Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.55 - Gennaio - marzo 2018
L'ARTE NEL MIRINO 



FABIO AMICUCCI. La Bellezza di Roma, tra occultamento e rivelazione!
di Bruna Condoleo
 



FABIO AMICUCCI. Palatino 2017


Fotografo per vocazione (quest’ultima scoperta per caso!), Fabio Amicucci, dopo aver frequentato nei primi anni del 2000 alcuni professionisti del settore, come il fotoreporter Giancarlo Ceraudo, Giorgio Cosulich, fotogiornalista palermitano e Stephanie Gengotti, con cui ha realizzato reportage sui temi dell’immigrazione in Italia, ha iniziato a viaggiare in tutta Europa e non solo per ricercare contenuti stimolanti per i suoi lavori fotografici. L’interesse per una fotografia antropologica lo ha condotto per ben due volte in Messico, una prima volta nel 2009, sempre attratto dagli usi e costumi di popoli lontani, e una seconda volta nel 2014 quando ha intrapreso un importante e inedito progetto. Il fotografo romano, infatti, ha portato a termine una corposa documentazione fotografica dedicata a “El Dia de los muertos”, la festa dei morti, una toccante e appassionata tradizione del popolo messicano che si perpetua nel tempo con identica intensità alla ricorrenza dei defunti.



Tempio di Vesta 2017



Arco di Giano 2017



Di questo impegnativo progetto, che è stato l’oggetto di una grande mostra fotografica, AeF si è occupata nel numero 40 del periodico, pubblicando in esclusiva i suggestivi scatti di Fabio Amicucci (www.arsetfuror.com/r17ArteFotografia40A), dove oltre alla perizia tecnica spicca la capacità del fotografo di approfondire l'essenza umana e religiosa della gente messicana.
L’attuale serie fotografica, d’impostazione e gusto assai diversi dagli abituali interessi, è una carrellata di immagini di Roma ritratta sotto la pioggia: una nuova esperienza per Amicucci, finora più incline a considerare la natura degli uomini e indagare le loro problematiche. I presenti scatti, come ci ha indicato lui stesso, sono frutto di un divertissement, con il quale ha voluto affrontare un’esperienza estetizzante, in cui la bellezza di Roma è capace di trasfigurarsi in visioni quasi surreali, ricche di metafore e di suggestioni ineffabili.



Colosseo 2017



Chiesa di San Giorgio al Velabro 2017


Le antiche vestigia della Capitale riprese sotto la pioggia perdono le loro celeberrime fisionomie, fluttuando nell’acqua come fossero rovine sottomarine appena scoperte da archeologi subacquei. Tutto è indefinito: le forme dei monumenti millenari, i colori dei materiali costruttivi, gli spazi e le proporzioni reali sembrano dissolversi in un universo onirico, un paesaggio in bilico tra occultamento e rivelazione.  Gli scatti di Amicucci regalano a Roma una fisionomia nuova, affascinante quanto misteriosa, pervasa di un humus malinconico che la pioggia suggerisce e intensifica: consunta dall’acqua e dai riflessi di luce, la Città offusca per un istante la sua grandiosità storica e artistica per appropriarsi di un’ identità tutta emozionale e divenire un luogo “altro”, inafferrabile teatro di evocazioni, visioni e nostalgie.




San Pietro 2017



Foro Romano 2017



Castel Sant' Angelo da Ponte Elio. 2017




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