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Work in progress - Anno IX - n.38 - Ottobre - dicembre 2013
NOTIZIE ed EVENTI


Riti agrari e simbologie: la Festa della Melograna nel Salento
a cura di Artemisia



Uno degli appuntamenti più caratteristici dell'ottobre salentino, “Lu Paniri te e Site”, la festa in onore della melagrana (detta “sita”, dalla stessa derivazione dal nome greco del grano, “sitos”), simbolo di fecondità, ritorna puntuale dall'11 al 13 ottobre, per le strade del piccolo ma accogliente comune di Palmariggi, tre giorni dedicati alla varietà tipica del frutto di questo centro idruntino, denominata “dente di cavallo a coccio duro”.

L’ottimo frutto dai rossi chicchi dolcissimi troneggia nei “paniri” (cesti di vimini), che gli artigiani del luogo creano lavorando il giunco. “Paniri te e site” è un evento antichissimo che risale a 4 secoli fa; come da tradizione, la domenica mattina si svolge la fiera-mercato e già all’alba in tutto il centro abitato prendono posizione le numerose bancarelle.

Tante le pietanze, molte a base proprio di melagrana, che sono a disposizione di tutti i palati, anche dei più esigenti: dagli antipasti ai primi piatti, dagli arrosti di carne alla porchetta dop di Ariccia. E poi, ancora, i piatti della tradizione contadina salentina (come cicore creste, gnummareddrhi, pittule, pezzetti di cavallo, …); i dolci tipici e le caldarroste, il tutto accompagnato dall’ottimo Negroamaro.

E la musica? Popolare! Tra pizzica e folk, si alterneranno sul palco nei tre giorni di festa i “Briganti di Terra d'Otranto”, i “Mute Terre”, e gli “Scianari”.

Forse non tutti sanno che la Melagrana, oltre ad essere un frutto buonissimo, fa anche tanto bene alla salute. Conosciute sin da tempi antichi per le loro caratteristiche benefiche, le melegrane (o balauste) hanno infatti proprietà astringenti e diuretiche, grazie alla presenza del tannino, e sono ricche di vitamina A e vitamina B, tanto che nell’antica Grecia erano prescritte come antielmintico e antinfiammatorio. Nel succo della melagrana, inoltre, sono presenti potenti agenti antiossidanti che agiscono sullo stato di benessere del nostro organismo e hanno un ruolo importante in diverse patologie.
Il melograno è da sempre simbolo di fertilità, abbondanza e longevità. Per questo motivo il frutto è stato utilizzato nell’Arte fin dall’antichità a simboleggiare la fecondità della natura; infatti la melagrana è connessa al mito greco di Proserpina, diffuso anche nella Magna Grecia. Il mito, altamente poetico, racconta che ogni anno la dea Proserpina, figlia di Cerere, torna dal regno dell’Ade, dov’è regina, per rivedere sua madre, la luce e la terra: è allora che tutte le piante da frutto, gli alberi e i fiori, fino ad allora morti per la lontananza della dea, si rigenerano felici del suo ritorno, e così nasce… la Primavera!
Durante l’ era cristiana il frutto è stato connesso con una simbologia di natura più spirituale: la ricchezza del frutto è metafora dell’anima rigenerata dal peccato e dunque allude alla Resurrezione! Ecco perché dall’età gotica fino al 1600 tante immagini di Madonne con il Bambino o di nature morte recano la melagrana. Oltre le quattrocentesche Madonne, anche molto belle sono le tele con ceste di fiori e frutta d’età barocca, dove non manca mai la melagrana, simbolo della prosperità dell’universo. Due esempi meravigliosi: La Vergine della Melograna di Sandro Botticelli (1480 c, Uffizi, Firenze) e La Cena in Emmaus di Caravaggio (1598, National Gallery, Londra), che mostra sul tavolo un insieme di vivande, compresa la melagrana, tutte allusive a simbologie cristiane.
La festa della Melagrana è un evento curato dall’omonima Associazione “Lu paniri te e site”, costituitasi appositamente per la manifestazione, senza scopi di lucro, che devolve gli utili in beneficenza e in servizi utili alla collettività. Un bell'esempio di tradizione che si perpetua con lo spirito d'altri tempi!


Dalla "Cena in Emmaus" del Caravaggio (riproduzione grafica)


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