Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.73 - Ottobre - dicembre 2022
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Omaggio a "Michele Valori Architetto. L'opera, il pensiero, l'archivio"

a cura della redazione


Il giorno 24 novembre 2022 si è tenuta a Roma presso il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo la presentazione di un nuovo volume di architettura: “Michele Valori Architetto.  L’opera, il pensiero, l’archivio”, che, sulla base dell’Archivio di Michele Valori, patrimonio della Fondazione MAXXI, abbraccia l’intero arco cronologico della carriera dell’Architetto. Il libro racchiude una ricerca approfondita che racconta e rende disponibili per il pubblico testimonianze, progetti e una raccolta di scritti professionali e privati di grande interesse; una nota biografica, testi critici e un ampio apparato iconografico arricchiscono la pubblicazione che fa parte della collana dei Quaderni del Centro Archivi del MAXXI Architettura.
Per definire il pensiero e le finalità progettuali profusi nell’impegno professionale dall’architetto Michele Valori, professore ordinario e Direttore dell'Istituto Universitario di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Roma, vogliamo iniziare da due sue illuminanti citazioni:

"L’Architettura nasce dalla civiltà di un popolo, non dalla fantasia di un professore di disegno, da un’industria attrezzata, da gabinetti sperimentati, da scuole serie e selezionatrici, bensì dalla legge del buon rendimento, dall’esperienza, dalla ricerca, dall’educazione della gente, dalla società degli uomini d’affari, dall’onestà delle imprese, dal desiderio della pulizia, dell’ordine, della vita comoda e semplice, da buone, semplici sensate legislazioni, da un minimo di fede dell’avvenire". 
"Gli oggetti d'uso, gli arredi familiari, il giardinaggio, la progettazione e realizzazione di ogni manufatto, appartengono naturalmente alla cultura e all'esperienza umana dell'architetto; così come il disegno urbano è ancora cosa sua e la determinazione di un ambiente fisico che sostenga e organizzi la vita dell'uomo associato, è compito nostro. La domanda allora è la seguente: il nostro compito può andare oltre questi semplici concetti?
" (Michele Valori)

La figura e la personalità dell'architetto, attivo in gran parte d'Italia dal dopoguerra alla fine degli anni '70 (Catania, Messina, Trapani, Matera, Roma…) attraverso progetti di edilizia residenziale e popolare, pianificazione urbanistica e soluzioni abitative innovatrici, sono tracciate da uno scritto della figlia Paola Valori che ha voluto dedicare al padre un intenso ritratto da cui emergono le doti umane e i valori etici che hanno contraddistinto la sua esistenza come il suo lavoro.




“ Mio padre se n’è andato che ero poco più che una bambina. Le mie sorelle ed io siamo nate che aveva già superato i quarant’anni, forse per questo più che alle giostre, amava portarci alle mostre o al Teatro dell’Opera, a costo di fare le ore piccole. Profondamente colto, con lui non ci annoiavamo mai, e avere la sua opinione sugli argomenti più disparati era un piacere. Soprattutto adesso che sono adulta sento la mancanza del suo punto di vista. Le sue valutazioni racchiudevano sempre un ingrediente esclusivo, che si distingueva dagli altri e che stimolava a crescere e a riflettere. Erano i lontani anni ’70 e quando usciva di casa per recarsi all’Università, usava ripetere con la sua inconfondibile ironia che “andava in guerra”! Gli anni cupi della contestazione e del terrorismo lo avevano reso inquieto e preoccupato. La porta si chiudeva e temevo che non tornasse più. Eppure amava l’insegnamento più di ogni altra cosa, così come lo svariato popolo dei suoi studenti, dei quali spesso ci parlava la sera a tavola, soffermandosi ogni tanto su qualcuno in particolare. I momenti più belli li abbiamo vissuti d’estate, a Castiglioncello, nel giardino della nostra casa, o nuotando insieme durante un bagno di rito che chiamavano la traversata, che consisteva nel raggiungere e toccare il grande scoglio dello stabilimento più lontano. Ero una bambina, ma il suo modo di trattarmi conteneva un tale rispetto da farmi sentire già grande e privilegiata. Un altro divertimento era la perlustrazione del suo studio di piazza Cavour, un vero tempio di pace e rigore, dove ci accoglieva la signorina Mazzoni, segretaria timida e discreta, che allora mi sembrava vecchissima. Per noi bambine entrare in quelle stanze era come varcare il confine di un nuovo mondo, inaccessibile ai pericoli che c’erano fuori. Ancora oggi posso risentire l’odore dell’inchiostro e l’atmosfera che regnava in quel posto magico, zeppo di pennarelli colorati. 
Così, attraverso le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto, ho imparato a preservare e ad arricchire il puzzle della memoria, come una preziosa eredità da preservare. In una pagina dei suoi diari c’è un pensiero, che mi ha sempre colpito. “Cercherò tutto il materiale che ho raccolto in questi ultimi venti anni per metterlo a vostra disposizione, care mie figlie. Speriamo che vi sia inutile per la vostra ricchezza interiore. Ma se vi sarà utile non mi dispiacerà”. Un desiderio, il suo, che mia madre ha raccolto pubblicando i suoi scritti in un libro dal titolo “Taccuini di Architettura” edito da Gangemi, e donando al MaXXI l’intero corpus dei suoi progetti, che nel 1995 è stato dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio. Da quel momento, per documentare la sua intensa attività professionale dal 1949 al 1979, ha preso il via una ricerca attenta e minuziosa, descritta non solo dai progetti, ma anche da scritti, disegni, fotografie e appunti di viaggio. Attraverso la paziente ostinazione di mia madre, fondatrice dell’Associazione Michele Valori, ho avuto modo di conoscere meglio mio padre e di sentirlo immortale.
In nome di una continuità generazionale, mia madre ha voluto passarmi il testimone dell’Associazione, che seguo con mia figlia Vittoria, studentessa di architettura. L’idea di questo libro è nata per caso, una sera d’estate, con Valeria Lupo, alla quale va tutta la mia gratitudine non solo per il tempo che mi ha dedicato, ma anche per la sua preziosa amicizia. E’ soprattutto grazie a lei se in questi mesi ogni pagina del libro ha preso forma. Grazie anche alle mie sorelle Giovanna e Francesca, che mi hanno sempre incoraggiata ad andare avanti e un immenso grazie anche a Margherita Guccione, perché senza il suo supporto e le sue intuizioni questo lungo percorso di ricostruzione non sarebbe stato possibile.
(Paola Valori)

L'attività professionale di Michele Valori, nato a Bologna nel 1923, intrecciatasi con quella di importanti personalità dell'ambiente romano e milanese, si è svolta in gran parte per la committenza pubblica, dopo una formazione universitaria vivificata dalle esperienze internazionali dell'architettura moderna e segnata dall'adesione all' APAO, l'Associazione per l'Architettura Organica, fondata da Bruno Zevi. I molti scritti teorici che Michele Valori ci ha lasciato, saggi, lezioni, appunti di viaggio, lettere private, consentono oggi una lettura più completa ed esaustiva della sua lungimirante attività progettuale, terminata nel 1979 a causa della prematura dipartita, e al contempo anticipano i temi più attuali del dibattito contemporaneo, come il recupero dei centri storici e la questione ambientale.




Michele Valori e la sorella Bice Valori, indimenticabile attrice (foto anni '60)
"Michele Valori Architetto – L'opera, il pensiero, l'archivio"
a cura di Valeria Lupo
Testi di Leonardo Benevolo, Margherita Guccione, Giuseppe Imbesi, Valeria Lupo,
Angela Marino, Alessandra Muntoni, Gaia Remiddi, Giovanna Valori, Paola Valori
Edizione italiana
Edizioni MAXXI, 2022 - Prezzo: euro 15,00




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