Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.58 - Ottobre - dicembre 2018
NOTIZIE ed EVENTI
Roma. SERGIO CECCOTTI. Il romanzo della pittura 1958-2018
a cura della redazione
 




Dal 10 settembre al 14 ottobre 2018  Palazzo delle Esposizioni a Roma presenta “Sergio Ceccotti. Il romanzo della pittura 1958-2018”, mostra promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e curata da Cesare Biasini Selvaggi.
Circa 40 opere, allestite in ordine cronologico nello Spazio Fontana, ripercorrono sessant’anni di attività di Sergio Ceccotti, antesignano della figurazione italiana contemporanea, erede della metafisica dechirichiana e del realismo magico. Dai primi dipinti della fine degli anni Cinquanta dalle suggestioni neocubiste (Il giradischi, 1958; Ricordo d’Olanda, 1959) a quelli della prima metà degli anni Sessanta, nei quali riecheggia potente l’espressionismo tedesco (Al bar II, 1962), la mostra prosegue con gli intensi lavori dei decenni successivi (Avventura & mistero, 1966; Un delitto, 1967; Combattimento di Tancredi e Clorinda, 1980; Sonata, 1998), immersi in quello che potrebbe essere definito realismo ceccottiano, una visione pittorica colta, raffinata e originale che distilla spunti della storia dell’arte, che impiega artifici retorici del cinema alla Hitchcock, del fumetto (come Diabolik delle sorelle Giussani), della fotografia, del fotoromanzo e della letteratura di genere, dal racconto poliziesco alla Hammett o alla Chandler, alla narrativa di autori contemporanei come Georges Perec, Patrick Modiano, Antonio Tabucchi o Paul Auster.
Nei dipinti di Ceccotti si rinnovano anche gli spunti dei rebus o meglio, dei disegni dell’illustratrice della Settimana Enigmistica Maria Ghezzi. «Il mio interesse per questi disegni – ha dichiarato l’artista romano – non nasceva da una grande passione per i rebus, anche se mi diverte risolverli, ma dal fascino che quelle scene emanavano, un fascino che tenterò di spiegare. Gli accostamenti di oggetti incongrui, ingrediente principale di ogni rebus, non producono qui un effetto disturbante di tipo surrealista, ma sono tranquillamente assorbiti dalla scena generale, come se in quel mondo fosse naturale che un ragazzo lotti con un serpente tra l’indifferenza di altri personaggi che contemplano le barche sul fiume, mentre su una pietra in primo piano una teiera e una tazza attendono, accanto a due grossi coltelli».


Combattimento di Tancredi e Clorinda, 1980. Olio su tela,
50 x 70 cm. (Collezione Giorgio Di Raimondo, Roma).
Foto di Riccardo Ragazzi



Musée imaginaire II, 1986. Olio su tela, 97 x 130 cm.
(Collezione Ovidio Jacorossi, Roma). Foto di Riccardo Ragazzi

Ceccotti, pertanto, come il disegnatore di Peter Greenaway ne I misteri dei Giardini di Compton House o come il fotografo di Blow-Up di Michelangelo Antonioni, rivela le sottili malvagità celate nelle sue, apparentemente tranquille, vedute di città, nei suoi paesaggi urbani (Notturno, rio dei Mendicanti, 1990; Hiver à Montmartre, 1991; Estate a piazzale Flaminio, 2016), e forse altre scomode verità potrebbero venire alla luce se fossimo capaci di trovare il codice che governa i suoi articolati e quasi beffardi rebus dipinti!
Questo repertorio iconografico rappresenta il “mandante” di alcuni particolari “raccapriccianti” della figurazione ceccottiana, in cui inquietanti enigmi si nascondono al di là di porte e finestre, scale e corridoi di asettici appartamenti borghesi (Un après-midi parisien, 2017) o di modeste camere d’albergo (La robe verte, 2008). Spazi quasi sempre anonimi, ma al tempo stesso altamente simbolici che, per la presenza di indizi talvolta allarmanti, sembrano precedere o seguire di un attimo un dramma che, con sapiente regia, è precluso allo sguardo dello spettatore che può solo immaginarlo.
Il percorso espositivo si conclude con il documentario inedito su Sergio Ceccotti dal titolo Cercando il Signor S. (2018), prodotto e realizzato da RUFA - Rome University of Fine Arts. La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Cesare Biasini Selvaggi, edito per i tipi di Carlo Cambi editore, che include il saggio del curatore, le tavole e le schede delle opere esposte, un'antologia di testi critici dedicati all'artista, un'estesa cronologia e una sezione di apparati espositivo-bibliografici.


La robe verte, 2008. Olio su tela, 81 x 100 cm.
Foto di Riccardo Ragazzi


Un après-midi parisien, 2017. Olio su tela, 81 x 100 cm.
Foto di Riccardo Ragazzi


biografia

Sergio Ceccotti, nato a Roma nel 1935, svolge la sua attività tra Roma e Parigi. È stato allievo di Oskar Kokoschka a Salisburgo nel 1956 e 1957 e dei corsi di disegno dell'Accademia di Francia a Roma dal 1956 al 1961. Tra le sue mostre personali ospitate da musei, una menzione particolare merita quella presso il Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma (2014-15), cui si aggiungono cinque esposizioni in spazi pubblici, tra cui quelle presso il Centro Cultural Borges di Buenos Aires (2010), e presso l' Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires (2015). Molte le collettive di rilievo, tra cui il Padiglione Italia 54a Biennale di Venezia, sez. Lazio al Palazzo Venezia di Roma (2011); "100 sguardi su Roma" presso la Galleria d'arte moderna di Roma Capitale (2012) e "Still life-Style of life" al 24 Beaubourg, Parigi (2016). A Parigi, dove ha lavorato per 23 anni con la galleria Alain Blondel, Ceccotti ha partecipato al Salon de la Jeune Peinture, a Figuration Critique, a Comparaisons, al Salon d'Automne e, inoltre alla FIAC, al Salon de Mars, al Salon de Montrouge, a Grands et Jeunes d'aujourd'hui. Opere pittoriche di Sergio Ceccotti sono conservate in varie raccolte pubbliche, tra cui i Musei Vaticani-Collezione d'Arte Religiosa Moderna, lo Staatliches Lindenau Museum di Altenburg, le Gallerie comunali d'Arte Moderna di Bologna e di Arezzo, il Museo d'arte contemporanea "Renato Guttuso "di Bagheria.


ingresso libero
ufficio stampa Archivio Sergio Ceccotti
Paola Saba, T 338 4466199 - paolasaba@paolasaba.it




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