Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.67 - Gennaio - marzo 2021
NOTIZIE ed EVENTI

La pittura emiliana a Modena. "Corrispondenze barocche"
di Artemisia
 
manifesto della mostra



Prosegue e si consolida la collaborazione tra “La Galleria. Collezione e Archivio Storico” di BPER Banca e i Musei Civici di Modena con la mostra “Corrispondenze barocche”, in programma dal 15 gennaio al 2 maggio 2021 presso gli spazi espositivi di via Scudari 9 a Modena. Curata da Lucia Peruzzi, storica dell’arte e consulente di BPER Banca, l’esposizione approfondisce alcune tematiche della pittura barocca emiliana, integrando il patrimonio della collezione bancaria con quello del Museo e, in particolare, con dieci opere provenienti dalle collezioni Campori e Sernicoli, temporaneamente non accessibili al pubblico per lavori di ristrutturazione dei locali. Quest'ultima contingenza è stata l'occasione della mostra, alla ricerca delle “Corrispondenze barocche” tra le opere di 8 validissimi esponenti della pittura emiliana trala fine del '500 e la prima metà del 1600: Lucio Massari (Bologna, 1539-1633), Alessandro Tiarini (Bologna, 1577-1668), Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento, 1591 – Bologna, 1666), Ludovico Lana (Codigoro, 1597 – Modena, 1646), Jean Boulanger (Troyes, 1608 – Modena, 1660), Michele Desubleo (Maubege, 1602 – Parma, 1676), Luca Ferrari (Reggio Emilia, 1605 – Padova, 1654) e Francesco Stringa (Modena, 1635-1709), presenti nelle collezioni di BPER Banca e del Museo. Basilari nella formazione del Museo sono le figure storiche di collezionisti come Giuseppe Campori (1821-1887) e Matteo Campori (1857-1933) alle quali, in epoca moderna, si è aggiunta quella di Carlo Sernicoli (1938-2007).


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Francesco Giovanni Barbieri, detto il Guercino. Apollo e Marsia, olio su tela, cm.67x58 cm. 1619/ 20. Banca Popolare dell' Emiia, Modena


Jean Boulanger, Clio, musa della storia, olio su tela, 84x67 cm., prima metà del '600


Come spiega Francesca Piccinini, direttrice dei Musei Civici di Modena, «con il loro gesto benefico nei confronti del Museo hanno dato un contributo fondamentale all’incremento delle raccolte civiche, che possono essere così considerate rappresentative di tre momenti culturali significativi nell’arco di un secolo».
Tra le molteplici opere in mostra vogliamo citarne alcune, come l’affascinante tela di Alessandro Tiarini, dal titolo “Rinaldo e Armida”: il pittore, nato a Bologna ma attivo alla fine del ‘500 anche a  Firenze, tornato nella città natale accolse le idee dell’Accademia dei Carracci, soprattutto di Ludovico, inneggianti a una ripresa del classicismo raffaellesco, e iniziò a decorare le chiese bolognesi con dipinti d’ argomento sacro. Più tardi il suo stile si fece più drammatico per un luminismo intenso e per la predilezione di fondi scuri. Nelle “Nozze mistiche di Santa Caterina” alla Galleria Estense di Modena Tiarini schiarì la tavolozza sull’esempio di Correggio, tuttavia nel “Rinaldo e Armida”,  al  Musèe des  Beaux Arts di Lille, si accentuano le influenze pre-barocche nell’acceso cromatismo e nella sensualità delle figure.
Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino, anche lui dapprima seguace di Ludovico Carracci, è personalità complessa: le influenze venete dell’opera matura confluiscono in elementi dello stile appreso a Roma, dove è molto attivo negli anni ’20 del XVII secolo, facendo confluire nel’innato gusto classico forti contrasti luminosi, che accentuano l’elemento emotivo delle scene, come si nota in “Apollo e Marsia”, qui riprodotto, opera dalle intonazioni caravaggesche!
Il francese Jean Boulanger, pittore di corte degli  Estensi a Modena, allievo di Guido Reni, e noto per aver dipinto gli affreschi del Palazzo Ducale di Sassuolo, esprime invece una pittura d’impronta manieristica caratterizzata da un’eleganza formale e misurata delle figure, come in ’”Clio, musa della storia”, dove il classicismo dell’immagine si lega a un sentimento poetico del mito che rammenta Poussin. 
Infine Francesco  Stringa, nativo di Modena, direttore dell’Accademia di pittura nel 1672 alla corte estense e autore degli affreschi del Palazzo Ducale, subì l’influenza di Mattia Preti, presente nella città emiliana alla metà del ‘600, ed elaborò uno stile che fonde un colorismo caldo di origine veneta a un naturalismo di tradizione emiliana, come l’affascinante e un po’ misteriosa “Testa di fanciulla con turbante”.
Ricca e suggestiva mostra, questa modenese, capace di emozionare e di stupire per la qualità delle tele esposte!

Alessandro Tiarini. Rinaldo e Armida, olio su tela, 120x150, prima metà del '600
L'esposizione è aperta al pubblico dal 15 al 17 gennaio 2021 con orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00. Le successive giornate di apertura, sino al 2 maggio 2020, saranno comunicate sul sito www.lagalleriabper.it. Ingresso libero previo utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Catalogo con testi di Lucia Peruzzi Francesca Piccinini disponibile in mostra.
Per informazioni: T. +39 05 9 2021598, lagalleria@bper.it, www.lagalleriabper.it, www.instagram.com/lagalleriabper/.




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