Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.40 - Aprile - giugno 2014
NOTIZIE ed EVENTI


AMORE E PSICHE La favola dell'anima
di Artemisia


Jacopo Palma il Vecchio " Venere", olio su tela 1528, Collezione privata


Tra gli innumerevoli miti provenienti dalla cultura greca il mito di Amore e Psiche è senza dubbio considerato tra i più affascinanti: una mostra che si sta svolgendo a Monza, nella Villa Reale, è dedicata appunto a quella che è definita la favola dell’anima.
L’esposizione monzese raccoglie le diverse rappresentazioni del mito, dalle testimonianze dell’archeologia magno-greca e romana, per giungere attraverso i secoli all’età contemporanea. Dalle meravigliose immagini cinquecentesche di Tintoretto e di Palma il Vecchio, ai dipinti settecenteschi del Tiepolo, dalle affascinanti sculture di Auguste Rodin alle creazioni di Salvator Dalì e di Tamara de Lempicka, il percorso espositivo racconta come il mito di Amore e Psiche sia stato capace di suggestionare nel tempo la fantasia degli artisti più disparati. Naturalmente non poteva mancare una delle interpretazioni più coinvolgenti e filosofiche del mito: quella data da Antonio Canova, nella cui scultura viene espresso il concetto di anima (in greco psyche) rappresentato dalla farfalla che Psiche poggia sulle mani di Amore.
Nella mostra, infatti, ha un posto d’onore il gesso canoviano di “Amore e Psiche”, di proprietà della Veneto Banca, che costituisce il modello per la realizzazione delle celebri sculture del Canova, conservate al Louvre di Parigi e all’Hermitage di San Pietroburgo.
Ma di cosa tratta l’antico mito alessandrino, ripreso da Apuleio nelle Metamorfosi nel II secolo d.C.? Esso narra le vicende di Psiche, una fanciulla mortale dalla bellezza simile a Venere, che sposa il dio Amore senza però poterne mai vedere il viso. Istigata dalle invidiose sorelle, una notte ella riesce a scoprirne il volto, ma perciò viene immediatamente abbandonata dal dio. Psiche dovrà quindi affrontare una serie di prove volute da Venere, al termine delle quali otterrà l'immortalità e potrà ricongiungersi al suo sposo.
A Monza, proprio nella Villa Reale , si trova la Rotonda, costruita nel 1790 dall’architetto Piermarini e dipinta dal pittore neoclassico Andrea Appiani, in occasione del ventennale di nozze degli Arciduchi d'Asburgo, proprio con le storie del mito di Amore e Psiche su consiglio del grande letterato milanese Giuseppe Parini. La favola proposta pittoricamente dall’Appiani si basa sull’interpretazione del mito in chiave neoplatonica che venne data nell’età dell’Umanesimo, secondo la quale l’errore di Psiche consiste nel ritenere il divino come una realtà verificabile con i sensi, mentre è solo il cuore che può percepirne pienamente la presenza.
Amore e Psiche rientra in una classe di favole ancestrali che raccontano il destino di due amanti, la cui felicità dipende dall'ottemperanza a una condizione particolare, solitamente un divieto, pena la separazione eterna. Tale motivo si trova in miti provenienti da diverse parti del mondo, con caratteri molto simili: nell'India antica, in Cina, in Giappone, nel mondo celtico, finanche nell’Africa meridionale, il che dimostra che la favola è strutturata su principi molto diffusi nell’immaginario collettivo dell’umanità.
Se è vero che il mito di Amore e Psiche ha influenzato il mondo della cultura, da quello letterario (Boccaccio, Boiardo), alla poesia (Marino, La Fontaine), dal teatro alla lirica, è soprattutto nell’arte figurativa che ha trovato l’espressione più consona alla sua trama immaginativa: da Raffaello (affreschi della Farnesina a Roma) a Giulio Romano (Palazzo Te a Mantova) a Perin del Vaga (Castel S. Angelo a Roma) la favola dell’anima si è impreziosita via via di suggestioni e di elementi metaforici, altalenando da un aspetto meramente allegorico a un contenuto più spirituale che incarna la trasformazione del mito da una religiosità antica a una concezione cristiana, dove la capacità di amare viene intesa come scintilla divina e la rigenerazione dell’anima attraverso l’amore è ritenuta un mistero che avvicina a Dio.
La mostra è visibile fino al 4 maggio 2014; corredata da un testo edito da Bompiani, è curata da Elena Fontanella.

Info:info@fondazionednart.it;
http://www.reggiadimonza.it/


 
Antonio Canova "Amore e Psiche stanti"
Collezione Veneto Banca




Candlelight Master " Psiche scopre Amore",
olio su tela, prima metÓ del XVII secolo,
Pinacoteca civica, Teramo




(nota: La riproduzione grafica del dipinto di A.Gentileschi Ŕ opera di F. Secchi )



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