scrittura semicorsiva, e il caoshu, una forma di corsivo estremamente semplificato e personalizzato.
L'esposizione dei lavori artistici dei calligrafi cinesi d'Europa ci guida dunque attraverso un percorso che dalle origini della scrittura cinese ci porta verso la modernità, l'innovazione ed il desiderio di libertà d'espressione, in un susseguirsi di opere che, pur rimanendo legate alla tradizione, se ne distaccano gradualmente fino a sfiorare l'astrattismo. I rotoli esposti, in carta semplice oppure arricchita da luminosissimi pigmenti e scaglie dorate o argentate, che talvolta l'inchiostro lascia intravedere donando una delicata brillantezza al carattere, mostrano i vari stili calligrafici, dall'antichissimo da zhuan al caoshu, di difficile lettura.
Presentando i "caratteri" cinesi come elementi artistici dalla raffinata bellezza grafica, simbolo di una cultura per cui la scrittura ha rappresentato l'elemento unificante e di continuità storica per eccellenza, queste opere testimoniano uno studio approfondito dell'evoluzione della parola scritta e dei modelli del passato.
 

Calligrafia di Xu Zonghui. L'opera mostra, partendo da sinistra, i caratteri cinesi che significano allegria(primo rotolo, in cinese "kuaile"), pace(secondo rotolo, in cinese "heping"), poesia e vino(terzo rotolo, in cinese "shi, jiu"). La pennellata usata è fluida ed acquerellata. Dal tratto, deciso ed essenziale, traspare l'esperienza di un artista che fa della propria arte una parte di se stesso.



Calligrafia in corsivo, decisamente fuori dai canoni, la cui pennellata dà vita a forme fluide e fluttuanti che trasformano il carattere in qualcosa di nuovo, sfiorando l'astrattismo.

Nella mostra romana si passa, infatti, da calligrafie dai tratti arcaici, appartenenti agli stili più vicini ai veri e propri antichi pittogrammi, a quelli in cui i rigidi schemi che per millenni è stato doveroso seguire nell'elaborazione delle opere calligrafiche, iniziano a scomparire dando vita a caratteri che si fanno sempre più pittorici, personalizzati ed astratti, che si scompongono, si deformano e danzano sulla carta, seguendo il ritmo naturale di un respiro, del battito di un cuore, o forse, di un'emozione. Queste calligrafie fuori dai canoni, create sulla base dello stile caoshu, esprimono quel desiderio di liberarsi dagli schemi a cui anelano molti degli artisti cinesi contemporanei, per i quali rimane tuttavia di grande importanza lo studio dell'arte tradizionale, conoscenza che fa da supporto necessario per un salto verso l'innovazione. L'arte antica si collega quindi alla modernità nei lavori degli artisti espositori, cittadini della Cina e di altri paesi, modernità che si fa constatare direttamente al pubblico attraverso la traduzione in inglese di un'opera calligrafica cinese.




Il rotolo centrale mostra una calligrafia in corsivo dal tratto sottile e molto fluido, su carta con
pigmenti dorati. Anche sul rotolo a sinistra compare una calligrafia in corsivo, mentre quello a
destra ne espone una in grafia antica.



La calligrafia cinese comunica perciò con il mondo, esprime e trasmette all'umanità intera un sentimento, un sogno, una speranza. I tratti calligrafici, talvolta secchi e pastosi, talvolta fluidi ed acquosi, mutano nel proprio significato a seconda dell'osservatore. E' così che quella che per il cinese è un'opera che riunisce in sé pittura e lingua scritta, per l'uomo occidentale può trasformarsi in pura pennellata dalla bellezza estetica essenziale, segno che è movimento, arte e storia insieme, perchè è in esso che confluisce l'essenza della scrittura cinese. In un tutto in cui pieno e vuoto si confondono e si fondono accentuando il dinamismo della pennellata calligrafica, antichità e innovazione si amalgamano, dando vita ad una nuova arte del Paese di Mezzo, che cresce e intende comunicare i suoi tradizionali linguaggi al mondo intero.




Una serie di calligrafie in corsivo su rotoli con bordi decorati dai luminosi colori pastello.


Ilenia Filipponi, dottoressa in Lingue e Civiltà orientali e mediatrice interculturale
mail: ileniastella@hotmail.it




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