Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.42 - Ottobre - dicembre 2014
NOTIZIE ed EVENTI


“I Borgia e il loro tempo” a Parigi: un lifting di prim’ordine!
di Bruna Condoleo

Altobello Melone, PORTRAIT DE GENTILHOMME (CÉSAR BORGIA?), 1513. Huile sur bois H.58,1 ; L.48,2 cm Bergame, Accademia Carrara di Bergamo © Archivio fotografi co Accademia Carrara
Fra' Bartolomeo, PORTRAIT DE JÉRÔME SAVONAROLE, 1499-1500. Huile sur bois H.72 ; L.56 cm Florence, Museo di San Marco © Su concessione della SSPSAE e per il Polo Museale della città di Firenze


Tele e tavole di artisti eccellenti, volti di personalità storiche e quadri di tema sacro per rendere visivamente un periodo culturale tra i più fecondi della storia rinascimentale italiana: è quanto ci propone la mostra "I Borgia e il loro tempo", che si sta svolgendo a Parigi al Musée Maillot. L'esposizione raccoglie testimonianze pittoriche, scultoree e grafiche dell'età che ha visto emergere tre personaggi storici famigerati per la loro politica senza scrupoli: papa Alessandro VI (il cardinale Rodrigo, nato a Xativa in Spagna nel 1431) con il suo nepotismo sfrenato e la sua riprovevole condotta morale (ebbe diverse amanti e ben 7 figli); Cesare Borgia, detto il Valentino (dal ducato di Valentinois), spietato condottiero, uomo politico e ambizioso, e sua sorella Lucrezia, duchessa di Ferrara, protettrice delle arti, ma anche avvelenatrice, come ci tramanda la storia: tutti e due figli del Papa!


Alfredo Ravasco, RELIQUAIRE DES CHEVEUX DE LUCRÈCE BORGIA, 1928. Cheveux, verre, malachite H.30 cm Milan, Pinacoteca Ambrosiana Veneranda Biblioteca Ambrosiana © De Agostini / Biblioteca Ambrosiana
PORTRAIT PRÉSUMÉ DE LUCRÈCE BORGIA, 1510. Huile sur bois H.58 ; L.42 cm Nîmes, Musée des Beaux Arts © Florent Gardin/MBA-Nîmes



Personalità molto discutibili, che tuttavia si sono prodigate in vario modo per l'arte e per la cultura: pensiamo, ad esempio, agli appartamenti Borgia, affrescati dal Pinturicchio in Vaticano per volontà del Papa; oppure all'amicizia di Cesare con Leonardo da Vinci, designato dal duca come ingegnere militare delle terre dell'Emilia, o ancora alla politica di Lucrezia nel ducato di Ferrara, mecenate di letterati e artisti come Andrea Bregno e Dosso Dossi. Molti capolavori rinascimentali sono stati commissionati dai potenti della famiglia Borgia i quali, malgrado le vicende sanguinarie tramandateci dalla storiografia, hanno mostrato sensibilità per il Bello, ma nello stesso tempo capacità nell' aver intuito la funzionalità di una politica che, impegnandosi nel favorire le arti, potesse accrescere il loro potere.



Giovanni Bellini, LA TRANSFIGURATION DU CHRIST, 1453-1455. Huile sur bois - H.134 ; L.68 cm Venise, Museo Correr © Archivi fotografi co - Fondazione Musei Civici di Venezia
Andrea Mantegna, SAINT GEORGES, vers 1460 Tempera sur bois - H.66 ; L.32 cm Venise, Galleria dell'Accademia © Su concessione SSPSAE e per il Polo Museale della Città di Venezia



In poco più di un ventennio, dal 1492, data della salita di Papa Alessandro VI al soglio pontificio, alla morte di Lucrezia, nel 1519, si esaurisce la parabola dei Borgia; la mostra parigina, che ha come sottotitolo “ Da Leonardo da Vinci a Michelangelo” , conduce il visitatore in questo contesto storico attraverso una carrellata di circa 70 opere dipinte dai maggiori artisti del tempo, da Giovanni Bellini al Perugino, da Raffaello a Tiziano, dal Verrocchio a Leonardo. L’intento della mostra, curata da Claudio Strinati, è quello di rivalutare i Borgia, accentuando le luci e cercando di mimetizzare le ombre della loro spregiudicata politica. “Le accuse mosse ai Borgia- sostiene il curatore- vanno viste nel contesto storico: all’epoca tutti si comportavano così”. Quest’ultima affermazione a noi appare un po’ pretestuosa e finalizzata, forse, ad avvalorare la tesi della mostra, anche se per alcuni aspetti la politica del Valentino, ad esempio, può risultare giustificata dal suo progetto, poi non realizzatosi, di unificare la Penisola.
Al di là di un’impostazione della mostra che non condividiamo, pensiamo tuttavia che sia una valida opportunità per il pubblico europeo potersi immergere nelle testimonianze estetiche di un’età contrassegnata, come altre, da contraddizioni e da violenze, ma anche da irripetibili genialità artistiche.



Tiziano Vecellio dit Titien, LE PAPE ALEXANDRE VI PRÉSENTE JACOPO PESARO À SAINT PIERRE, 1502-1510. Huile sur toile - H.147,8 ; L.188,7 cm Anvers, Musée royal des Beaux-Arts © Lukas-Art in Flanders vzw, photo Hugo Maertens



Tra i dipinti più curiosi segnaliamo: il “Ritratto di Lucrezia Borgia”, rappresentata da un anonimo con capelli bruni anziché biondi, secondo tradizione, e con un volto paffuto e privo del fascino che abbiamo immaginato per secoli; il profilo del “Savonarola”, uno dei personaggi più inquietanti del secolo e la florida “Vannozza Cattanei”, il ritratto di una delle amanti del Papa.
Tra i dipinti più ammirevoli: la tela di Tiziano, in cui “Papa Alessandro VI presenta Jacopo Pesaro a S. Pietro”, dove la magnificenza della pittura tonale affascina quanto il paesaggio sullo sfondo; l’inedito modellino della “Pietà”, attribuito a Michelangelo e il disegno di Leonardo che ritrae, forse, Cesare Borgia. Tra i capolavori esposti: “S. Giorgio" e il drago”del Mantegna, con i luministici effetti della corazza, e la “La trasfigurazione di Cristo” di Giovanni Bellini, un dipinto splendido per intensità spirituale e raffinatezza cromatica, elementi tipici del linguaggio del grande artista veneto, precursore del tonalismo giorgionesco.



Michelangelo Buonarroti, dit Michel-Ange (Attribué à,) PIÉTA . Dernière décennie du XVe siècle
Terre cuite H.45 ; L.58 cm Collection privée © D.R.



L’esposizione si chiude con una sezione dedicata alle armi e ai costumi del tempo, questi ultimi realizzati da Tom Fontana per la fortunata serie televisiva dedicata ai Borgia; inoltre sono esposte le tavole originali del fumetto di Mino Manara e persino un reliquiario con una ciocca dei capelli di Lucrezia Borgia! Insomma un crogiolo di documenti antichi e di suggestioni contemporanee della storia controversa di una potente famiglia, le cui caratteristiche di desiderio smodato di potere, illegalità e corruzione non sono molto dissimili dalle piaghe della società in cui viviamo.
La mostra si chiuderà il 15 febbraio 2015.


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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