Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.19 - Maggio-giugno 2009
ARTE e DIRITTO  

"Ubi Ius, ibi societas”


Il diritto d’autore nella fotografia.
di Vittorio Largajolli





Il diritto d'autore nel nostro paese è disciplinato prevalentemente dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 (e relative modifiche apportate dal Decreto del Presidente della Repubblica n.19 del 8/1/1979, pubblicato su Gazzetta Ufficiale del 30/1/1979, n.29 e, successivamente, dal D.lgs n. 154 del 26 maggio 1997, in attuazione direttiva 93/98/CEE), inoltre il 19 settembre 2000 è entrata in vigore la legge 248 del 28 agosto 2000, intitolata “Nuove norme di tutela del diritto d'autore” ; la materia è altresì regolata anche dal Codice Civile.
Andando alla particolare fattispecie che in questa sede ci attiene, dobbiamo specificare che la norma richiamata (legge sul diritto d'autore) prevede all'articolo 1 che: “(…) Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione


Il Duomo di Catania: fotografia di repertorio



intellettuale dell'autore (…)”.
Il successivo articolo 2, al punto n. 7, sancisce altresì che sono comprese nella protezione: “(…) le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II (…)”.(1)
Emerge quindi ictu oculi dagli articoli di legge richiamati, come la fotografia trovi piena tutela nella normativa interna ed internazionale sul diritto d’autore. Occorre però fare dei distinguo, infatti la normativa pone una specifica distinzione tra opere fotografiche dotate di carattere creativo e le cd. fotografie semplici, che hanno un più limitato tipo di tutela. Le prime infatti rientrano nell’alveo dell’art. 2 comma 7 in combinato con l’art. 1 della l.d.a. essendovi una prevalenza marcata dell’aspetto artistico e creativo su quello di natura meramente tecnica, ciò le pone come opere d’ingegno.
La Giurisprudenza in materia ha contribuito a stabilire i parametri secondo cui basare il distinguo richiamato poc’anzi, elaborando la normativa in materia. Ebbene il profilo artistico prevale sempre quando “(…) l’attimo fotografato coglie il momento significativo di un evento, ricorrendo ad un linguaggio connotativo che crea una composizione di prospetti, luci ed ombre del tutto peculiari (…)”. (2) Mentre le cd. fotografie semplici (tutelate con grado inferiore, come visto nel capo V della l.d.a.) sono inquadrabili come quelle che colgono “(…) le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico (…)” (3) e che pertanto generano una riproduzione della realtà per quanto molto professionale non frutto dell’originale interpretazione dell’autore.
È su questo punto, molto sottile, che si sostanzia la differenza tra le due tutele offerte alle opere fotografiche dalla normativa sul diritto d’autore così come evolutasi nel nostro paese.
Si pensi ad esempio che una Giurisprudenza di merito ha ravvisato il carattere creativo (offrendo quindi la più piena tutela all’autore) ad una fotografia frontale di una Basilica addobbata in occasione dell’annuale festa per il patrono della città ripresa nell’attimo dell’esplosione notturna dei fuochi artificiali, rilevando che: “(…) tanto una fruizione istintiva del fotogramma che una sua più attenta valutazione tecnica sotto il profilo analitico e sintetico giustificano il giudizio positivo sulla creatività, essendo stata offerta la celebrazione cittadina della Santa, non essendo modalità meramente documentarie ma ricorrente ad un linguaggio connotativo nel quale il dato fattale viene riproposto e rivissuto, dall’autore del fotogramma, cristallizzando un attimo particolare della festa in una composizione certamente creativa di prospetti, di luci, di ombre e di colori peculiari e non banali che condensano la specificità sacra e profana del detto avvenimento.(…)”.
Molto particolare la casistica relativa alle fotografie di opere d’arte. La Giurisprudenza fa rientrare quest’ultime nelle cd. fotografie semplici poiché vengono considerate riproduzione dell’opera d’arte stessa preesistente. Tale orientamento muta qualora la stessa fotografia differisca dall’opera d’arte non limitandosi alla mera riproduzione della stessa ma “ne fornisce una rielaborazione”, che ipso facto possegga sufficienti requisiti di creatività.(4)
Attesa la complessità e l’interesse che suscita la materia esaminata, l’esame della stessa non può certamente essere esaurito con un unico articolo, pertanto in seguito ci ripromettiamo di ritornare su queste tematiche affrontandone nuovi aspetti e peculiarità.


(1) Si riporta il testo integrale del Capo V della norma richiamata.
CAPO V Diritti relativi alle fotografie - Art. 87) Sono considerate fotografie, ai fini dell'applicazione delle disposizioni di questo capo, le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell'arte figurativa ed i fotogrammi di pellicole cinematografiche. Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili. Art.88) Spetta al fotografo il diritto esclusivo di riproduzione, diffusione e spaccio della fotografia, salve le disposizioni stabilite dalla sezione II del capo VI di questo Titolo, per ciò che riguarda il ritratto e senza pregiudizio, riguardo alle fotografie riproducenti opere dell'arte figurative, dei diritti d'autore sull'opera riprodotta. Tuttavia, se l'opera è stata ottenuta nel corso e nell'adempimento di un contratto di impiego o di lavoro, entro i limiti dell'oggetto e delle finalità del contratto, il diritto esclusivo compete al datore di lavoro. La stessa norma si applica, salvo il patto contrario, a favore del committente quando si tratti di fotografie di cose in possesso del committente medesimo e salvo pagamento a favore del fotografo da parte di chi utilizza commercialmente la riproduzione, di un equo corrispettivo. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con le norme stabilite dal regolamento, può fissare apposite tariffe per determinare il compenso dovuto da chi utilizza la fotografia. Art.89) La cessione del negativo o di analogo mezzo di riproduzione della fotografia comprende, salvo patto contrario, la cessione dei diritti previsti all'articolo precedente, sempre che tali diritti spettino al cedente.Art.90) Gli esemplari della fotografia devono portare le seguenti indicazioni: 1) Il nome del fotografo o, nel caso previsto nel primo capoverso dell'articolo 88, della ditta da cui il fotografo dipende o del committente. 2) La data dell'anno di produzione della fotografia. 3) Il nome dell'autore dell'opera d'arte fotografata. Qualora gli esemplari non portino le suddette indicazioni, la loro riproduzione non è considerata abusiva, e non sono dovuti i compensi indicati agli articoli 91 e 98, a meno che il fotografo non provi la malafede del riproduttore. Art.91) La riproduzione di fotografie nelle antologie ad uso scolastico e, in generale, nelle opere scientifiche e didattiche è lecita, contro pagamento di un equo compenso che è determinato nelle forme previste dal regolamento. Nella riproduzione deve indicarsi il nome del fotografo, e la data dell'anno della fabbricazione, se risultano dalla fotografia riprodotta. La riproduzione di fotografie pubblicate su giornali od altri periodici concernenti persone o fatti di attualità, od aventi comunque pubblico interesse, è lecita, contro pagamento di un equo compenso. Sono applicabili le disposizioni dell'ultimo comma dell'articolo 88. Art.92) Il diritto esclusivo sulle fotografie dura vent'anni dalla produzione delle fotografie. Art.93) Le corrispondenze epistolari, le memorie familiari e personali e gli altri scritti della medesima natura (...) non possono essere pubblicati o riprodotti (...). Dopo la morte dell'autore o del destinatario, occorre il consenso del coniuge o dei figli o, in loro mancanza dei genitori; mancando il coniuge, i figli e i genitori, dei fratelli e delle sorelle e, in loro mancanza, degli ascendenti e dei discendenti diretti fino al quarto grado. Quando le persone indicate nel comma precedente siano più, o vi sia tra lori dissenso, decide l'Autorità Giudiziaria.Art.94-95 omissis.

(2) Così Trib. Catania, 11 settembre 2001.

(3) Così l’art. 87 l.d.a. nel suo testo integrale: “ Sono considerate fotografie, ai fini dell'applicazione delle disposizioni di questo capo, le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell'arte figurativa ed i fotogrammi di pellicole cinematografiche. Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili.”

(4) Cassazione Civ. 12 marzo, 2004, n. 5089.


Vittorio Largajolli è avvocato del Foro di Roma ed esperto in Diritto amministrativo.
studiolegalelargajolli@yahoo.it




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