Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
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NOTIZIE ed EVENTI
Forlì. "ULISSE. L'arte e il mito"

di Artemisia



Jacob Jordaens, Ulisse e i compagni escono dall’antro di Polifemo, particolare, 1630, olio su tela. Mosca, Museo Puškin

 



Il tema affrontato dalla mostra “ULISSE. L’arte e il mito”, che si sta svolgendo a Forlì ai Musei San Domenico, è quello dell’eroe greco e del suo mito che da tremila anni domina la cultura dell’area mediterranea. Oggi, come nei millenni trascorsi, esso trova declinazioni di volta in volta diverse, perché è specchio delle ansie umane ed è divenuto un' immagine identificatrice di una sfida interiore e di un irrefrenabile bisogno di conoscenza. Il contributo dell’arte figurativa, dall’età antica alla contemporaneità, è stato decisivo nell’adattare il mito e nell’ interpretarlo in relazione al proprio tempo e alla propria cultura. La mostra di Forlì racconta questo itinerario senza precedenti attraverso capolavori d’arte che dall’antichità giungono al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film art contemporanea.




John W. Waterhouse, Sirena, 1900, olio su tela. Londra, Royal Academy of Arts.




Ulisse, I sec. d.C., marmo. Sperlonga (Latina), Museo Archeologico Nazionale

La prodigiosa ombra di Ulisse si è dispiegata variamente sulla storia culturale d’Occidente:  dal Dante del XXVI° canto dell’ Inferno allo Stanley Kubrick di “2001 – Odissea nello spazio”,  dal capitano Acab di “Moby Dick” alla città degli Immortali di Borges, dal Tasso della “Gerusalemme liberata” alla Ulissiade di Leopold Bloom, l’eroe del libro di Joyce che consuma il suo viaggio in un giorno, al Kafavis di “Ritorno ad Itaca”, dove emerge il concetto fondamentale che il senso del viaggio non sia la meta, ma il viaggio stesso, con i suoi incontri e le sue avventure. Una grande storia quella di Ulisse che gli artisti hanno raccontato in meravigliose opere e la mostra a Forlì emoziona nel  ripercorrere una vicenda che è divenuta metafora del nostro destino: Ulisse siamo noi, le nostre inquietudini, la nostra voglia di rischiare, di andare oltre i limiti e oltre l’ignoto alla scoperta di un “luogo” sconosciuto e forse periglioso, che tuttavia alberga dentro dentro la nostra anima.
Moltissimi gli scrittori e i poeti di tutto il mondo che si sono lasciati affascinare dal tema del viaggio, inteso come archetipo universale;  in ogni caso, al di là dei differenti significati ad esso attribuiti, il viaggio, seppure traduce l’inquietudine e l’insoddisfazione di fronte alla banalità del presente, si trasforma sempre in un’avventura dello spirito. Il secolo in cui viviamo ha interpretato spesso il viaggio come fuga (Kerouac) o inquieto nomadismo, ma anche come necessità drammatica testimoniata dalle bibliche migrazioni contemporanee.



Johann Heinrich Füssli, Tiresia predice il futuro a Ulisse, 1804, olio su tela. Cardiff, National Museum of Wales



Giorgio De Chirico. Autoritratto come Odisseo, 1922-24, olio su tela. Collezione privata



Nell’avventura di Ulisse il viaggio è il cammino dell’uomo che, attraverso la scoperta di ciò che oltrepassa i propri orizzonti, si arricchisce delle diversità con cui entra in contatto, senza risultarne né annientato né assorbito. Dal drammatico Ulisse scolpito in marmo del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga (I secolo d. C.) alla misteriosa sirena dipinta da W. Waterhouse (Inizio 1900); dal rude autoritratto di De Chirico (1922) come Odisseo alle morbide ed erotiche Sirene di Lèon Belly (1867); dall'inquietante eroe con l’indovino Tiresia di J.M.Fussli (1804) alla Penelope di J. Wright (1783), che disfa la tela nell’intima e malinconica penombra della sera, ogni interpretazione artistica della plurimillenaria storia di Ulisse ha saputo trasferire nel mito dell’eroe greco una parte di noi stessi, dei nostri desideri e delle nostre  aspirazioni...
 “Una mostra - sottolinea Gianfranco Brunelli, responsabile dei progetti espositivi dei Musei di S. Domenico - dove la grande arte non appare ancella, per quanto meravigliosa, della storia e del mito e non ne è mera illustrazione, ma evidenzia come dalla diretta relazione tra arte e mito, attraverso la figura paradigmatica di Ulisse, nasca e si rinnovi il racconto. Perché l’arte, figurandolo, ha trasformato il mito. E il mito ha raccontato la forma dell’arte”.



Joseph Wright of Derby, Penelope disfa la tela alla luce di una candela, 1783, olio su tela. J. Paul Getty Museum, Los Angeles


 “ ULISSE. L’arte e il mito”, ai Musei San Domenico di Forlì fino al 31 ottobre 2020.
Una mostra da non perdere!!!





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