Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.71 - Aprile - giugno 2022
NOTIZIE ed EVENTI
Venezia. RINALDO INVERNIZZI. " Smeraldo. Antracite. Cobalto"
di Artemisia

Rinaldo Invernizzi, Antracite 6, olio 120 x 120 - foto Gianluca Di Ioia



La mostra “Rinaldo Invernizzi. Smeraldo. Antracite. Cobalto” ospitata a Palazzo Martinengo a Venezia fino al 30 settembre 2022, vuole essere un inno alla città lagunare dove l’Artista espone per la prima volta una ventina di oli su tela inediti, realizzati in questo ultimo anno nei quali campeggia la dimensione soggettiva dei tre colori. La mostra, curata da Henry-Claude Cousseau (già Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Parigi) e Andrea B. Del Guercio (già Accademia di Belle Arti di Brera Milano), inaugurata il 20 aprile è un progetto espositivo ed editoriale destinato alla dimensione internazionale dell’arte di Venezia in concomitanza con la Biennale. Così ha commentato uno dei curatori: “riconosciamo di assistere a un evento creativo dedicato a Venezia e alla sua storia cromatica, frutto di un’operazione di filtraggio emozionale avvenuto nello Studio appartato e silenzioso sulle sponde del lago di Lugano.” (A. Del Guercio).
Dopo una lunga pausa di riflessione, Rinaldo Invernizzi ha realizzato in quest’ultimo anno un ciclo di opere scandite dalla dimensione monocromatica dello 'smeraldo', dell'antracite' e del 'cobalto', incentrate sulla natura indipendentemente 'soggettiva' dei tre distinti colori.
Come sottolinea Andrea Del Guercio, “siamo di fronte ad aformali 'paesaggi' sintomatici della policromia rinascimentale - in particolare a Tiziano dei primi del '500 - frutto di una comunicazione emozionale mirata su ogni singolo soggetto-colore, tesa a suggerirne l’esasperazione dei caratteri, cosciente della sostanza spettacolare interna, attenta alla luminosità dei rilievi di materia.”




Rinaldo Invernizzi, Cobalto 1, olio 110 x 110 - foto Gianluca Di Ioia



La materia cromatica è affrontata da Invernizzi come entità autonoma, del tutto indipendente rispetto a ogni tipo di racconto e alla definizione del reale; su di essa si riversa la natura umana, con i sentimenti che si rincorrono e ogni pensiero che il colore sembra subito pronto a restituire sotto nuova forma emozionale. Tutto si sviluppa e si consolida, tra avanzamento e arretramento, frutto di una stesura condotta per 'trascinamento' del colore, di una pittura che, sotto la spinta della rotazione del gesto, produce grumi e spessori, per poi riprendere a 'correre' per linee e tracce, fino a congiungersi con nuove estensioni. 
Anche Henry-Claude Cousseau evidenzia quanto i solchi del pennello dilatino lo spazio in grandi ritmi orizzontali che armonizzano la superficie in un unico brano pittorico. Nelle tele di Invernizzi nuvole e acqua si fondono, l’orizzonte si fa labile, scintillano i colori ora dell’alba, ora dei bagliori vespertini, prorompe uno dei tratti caratteristici della laguna, il plumbeo splendore dei suoi temporali, il tutto nei toni che possiedono più la fissità delle gemme che l’inafferrabile luccichio del mare.
“Sotto la loro superficie visionaria e profetica- chiarisce H.C. Cousseau- questi dipinti trasmettono un messaggio […], orchestrano l’indecifrabile gerarchia tra cielo e mare, rendendo percepibile l’irrefrenabile fusione a cui non smettono mai di aspirare. Questo è ciò che ci invitano a comprendere le grandi pennellate che talvolta attraversano le opere dall’alto verso il basso e che formano come le cataratte di un diluvio. Il firmamento non è più il luogo dove le nuvole passano tranquille, ma un abisso mobile dove le stelle rotolano e si oscurano per prestarsi ad una meditazione allucinata davanti allo spettacolo di una Genesi in via di compimento.”





Rinaldo Invernizzi, Smeraldo 6, olio 110 x 110 - foto Gianluca Di Ioia





Rinaldo Invernizzi è nato nel 1962 a Milano, ma vive e lavora tra Lugano, San Mamete (Como) e Murano (Venezia). Nel 1983 si laurea in Economia e Commercio a Losanna (Svizzera) e poi lavora per dieci anni nella finanza a Monaco di Baviera. Nel 2000 decide di dedicarsi completamente alla pittura e alla scrittura di racconti e romanzi, le sue modalità espressive. La sua ricerca si concentra da un lato sull’aspetto contemplativo della natura e del paesaggio, dall’altro su temi del sacro e delle religioni nella contemporaneità. Questa svolta radicale nella sua vita lo porta nel 2007, anche grazie all’incoraggiamento di Andrea del Guercio, a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 2010 la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano ospita la sua più ampia esposizione monografica dal titolo "Paesaggi di Risurrezione", con un volume delle Edizioni Ancora con testi di A. Del Guercio, del teologo Mons.Prof. Pierangelo Sequeri, e del Prof. Dott. Mauro Pedroni psicanalista. Nel 2012 si laurea in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 2013 si impegna per quattro anni in un progetto di ristorazione a Milano, nel quale la sua ricerca artistica gioca un ruolo fondamentale: Refettorio, inteso non solo come luogo di cultura culinaria, ma anche di esposizione d’arte, di poesia e di performance. Dal 2017 si occupa anche di design: è presidente e co-direttore artistico di Barovier&Toso a Venezia, un’antica azienda vetraria muranese leader nell’arte del vetro soffiato e nell’illuminazione artistica.

In occasione della mostra sarà realizzato un prezioso Libro d’Artista calcografico a numerazione limitata edito da A14 con Testi di Henry-Claude Cousseau e Andrea B. Del Guercio.


Info:
Orario: da marted́ a domenica, ore 11.00 – 19.00 (chiuso luned́)
Ingresso libero
Ufficio Stampa: Paola Saba, paolasaba@paolasaba.it




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