Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.61 - Luglio - settembre 2019
NOTIZIE ed EVENTI

A Gualdo tadino "LA STANZA SEGRETA"
a cura della redazione
 



“La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano” è il titolo di una mostra che si sta svolgendo a Gualdo Tadino (Perugia) nella chiesa di San Francesco e ospita una selezione di 70 opere di 40 artisti, il meglio della Collezione Massimo Caggiano, una delle raccolte d’arte contemporanea italiana più significative degli ultimi trent’anni di pittura e scultura figurative.
È un mondo ancora per lo più poco conosciuto e accessibile quello della collezione Massimo Caggiano esposta in La stanza segreta, come recita il titolo del progetto artistico, che sta svelando al pubblico i propri tesori più preziosi. La selezione di capolavori porta la firma di alcuni dei più importanti nomi del ritorno della pittura e della scultura nella storia dell’arte italiana e internazionale dagli anni Ottanta del XX secolo. Dagli Anacronisti teorizzati da Maurizio Calvesi ai Pittori Colti riuniti da Italo Mussa, dalla cosiddetta diaspora delle figurazioni tra percorsi solitari e scuole regionali (la Scuola di Catania e le altre siciliane, la Scuola toscana, l’Officina Milanese, ecc.) all’alternativa internazionale degli artisti di figurazione tra Europa e America.


Dino Valls, Psicostasia, (Polittico di 15 pezzi), 2005, olio su tavola, cm 216x280

Livio Scarpella, S.F., 2013, terracotta policroma e occhi di vetro, cm 39x43x29




Trionfo dell’arte e orgoglio del collezionista, il percorso ordinato guida i visitatori tra opere di Alberto Abate, Hermann Albert, Giuseppe Bergomi, Carlo Bertocci, Lorenzo Bonechi, Aurelio Bulzatti, Sergio Ceccotti, Marco Chiucchiarelli, Valentina Cipullo, Eleonora Ciroli, Marco Cornini, Paolo dell’Aquila, Stefano Di Stasio, Stefania Fabrizi, Paolo Fiorentino, Carlos Forns Bada, Lino Frongia, Alberto Gálvez, Paola Gandolfi, Sean Henry, Harry Holland, Anna Keen, John Kirby, Jan Knap, Massimo Livadiotti, Carlo Maria Mariani, Salvatore Marrone, Sigfrido Martín Begué, Gianluca Martucci, Alberto Mingotti, Luca Morelli, Philip Pearlstein, Lithian Ricci, Lily Salvo, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Dino Valls, Luca Valotta, Angela Volpi e Massimo Caggiano stesso in qualità di designer.
Tutti gli artisti espositori hanno in comune la resistenza alle mode e il rifiuto delle tendenze programmate, come recita in catalogo Cesare Selvaggi,  « ciascuno di essi, sul finire degli anni Settanta, contribuì a traghettare l’arte concettuale fuori dalle “sabbie mobili” di un percorso senza ritorno che aveva portato Giulio Carlo Argan a paventare addirittura la “morte dell’arte”.


Stefania Fabrizi,  I giganti d'oro, 1999, tecnica mista su carta intelata, cm 230x150


Paolo Schmidlin, Madame Wong - fantasma cinese,
2009-2016, bronzo patinato e dipinto



Tra le diverse declinazioni di ognuno di questi movimenti emergono come tratti comuni l’abbandono del concetto di avanguardia, il recupero della pittura e degli strumenti più tradizionali, un rinnovato interesse e utilizzo del colore, la ricerca di una nuova figurazione, la riconsiderazione della propria storia che si vuole rivisitare, interrogare ed evocare anche attraverso la citazione». Dipinto-manifesto degli anni Ottanta e della Collezione Caggiano è Presso antiche acque (1982) di Stefano Di Stasio, esposto alla 40° Biennale di Venezia e ora in mostra a Gualdo Tadino. «Questo dipinto – come ha osservato il critico inglese Edward Lucie-Smith – è un tentativo ambizioso di ricreare l’arte del Barocco italiano in termini contemporanei; combina soggetti sia sacri che profani: a sinistra della composizione, Giacobbe che lotta con l’angelo, a destra Diana è sorpresa da Atteone. Il dipinto è un manifesto, come il titolo suggerisce: l’arte italiana è invitata a rafforzarsi con il ritorno a forme e idee che il Modernismo ha messo da parte».




Stefano Di Stasio, Presso antiche acque, 1982, olio su tela, cm 200x250

Sergio Ceccotti, La vita a due, 1995, olio su tela, cm 35x50



La stanza segreta, allestita presso la Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, riunisce un manipolo di artisti che alle avanguardie dogmatiche si sono contrapposti, cercando di superarle e “di riagganciarsi all’ultimo gesto della mano con il pennello o con la pietra”. «Per molti è stata una testarda coerenza – osserva Vittorio Sgarbiuna polemica ragione di vita, nell’isolamento e nel silenzio; per altri, e soprattutto ora, è una dimostrazione di riscatto…». La parola al collezionista Massimo Caggiano: «Ho sempre desiderato e scelto opere che mi trasmettessero emozioni positive e che mi parlassero. Non interpreto le opere e non penso a cosa l’artista voglia dire nella sua opera: ho soltanto il desiderio di accostare le opere in maniera che le figure di un dipinto o di una scultura possano dialogare tra loro. Sono le opere che parlano a me comunicandomi, anche a distanza di anni, sempre le stesse emozioni… sono sempre amate».
Una notazione singolare: l'opera dello spagnolo Dino Valis, intitolata "Psicostasia" (vedi in alto), viaggio escatologico che promette di trovare la pietra filosofale attraverso un'iconografia labirintica che consentirą il passaggio verso l'Eterno, sta turbando il pubblico per il suo fascino alchemico, i suoi simboli e le sue ambiguitą!

Promossa dal Polo Museale cittą di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, dell'Ambasciata Britannica di Roma, dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, l'esposizione č a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi e si concluderą il 27 ottobre 2019. La mostra č accompagnata da un catalogo edito da Carlo Cambi Editore.

N. b. Con il biglietto della mostra č possibile accedere gratuitamente a tutti i musei cittadini: la Fortezza Federiciana Museo Civico Rocca Flea, il Museo Opificio Rubboli, il Museo Archeologico degli Antichi Umbri, il Museo della Ceramica e il Museo Regionale


info: paolasaba@paolasaba.it



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