Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.38 - Ottobre - dicembre 2013
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La storia dell'arte: inutile e superflua?!!
a cura di Artemisia



La politica non finisce mai di stupirci in senso negativo, ma quello che si sta attuando nelle scuole ai danni di una cultura bimillenaria, per la quale siamo sempre stati per decine e decine di secoli un faro per l’umanità, mi riferisco alla storia dell’arte, non ha paragoni! La Nazione che detiene il primato per possesso di un patrimonio artistico di valore inestimabile per quantità e qualità, si permette di diminuire nella scuola la presenza della disciplina “Storia dell’arte”, già divenuta esigua nei diversi indirizzi scolastici. Sparita dai ginnasi e ristretta in altri tipi di scuole su decisione dell’ex Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini nel 2009, anche nell’attuale Governo lo studio dell’arte non ha purtroppo smesso di essere considerato un ingombrante accessorio. Del resto il degrado che ha subito il ruolo del nostro patrimonio artistico nella coscienza collettiva è imputabile in gran parte alla miopia e all’ignoranza delle classi dirigenti!
Il prof. Tomaso Montanari, storico dell’arte e studioso di tematiche sociali, nei suoi ultimi interessanti scritti relativi al mondo dell’arte (A cosa serve Michelangelo? , 2011), ha messo in evidenza quanto la storia dell’arte, materia fondamentale per ogni tipo di studi, sia concepita ormai soltanto come un peso oppure, alla meglio, un superficiale divertimento per le masse che ignorano il senso reale e profondo di questa conoscenza. E’ vero che grandi numeri di persone visitano le mostre temporanee, ma con quale consapevolezza e con quale atteggiamento conoscitivo? Ormai la visita alle mostre è diventata una moda, alquanto costosa peraltro, di cui la maggior parte della gente ignora quasi tutto, sia il significato delle opere esposte, sia la personalità degli artisti .



Bellezze storico-architettoniche di Roma: Castel S.Angelo e il Ponte Elio



Lo studio dell’arte è invece alla base di qualsiasi rinascita della conoscenza: esso fa parte di una formazione globale che include tutte le discipline: la storia, la letteratura, la filosofia, il pensiero scientifico, la psicologia, il diritto. La storia dell’arte non insegna soltanto l’apprezzamento del Bello, ma è consapevolezza culturale, senso civico, comprensione  e rispetto del valore storico e territoriale del nostro passato, senza il quale non vi può essere futuro.
Per questi motivi è nato un accorato appello di uomini di cultura che hanno firmato una petizione indirizzata al Ministro Maria Chiara Carrozza , affinchè non si disperda, anzi si rafforzi il ruolo di questa disciplina nelle scuole di ogni ordine e grado. Adriano La Regina, Cesare de Seta, Salvatore Settis e Rosi Fontana hanno rivolto al Ministro in carica una richiesta che in una Nazione che detiene il 70% circa dei Beni Culturali del mondo, dovrebbe essere una normale e ovvia aspettativa politica e culturale!
Questa lotta, che noi di Ars et Furor condividiamo appieno, e di cui continueremo a parlare e ad informare i lettori, è anche il tema affrontato in un recente, lucido libro di Tomaso Montanari: Le pietre e il popolo, del 2013, in cui lo studioso stigmatizza le ragioni del disfacimento dell’arte nel nostro tempo, dove vige il potere del mercato, l’opportunismo, la manipolazione del vero e la superficialità, tanto da far ritenere l’Italia come una Disneyland dell’arte, ovvero un parco- giochi con cui si sfruttano i cittadini, soggetti ignoranti, ma paganti, di un consumismo privo di valore e di significato!


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