Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
NOTIZIE ed EVENTI

Pordenonelegge. Salvatore Giunta: "Voli pindarici"

di Bruna Condoleo
 



La mostra dal titolo Voli pindarici, una suggestiva rassegna di libri d'artista del pittore e scultore Salvatore Giunta che si svolge a Pordenone presso l'Associazione Culturale "La Roggia", in concomitanza con il Festival del Libro "pordenonelegge", consacra l'attività di un artista che da quasi 40 anni realizza lavori singolari e unici, espressione della sua poliedrica capacità creativa. Il binomio parola-immagine non è nuovo nella storia della cultura europea e vanta nomi prestigiosi di letterati e di artisti, tuttavia è doveroso tracciare una linea di demarcazione tra ciò che si definisce libro d'artista e un testo poetico illustrato, nel quale s'intende creare un collegamento semantico tra il contenuto letterario e l'intervento grafico di due personalità diverse. Alcuni poeti, prima dei pittori, hanno immaginato testi che, utilizzando le pagine del libro come uno spazio figurativo, fossero capaci di creare una realtà visiva e tipografica inconsueta, come è accaduto all'inizio del '900 in "Un coup de dés jamais n'abolira le hasard" di Gustave Mallarmé. Tuttavia è con il celebre testo di Filippo Tommaso Marinetti "Zang Tumb Tuum" che si assiste alla nascita del "libro d'artista", ovvero di un oggetto innovativo, poliforme e un po' misterioso, la cui definizione sfugge alle regole del mondo dell'immaginazione artistica. Creata dalla libera fantasia di un artista, l'opera si esprime attraverso una sintassi e una grammatica autonome che infrangono le barriere imposte dalla tradizione e dai differenti generi artistici. Il libro d'artista è, dunque, un luogo di sperimentazione, un oggetto ideato e realizzato autonomamente dall'autore, in cui significato e significante coincidono. Oltre al Futurismo, alcune Avanguardie del '900, soprattutto il Surrealismo, e in seguito l'arte povera e quella concettuale hanno sperimentato le molteplici possibilità della nuova dimensione estetica.
Il libro d'artista è una storia di forme che ha in se stessa la propria attrattiva: è l'autore che decide caratteri tipografici, materiali, elementi decorativi, presenza di brevi contenuti verbali, propri o altrui, oppure rinuncia alla comunicazione testuale a favore dell'esclusiva funzione estetica, come avviene, ad esempio, nei "libri illegibili" di Bruno Munari, creati dal designer alla fine degli anni '40.


Salvatore Giunta: "Libri d'artista"...
KròMos



Salvatore Giunta s'inserisce nel flusso di questa centenaria storia di rinnovamento con i suoi fantasiosi lavori, definibili quali frammenti, brani di memoria di un'unità smarrita, fotogrammi che compongono assieme il racconto della propria interiorità. Nei libri in mostra a Pordenone dal 15 al 29 settembre 2018, Giunta rivela di possedere una manualità d'altissimo valore, forgiatasi nel tempo, che dà dignità nuova non soltanto all'operazione concettuale, ma anche alla stessa sperimentazione. L'indagine estetica condotta dall'Artista romano dagli anni '80 ad oggi ha spaziato dalla scultura alla pittura alla scenografia, dai progetti ambientali ai "libri d'artista", e soprattutto in questi ultimi la sua libertà inventiva gli ha consentito l'utilizzo di materiali sempre più inconsueti e imprevedibili. Oltre alle carte a mano, alle carte trasparenti e a specchio, l'artista ha usato pvc, reti metalliche, acqua, fili di canapa e tessuti, finanche piume d'uccello, come in Ultimo volo, dove una piuma, abbandonata su una geometrica rete, diviene segno visibile, ma incruento e poetico, della fragilità dell'esistenza. Ispirata da tempo dal mondo della poesia, la sua produzione sconfina verso orizzonti semanticamente complessi che superano gli ambiti canonici dei diversi linguaggi artistici. Con molti poeti contemporanei l'Artista ha creato nel tempo un sodalizio culturale fecondo e grazie all'essenza immateriale della sua arte ha saputo trarre da testi letterari a lui congeniali suggerimenti emotivi, come accade, ad esempio, nel "libro d'acqua" dedicato a Margherite Yourcenar. L'acqua, elemento primordiale e simbolico, rappresenta il soggetto di molti lavori: in Disseminare, ad esempio, lettere vaganti colorate, come antichi geroglifici, si dispongono in cerchi al cui interno si legge la parola fondamentale della vita e dell'arte: libertà!


Infuturarsi...


Il tempo...in bilico




Il suo stile aniconico non inficia la possibilità di esprimere una ricchezza immaginativa: i libri di Giunta sono oggetti empatici che, seppure implicitamente, rimandano ad atmosfere interiori, a siderali silenzi, alla fugacità del tempo e all’infinità degli spazi, suggeriscono Ritmi della mente, sottili ironie, reminiscenze di luoghi lontani, come in Giardino di Sherazade, in cui colori e ori evocano un Oriente rutilante di splendore e di mistero.
I suoi testi vanno sfogliati, osservati, esplorati come mondi criptici in cui esistono tuttavia segni allusivi: il cerchio è un archetipo figurativo spesso reiterato, cerchi perfetti o ellissoidi suscettibili di lente metamorfosi in una concezione di perenne divenire della realtà contingente. La materia del libro si fa soggetto e oggetto dell’opera, in grado di produrre autonomamente colore e luminosità, vibrazioni e contrasti, stasi e movimento, grazie all’uso di differenti tipologie di carte: ruvide, levigate, sottili, rigide, naturali o dipinte. Il bianco, coniugato in diverse tonalità, è il colore prediletto dall’Artista: illuminati da lucentezze e trasparenze, o increspati come superfici planetarie, i bianchi spesso si contrappongono a zone più scure, grigie o nere, percorse da traiettorie lineari che in una continua tensione dinamica svettano verso l’alto, quasi a fuggire dalla limitata spazialità della pagina. Rotazioni, Infuturarsi, tempo in bilico sono alcuni degli originali titoli dei suoi libri, che obbedendo a un’estetica polisensoriale, coinvolgono tutti i sensi: non solo la vista, ma anche il tatto, stimolato dalle qualità del materiale, l’olfatto dall’odore della carta, l’udito dallo scorrere dei fogli che evoca lo scorrere del tempo…
Se desiderassimo tracciare un comune denominatore tra i libri d’artista e i delicati collages di Giunta, anch’essi esposti in mostra, potremmo individuarlo nell’euritmia compositiva, intesa come essenza della sua espressività, ma anche come proposta di riqualificazione materiale e morale, tesa a contrastare l’omologazione del mondo artistico contemporaneo. Di ben altra considerazione dovrebbero godere i libri d’artista nell’ambito del mercato italiano, che spesso li ha giudicati in modo inappropriato e subordinato rispetto alle altre espressioni artistiche! Da qualche tempo, tuttavia, alcuni Musei in Europa (Centre Pompidou) e negli Stati Uniti (MoMA) hanno acquisito tali testimonianze d’arte e le espongono quali piccoli-grandi gioielli di libera spontaneità creativa.

La mostra Salvatore Giunta. Libri d'artista-VOLI PINDARICI, patrocinata dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica di Pordenone, è un evento collaterale al prestigioso Festival pordenonelegge, una rassegna di libri d'autore che da molti anni il Comune organizza con grande successo di pubblico e di critica! (pordenonelegge.it)



Ostrica, libro d'acqua!
Ultimo volo (part. di una delle pagine del libro)


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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