Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.55 - Gennaio - marzo 2018
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Amelia (Terni): "MATRIX. Oltre la realtÓ-Beyond reality". I dipinti di Luciano Ventrone
a cura della redazione
 


Moon Light 80x80 cm. Olio su tela 1991
Forme nella luce 100x100 cm. Olio su tela di lino 2017


Il Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa” di Amelia (Terni), negli splendidi locali dell’ex Collegio Boccarini, in origine un convento francescano del XIII-XIV secolo, ospita fino al 25 febbraio 2018 la personale di Luciano Ventrone, “MATRIX. Oltre la realtà-Beyond reality” con l’intento di farne conoscere la produzione più recente attraverso 30 dipinti, in un inedito confronto con la celebre collezione archeologica del Museo, in cui spiccano la celebre statua bronzea del generale romano Nerone Claudio Druso, detto Germanico, rinvenuta nel 1963 e l’ara “di Dioniso”, un bellissimo esemplare in marmo risalente al I secolo d.C., sulla cui fronte è scolpita la leggendaria nascita del dio.
Alcuni dei reperti conservati all’interno del Museo, in particolare i pregevoli capitelli dell’antica Ameria (il nome di Amelia in epoca romana) raccolti negli scavi della città e nei suoi dintorni, sono stati di ispirazione per Ventrone, dagli inizi degli anni Ottanta, per la realizzazione di alcune delle sue famose nature morte. «I monumenti muoiono quando non parlano più», ha affermato Tomaso Montanari. Scopo della mostra, come scrive Cesare Biasini Selvaggi, è quello di far dialogare quei monumenti della storia romana di Amelia con le opere di un artista contemporaneo che è stato in grado di interpretarli con il linguaggio dell’oggi, evocando visioni e stimolando riflessioni nuov, contribuendo, in questo modo, a trasformare un patrimonio culturale nell’ambito di uno scenario passivo, in un habitat quanto mai vitale e palpitante.


Senza motivo apparente 90x110 cm. Olio su tela di lino 2017
Amalfi. Olio su tela di lino 60x110 cm, 2011 / 2017

Luciano Ventrone è nato a Roma nel 1942; nel 1983 un articolo scritto da Antonello Trombadori su “L’Europeo” induce lo storico dell’arte Federico Zeri a interessarsi dell’artista suggerendogli di affrontare il tema delle nature morte. È qui che inizia la sua lunga, e ancora non completa, ricerca sui vari aspetti della natura, catturando particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili a “occhi bombardati da milioni di immagini”, quali sono quelli degli uomini della nostra epoca.
Il percorso espositivo inizia al piano terra del Museo, nelle sale dedicate alle mostre temporanee, con 7 dipinti recenti dell’artista romano, oltre a 2 opere degli inizi anni Novanta, nelle quali campeggia, in primo piano, la raffigurazione di alcuni reperti archeologici dell’antica Ameria.
La mostra prosegue ai piani superiori con altri 20 dipinti eseguiti negli ultimi anni che, senza complessi, si confrontano con l’archeologia, come la collezione di iscrizioni e basi funerarie, testimonianza di illustri famiglie amerine tra cui la Gens Roscia citata da Cicerone. Tra passato e presente si innesta così un dialogo spesso imprevedibile e sorprendente, dove l’arte di Ventrone conferma la sua natura di meccanismo artificiale che infittisce, come in una camera oscura, il mistero della storia informandola di attualità.
Nella strabiliante tecnica di Ventrone la fotografia, ieri analogica oggi digitale, è un punto di partenza, dal quale decorre l’astrazione del soggetto, che si priva del suo essere materia per divenire un reticolo pulviscolare dalle fattezze di punti di luce e colore. Dei pixel, dalla colorazione codificata tramite uno o più valori numerici (bit, 0 o 1) non visibili all’occhio umano, che l’artista è in grado di cogliere successivamente con la pittura raggiungendo il massimo grado di astrazione concettuale.


Le sorelle. Olio su tela di lino 50x70 cm, 2015 dicembre 1991
Note di colore. Olio su tela di lino 60x60 cm, 2014 / 2017


Il titolo della mostra deriva dal termine latino “matrix” (“generatrice/matrice”). In questo caso, la matrice rappresenta una sorta di realtà simulata dagli atomi che organizzano ogni cosa intorno a noi, nel mondo fisico o in natura. I soggetti rappresentati dall’artista, come le sue proverbiali “nature morte”, non vanno mai visti pertanto come tali, ma astrattamente, nella traduzione pittorica della loro struttura atomico-molecolare. Per la loro comprensione è richiesta prima un’osservazione ravvicinata, quasi da microscopio, per poi allontanarsi dai dipinti, prendendone le distanze.

La mostra, promossa dalla Città di Amelia, dall’Assessorato alla Cultura e organizzata dall’Associazione Archivi Ventrone in collaborazione con Sistema Museo, è curata da Cesare Biasini Selvaggi ed è accompagnata da un catalogo edito da Carlo Cambi Editore che, oltre alla riproduzione delle opere a colori, contiene testi a firma del curatore e di Paolo Dell’Elce. (C.s.)

Informazioni:
Orari: venerdý, sabato, domenica e festivi ore 10.00-13.30 e 15.00-18.00. Prefestivi, 15.00-18,00
mail: info@associazionearchiviventrone.com
Ufficio stampa: Paola Saba
mail: paolasaba@paolasaba.it



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