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NOTIZIE ed EVENTI
Mantova. Palazzo Te: VENERE DIVINA. Armonia sulla terra

a cura della redazione


In attesa di poter aprire la prima tappa del progetto VENERE DIVINA. Armonia sulla terra con la mostra Il mito di Venere a Palazzo Te, dedicata alle raffigurazioni della Dea disseminate nelle sale della residenza gonzaghesca, la Fondazione Palazzo Te presenta al pubblico un programma di approfondimenti video sul mito di Venere come rappresentazione del senso di rinascita dall’antichità fino ai tempi moderni.
Da domenica 21 marzo nella sezione Mnemosyne del sito www.fondazionepalazzote.it, sei video vedono protagonisti Stefano Baia Curioni, Francesca Cappelletti, Claudia Cieri Via e Stefano L'Occaso con i racconti delle tappe principali di questo ambizioso programma culturale. Un approfondimento capace di rivelare come il mito antico possa essere una narrazione che riproduce e accoglie elementi che parlano alla nostra contemporaneità, un ponte tra passato e futuro.


Giulio Romano e allievi, Il bagno di Marte e Venere, Camera di Amore e Psiche, 1527-1528 affresco, Mantova, Palazzo Te,
Foto: Gian Maria Pontiroli © Fondazione Palazzo Te


Stefano Baia Curioni, Direttore di Fondazione Palazzo Te, introduce le ragioni del progetto e il valore che può avere per il territorio e la comunità; mentre Francesca Cappelletti, componente del Comitato Scientifico e Direttrice della Galleria Borghese di Roma, racconta in due video la storia del dipinto di Tiziano Venere che benda amore, che sarà in prestito dal museo romano nel mese di giugno, e le motivazioni scientifiche della mostra di settembre: Venere. Natura, ombra e bellezza. Si prosegue con altri due video con la storica dell'arte e curatrice Claudia Cieri Via: nel primo ricorda Il mito di Venere a Palazzo Te attraverso l'arazzo di Nicolas Karcher su disegno di Giulio Romano e la scultura del II secolo a.C. Afrodite velata, entrambi in prestito dal Palazzo Ducale di Mantova; nel secondo illustra alcune delle oltre venticinque Veneri presenti negli affreschi e nelle decorazioni murali che Giulio Romano e i suoi allievi hanno realizzato per ornare la dimora estiva di Federico II Gonzaga.
Conclude il ciclo il contributo di Stefano L'Occaso, componente del Comitato Scientifico del progetto Venere Divina e Direttore di Palazzo Ducale, in cui saluta l'arrivo a Mantova dell'arazzo Venere spiata da un satiro, con i puttini, capolavoro del Rinascimento, a seguito di una trattativa d'acquisto condotta da Palazzo Ducale con il generoso contributo della Direzione Generale Musei del MiC e il prezioso supporto di Fondazione Palazzo Te.


Nicolas Karcher (Bruxelles? - Mantova 1562) da un disegno di Giulio Romano, Venere, un satiro e putti che giocano (particolare), 1539-1540, arazzo di lana e seta, 410x450 cm, Mantova, Palazzo Ducale,
Foto: Gian Maria Pontiroli © Fondazione Palazzo Te, Su concessione del MiBACT, Palazzo Ducale di Mantova


La prima puntata della nuova serie dedicata al percorso delle Veneri a Palazzo Te si apre nella camera di Ovidio, il primo dei tre ambienti dell’appartamento delle Metamorfosi. Nella decorazione pittorica Venere è allegoricamente presente nella polarità fra la Venere Pandemos, l’amore terreno generativo ed erotico, e la Venere Urania, l’amore divino, sublimato.
Insieme ai cinque video racconti, le altre puntate della serie saranno pubblicate con due uscite settimanali sul sito di Palazzo Te, nella sezione Mnemosyne. Ispirata al grande studioso di iconologia Aby Warburg, questa piattaforma di contenuti digitali è un archivio tematico dedicato alla memoria e alla creazione: un luogo di ispirazioni per il futuro.
VENERE DIVINA. Armonia sulla terra, dal 21 marzo 2021 al 12 dicembre 2021, si sviluppa in
sei racconti in video sul progetto espositivo;  la prima puntata della serie è dedicata alle raffigurazioni della Dea, in attesa di poter aprire al pubblico la prima delle tre mostre. (CS)


Giulio Romano e allievi, Marte insegue Adone trattenuto da Venere che viene punta dalla spina di una rosa, Camera di Amore e Psiche 1527-28, affresco Mantova, Palazzo Te, Foto: Gian Maria Pontiroli © Fondazione Palazzo Te

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