Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.72 - Luglio - settembre 2022
NOTIZIE ed EVENTI
Roma. "HAN YUCHEN. Tibet, splendore e purezza"
a cura della redazione



Palazzo Bonaparte in Roma ospita fino al 19 settembre 2022 "HAN YUCHEN. Tibet, splendore e purezza", un'ampia retrospettiva dedicata al Maestro della pittura a olio della Cina contemporanea. Essa testimonia, attraverso un percorso di circa 40 opere, molte delle quali di grandi dimensioni, il profondo legame morale e spirituale che unisce la famosa regione autonoma della Cina al pittore cinese Han Yuchen. La sua gente, i suoi paesaggi, la sua anima: la mostra è un'immersione nella bellezza naturale e spirituale del Tibet, il "Tetto del mondo", ma propone anche una galleria di ritratti di chi quell'immenso altopiano lo vive. Come spiega Nicolina Bianchi, curatrice della mostra: "Nel Tibet di Han Yuchen il paesaggio e l'uomo diventano protagonisti di una stessa storia misteriosa, quasi impenetrabile, dove genuina fierezza e quotidianità convivono e si incontrano nella purezza di luce dei luoghi e dell'energia vitale dei personaggi che li animano. Pastori, guardiani, nomadi, monaci che con saggezza condividono il tempo e lo spartiscono nel loro vivere semplice e autentico".
Così Gabriele Simongini, cocuratore della mostra: "Han Yuchen sente con grande disagio che l'impressionante progresso tecnologico del nostro tempo e la smania di una continua crescita economica corrispondono per contrasto a un crescente impoverimento morale e a un degrado dell'universo personale e dei rapporti umani".




Han Yuchen Al pascolo - Pasture 2014 Olio su tela / Oil on canvas cm 140x220


"Per lui il Tibet è una sorta di "patria" dell'anima, perduta e originaria, da ritrovare. Il suo è un realismo etico che intende offrire un modello ideale e forse utopistico per una vita più semplice e spirituale". L' artista è molto legato ai valori tradizionali e alla qualità della pittura, ma anche caratterizzato da una fortissima passione per l'arte europea dell'Ottocento, tanto da aver creato nel 2007 il Museo d'Arte Han Yuchen nella città di Handan, con opere di Millet, Corot e Goya, solo per citare tre nomi eccelsi. Ricollegandosi soprattutto all'esempio di Millet, il Maestro cinese ha fatto di una pittura limpida e poetica il suo segno di riconoscimento, una cifra stilistica diretta e semplice come la vita dei tibetani che ha scelto di immortalare, rievocando per certi aspetti un realismo di matrice ottocentesca, ricco di valori etici e ideali, che si fonde con le capacità tecniche sviluppate in Cina nell'ambito della pittura ad olio. La mostra vuole rendere omaggio al dialogo socio-culturale Italia-Cina, ma anche far risaltare alcuni dei profondi e più recenti cambiamenti della società tibetana acutamente rappresentati dalla pittura del Maestro di Jilin.







Han Yuchen, Pellegrinaggio in rosso - Pilgrimage in red 2015. Olio su tela / Oil on canvas cm 230x170



Han Yuchen, Incanto spirituale - Spiritual fascination 2015. Olio su tela / Oil on canvas cm 216x146


La prima sezione è dedicata ai Paesaggi. In Tibet ogni luogo ha i suoi colori caratteristici, ogni gruppo le proprie tradizioni millenarie che ancora sopravvivono in buona parte. L'habitat naturale, perlopiù arido e brullo, è immerso in una luce di luminosa serenità. L'altitudine di questo immenso altopiano dà ai suoi abitanti la sensazione precisa di essere più vicini al cielo e quindi alla spiritualità. Le caratteristiche del territorio variano proprio con l'altitudine: montagne, valli, ghiacciai, laghi, canyon, steppe e tundra, con spettacoli naturali dalla straordinaria bellezza. Si trova una grande varietà di piante, fiori e animali rari, oltre che diversi climi in base alla quota. I vasti pascoli, i neri branchi di yak, le bianche greggi di pecore e capre tibetane, le piccole bandiere di preghiera dalle mille cromie, sfilacciate dal vento, sono solo alcuni elementi di paesaggi che la pittura di Han Yuchen fa dialogare costantemente con le figure.
La seconda sezione espone iRitratti. "Ogni tibetano, per la sua evidente integrità spirituale e la sua limpida purezza d'animo, merita d'essere ritratto", ama dire Han Yuchen. L'artista cinese riesce a stabilire una stretta osmosi fra la luce di una natura dalla bellezza sublime, ma dura e intransigente e la luce degli sguardi e dell'interiorità di donne sorridenti, cordiali ed espansive anche durante le attività più faticose e quella degli uomini seri e pensosi, abituati a vivere in condizioni ambientali e climatiche difficili.






Han Yuchen, Processione religiosa - Religious procession



Han Yuchen, La devota - The faithful 2010 Olio su tela / Oil on canvas cm 180x110


Quando l'occasione lo consente, l'artista ritrae i suoi soggetti dal vero, com' è accaduto nella Prefettura Tibetana Autonoma di Gannan. Il sorriso nascosto della Ragazza con la sciarpa o quello innocente, puro di Niyma, pur tradendo fatica e sacrificio, infondono serenità interiore. Ogni sguardo, nei volti forti e orgogliosi dei nativi, con la pelle dal colore del cuoio, custodisce la scintilla dell'intensità e della dignità della vita, pur nell'età che avanza.
La terza sezione è dedicata alla Spiritualità. "Lo stile di vita pressoché primitivo di questo popolo – ha detto Han Yuchen - non impedisce, bensì favorisce, la fioritura di alte aspirazioni e idealità spirituali". Abbiamo molto da imparare, sembra dirci l'artista, da questa gente semplice nel senso migliore del termine, determinata, resiliente, profondamente spirituale, abituata a vivere con poco e in perenne ascolto del trascendente che si fa immanente. I ritratti e soprattutto l'atteggiamento dei suoi personaggi esprimono l'esatto contrario dell'"impermanenza", della consapevolezza cioè che tutto sia transitorio.Tutto vive in uno scambio alla pari tra forma e vita, alla ricerca di quell'equilibrio complesso che a volte riconosciamo come sacro. Se ne ha una prova, ad esempio, nel quadro "La Devota", con una giovane donna dal fantasmagorico abito da festa (una stola di pelliccia di leopardo delle nevi attorno al collo e una veste di variopinta seta cinese in stile antico, a disegni di draghi), assorta in sacri pensieri e in preghiera davanti alla balaustra marmorea del Kumbum, importante monastero lamaista. Una mostra interessante da non perdere!


Han Yuchen, Fumo dei camini delle cucine - Smoke from the kitchen chimney 2015, Olio su tela / Oil on canvas cm 85x130




Con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, l’esposizione HAN YUCHEN. Tibet, splendore e purezza è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con Segni d’arte, ed è curata da Nicolina Bianchi e Gabriele Simongini, con catalogo Skira.




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