Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.28 - Marzo-maggio 2011
NOTIZIE ed EVENTI


Intervista a Jin Guanjun, calligrafo cinese
di Ilenia Filipponi



Venerdì 25 marzo 2011: Istituto Confucio, Università La Sapienza di Roma. L’artista cinese Jin Guanjun, calligrafo ed organizzatore della mostra delle opere dei calligrafi cinesi d’Europa, tenutasi a Roma nel 2010, gentilmente e con fare cordiale mi riceve parlandomi della sua vita e illustrandomi i punti fondamentali dell’arte cinese della calligrafia. Con gli occhi vivi ed il tipico e rassicurante sorriso orientale mi guida verso il suo ufficio, raccontandomi della sua vita di migrante; mi precisa di essere nato nella città di Hangzhou, ma di vivere in Italia ormai da più di vent’anni. Nonostante le difficoltà incontrate, racconta di essere riuscito ad integrarsi nel nostro Paese. Mi parla del suo credere in una possibilità nello sviluppo dei rapporti culturali tra Cina ed Italia e nell’integrazione reale tra i due popoli, attraverso la comprensione e la conoscenza reciproca, le quali possono essere promosse iniziando proprio dall’arte. L’arte cinese si lega profondamente alle radici culturali del Paese di Mezzo e può essere apprezzata ed amata dal pubblico italiano, sempre pronto e aperto ad assorbire culture e tradizioni di altri popoli. E’per questo convincimento che il signor Jin continua ad insegnare arte tenendo attualmente un corso presso l’Istituto Confucio dell’Università La Sapienza di Roma, frequentato da molti italiani interessati alla cultura della sua terra. Il maestro Jin mi racconta di aver già insegnato l’arte calligrafica cinese in un’importante scuola pubblica nel centro di Roma, trovando un consistente gruppo di studenti italiani entusiasti ed interessati ad apprendere quest’importante aspetto della cultura del suo Paese. Custode della millenaria civiltà cinese, il maestro Jin mi rende partecipe delle sue conoscenze in merito a ciò che pratica da anni con passione e dedizione: l’arte della calligrafia. Per un cinese, essere un calligrafo- mi spiega il signor Jin - significa essere dotati del potere di trasformare la scrittura in un’opera d’arte. Il calligrafo è un alchimista che tramuta il ferro in oro, facendo della scrittura un’arte raffinata, espressione sia di se stesso che della cultura collettiva di cui è portatore. Tutti i cinesi sono capaci di tracciare i complicati caratteri che costituiscono il loro sistema di scrittura, ma nel momento in cui uno di loro riesce a far nascere l’arte dal bocciolo dell’immagine semplice, già dotata dell’eleganza intrinseca di un ideogramma, ecco che appare la calligrafia, parte consistente di una cultura millenaria perché legata alla scrittura e quindi alla storia e allo sviluppo della civiltà cinese. Spiegandomi l’essenza della sua arte, il Maestro mi mostra un’opera da lui realizzata, un lungo rotolo orizzontale in sottile e delicata carta candida, recante
 


Opera del calligrafo Jin Guanjun in stile xingshu, o corsivo, realizzata con tratto fluido e inchiostro nero su rotolo orizzontale di carta bianca.





caratteri dipinti con inchiostro nero in stile xingshu, o corsivo. L'opera è semplice, essenziale e incisiva. Guardando la danza delle linee vive, movimentate e ondeggianti, percepisco l'impronta della forza che unisce ogni cinese alla propria terra, una forza che crea un legame indissolubile e che risiede nelle antichissime origini e nella storia di questo popolo. E' così che questa forte energia trova espressione nella scrittura e nelle opere calligrafiche in particolare, portatrici sia del segno della storia che dell'emozione e dell'individualità dell'artista, il quale attraverso il gesto sicuro e preciso della mano imprime sulla superficie della carta la propria essenza, lo spirito di un essere umano così come di un'intera civiltà.


Ilenia Filipponi, dottoressa in Lingue e Civiltà orientali e mediatrice interculturale
mail: ileniastella@hotmail.it




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