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Work in progress - Anno X - n.46 - Ottobre-dicembre 2015
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Gillo Dorfles: "Essere nel tempo"
di Carmelita Brunetti

Gillo Dorfles durante la presentazione della mostra "Essere nel tempo", al MACRO di Roma
(foto Alfonso Anania)


Si è inaugurata il 26 novembre scorso, al MACRO di Roma, la suggestiva antologica di Gillo Dorfles: artista poliedrico e teorico noto a tutto il panorama dell’arte dal XX secolo ad oggi. La mostra, che titola “Essere nel tempo”, è curata da Achille Bonito Oliva; divisa in sezioni, presenta un allestimento, progettato da Fulvio Caldarelli e Maurizio Rossi, ben strutturato, tanto da emozionare lo stesso Dorfles che ad una mia domanda ammette “non avrei saputo fare meglio!”. La rassegna è una prima antologica che rende omaggio all’opera totale di un grande studioso della cultura visiva italiana. Oltre cento opere catturano l’attenzione sia per le grandi tele degli anni ‘ 30-50, sia per le enormi sculture in forme astratte e tutte colorate prevalentemente di rosso, giallo, blu, bianco, verde, viola: i colori prediletti della sua tavolozza. Le sculture sono realizzate in vetroresin e terracotta e quelle esposte sono recenti (2013-15).
Camminando nelle sale del museo, mentre si osservano le opere, i filmati provenienti da RAI Teche, le lettere, le copertine dei suoi numerosi libri, si scopre il suo mondo, ma nel contempo la nostra storia dell’arte e quella sociale, raccontata negli scambi epistolari con i suoi colleghi e amici.
Dorfles, presente all’inaugurazione, si aggira nelle sale con eleganza ed ironia, quell’ironia che ritroviamo nei suoi segni dipinti sulle tele. All’età di 106 anni ha una freschezza intellettuale unica! La sua “enargea” commuove e stravolge, fa riflettere sulla bellezza di vivere una vita senza limiti di tempo poiché l’essere è nell’esserci nel tempo, per dirla con Heidegger.
Dall’esperienza del gruppo MAC (Movimento Arte Concreta) a quella di critico d’arte lungimirante, Dorfles passa alla storia dalle neoavanguardie ai nuovi media, consegnandoci le testimonianze dei suoi amici poeti e scrittori come Montale, Saba e Umberto Eco.
Ancora oggi egli ammette di essere sempre attento alla sensibilità dei colleghi artisti e di non essere geloso di nessuno. Ha viaggiato molto, lasciandosi affascinare dalle diverse correnti estetiche. Durante una sua mostra, in Germania nel 1929, rivelò che le figure di Kandinsky e di Klee furono determinanti per la sua ricerca stilistica, seppur da sempre ha manifestato uno stile personalissimo, rivolto all’analisi dell’Io. Dorfles, anima doppia: teorico e artista, vive da anni a Milano e del passato non ha alcuna voglia di parlare poiché egli vive il presente e ne respira i cambiamenti urbani di una città ormai globalizzata. Il titolo dell’antologica rispecchia la sua filosofia di vita. A completare e arricchire la mostra è un bellissimo catalogo edito da SKIRA con testi di Massimo Carboni, Arturo Carlo Quintavalle, Aldo Colonetti, Achille Bonito Oliva, Raffaele D’Andria, Luciano Caramel, Martina Corgnati, Marco Meneguzzo, Claudio Cerritelli, Alberto Boatto, Emilio Tadini, Umberto Eco.



Composizione con cresta, 1949, olio su tavola,
CSAC, UniversitÓ di Parma, Sezione Arte.
Matto, 1940, tempera e inchiostro su carta,
Collezione privata, Milano




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