Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.48 - Aprile-giugno 2016
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"Dentro la pietra": la mostra di Luca Baldassarra a Formello
di Marina Pennini


La scultura, posta su un supporto che consentiva la rotazione, ha offerto particolari suggestioni, poiché ricorda una gondola sulle acque della laguna, quanto un aereo sulle ali dell'aria. Gli elementi aria e acqua si uniscono alle sensazioni della terra, espressa dalla matericità della pietra e del fuoco, espresso dal lavoro di levigatura.


A Formello (Rm), nella cornice del cortile di Palazzo Orsini- Chigi, lo scultore Luca Baldassarra ha esposto le sue opere: "Dentro la pietra” è il titolo della mostra, tenutasi il 28 e 29 maggio, che esprime in modo lapidario il senso più profondo delle opere di Luca, nate dalla volontà di estrarre forme da pietre laviche naturali trovate nei suoi viaggi. Egli “estrae” le forme insite nel blocco lapideo che lavora, seguendone l’ andamento, le ricerca nei blocchi distaccatisi da formazioni rocciose più grandi, levigando le pietre con un lavoro lungo e paziente, svelando così superfici rare e preziose che si uniscono e contrastano visivamente con il loro aspetto superficiale.
La levigatura è arte antica che nell’Ottocento era ritenuta la lavorazione simbolo del Neolitico. Oggetti in pietra levigata erano nelle collezioni del medico e naturalista bolognese Ulisse Aldovrandi e del principe di Biscari.


Luca Baldassarra: "Piramide"



Scultura dove la lavorazione ha evidenziato la differenza tra la parte esterna e quella interna. La separazione dei blocchi è naturale.


Per consentire una lettura ancora più particolare e interna alla pietra, Luca ha fatto analizzare al microscopio mineralogico alcune sezioni sottili dei materiali che ha lavorato evidenziandone altri aspetti nascosti nella materia. Le sue opere sono molto piacevoli e si inseriscono bene in ogni contesto.
Per rendere omaggio all’accoglienza di Palazzo Chigi, Luca ha voluto scolpire un “elemento di integrazione archeologica”. Infatti il Comune possiede un' interessante scultura in marmo bianco del II secolo d.C, che rappresenta Priapo che simboleggiava, presso gli antichi, la fertilità e più in generale le forze generatrici della natura. Per questo il dio era bisessuato e rappresentato tanto con attributi maschili che femminili.
La scultura, con ogni probabilità, fu portata a Formello nel 1662 dal cardinale Flavio Chigi che aveva promosso una serie di scavi archeologici a Veio, dove fu rinvenuta.
Atteggiata in atto di offrire i frutti della natura l'opera presenta, per quanto riguarda gli attributi femminili, un seno prosperoso e il chitone, la veste delle donne romane mentre la mascolinità del dio, attualmente indicata solo dalla testa di vecchio barbuto, era tanto più marcata per avere originariamente un grande fallo eretto, messo in evidenza dalla tunica alzata e svolazzante.


Scultura lavica giocata sul contrapporsi di
zona levigata e zona grezza



Il fallo scolpito per la reintegrazione della scultura del "Maripara"



Nel 1889 il Consiglio Comunale di Formello decretò lo spostamento della statua dalla Piazza per "l'inconveniente di vedere certe parti della statua, rese sconvenienti per tali indecenze, che la morale e i tempi altamente condannano" . Le ragioni di tanto sdegno da parte delle autorità derivano dall'iconografia della statua: che determinano atti di "ludibrio con segni d'ignominia da parte della plebaglia ignorante, la cui immaginazione si esalta ad impuri concetti".
Incredibile se si pensa che un cardinale valorizzava la scultura come oggetto archeologico indipendentemente dalla rappresentazione, mentre nell’800 l’opera suscitò tanto scalpore.
Oggi la statua è a Palazzo Chigi e trova spazio nella Loggia dipinta del primo piano. Luca Baldassarra, ascoltando sia la parte artistica sia quella di restauratore, ha scolpito la parte fallica del Maripara (così è denominata l'opera antica di Formello!) per consentirne l’integrazione, seppure temporanea, che è stata eseguita sulla base di osservazioni sull’originale.
Concludo confermando quanto la bellezza della natura, la cura dell’artista e la storia possano convivere piacevolmente per la gioia dello spettatore in uno spazio senza confini temporali.

Ringrazio Stefano Vannozzi per le fotografie delle opere realizzate durante l’evento espositivo.



L'esposizione delle opere di Luca Baldassarra all'interno del cortile di Palazzo Chigi a Formello (Rm)

Marina Pennini, Aurea Sectio srl Conservazione e Restauro Beni Culturali



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