Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.56 - Aprile - giugno 2018
L'ARTE NEL MIRINO 



Il pittoricismo fotografico di FABULA ART STUDIO
di Bruna Condoleo
 


Da quando è nata la fotografia, circa 180 anni fa, i rapporti e le interferenze con l’arte figurativa sono stati frequenti e spesso forieri di interessanti risultati. Basti pensare alle incursioni reciproche tra la neonata fotografia e i dipinti dei pittori realisti francesi di metà ‘800, in primis Gustave Courbet e più tardi con gli impressionisti, in special modo con Edgar Degas, studioso del dinamismo umano e animale e creatore di un innovativo taglio prospettico, elementi desunti dalle sperimentazioni del fotografo inglese Muybridge. L’uso della fotografia ha poi interessato le Avanguardie storiche e successivamente le neo-avanguardie, come la performance, la body art, la land art hanno utilizzato le ricerche fotografiche non soltanto per documentare i momenti fondamentali dei rispettivi linguaggi performativi, ma anche per realizzare opere autonome. Tuttavia nell’epoca in cui viviamo la fotografia ha ormai raggiunto una dimensione estetico-culturale ben definita, grazie a importanti personalità del panorama internazionale che hanno saputo esprimere con raffinata sensibilità e capacità interpretativa la propria visione del mondo, le tragedie delle guerre, la bellezza dei paesaggi e le vedute urbane.





Danilo Rossi



Danilo Rossi



Gabriel Rifilato, fotografo e ideatore di Fabula Art Studio, con Image Factory ha dato vita a un progetto di fotografia creativa, capace di intuire e conquistare nuovi ambiti di libertà espressiva. La mostra “Occhi che graffiano la Città eterna”  espone il lavoro di Floriana Cason, Art director dell’Art Studio, Livia Mazzani, Gabriel Rifilato e Danilo Rossi, fotografi d’arte che hanno fermato con i loro scatti immagini della Città eterna, in cui lo spazio urbano si arricchisce di significazioni nuove nel connubio con l’umanità che vi abita. Le vie pittoresche, le piazze fastose, i monumenti millenari di Roma divengono un teatro, carico di testimonianze artistiche, entro cui si mettono in scena “storie” realizzate con continui cambiamenti di scala e di distanza. Se la fotografia è assurta a un livello formale e tecnico che l’ha sdoganata dal rango di sorella minore della pittura e della scultura, gran parte del merito è ascrivibile a una figura chiave: l’americano Alfred Stieglitz, da cui ha origine la stagione della fotografia artistica.










Livia Mazzani



Livia Mazzani



Interessato alle vedute urbane, ignorate dai “pittorialisti”, a Stieglitz, fautore della separazione della fotografia dal semplice ambito del reportage, si deve la convinzione, promossa dalla sua rivista Camera Work, che la fotografia costituisca un’ originale forma d’arte da alimentare in un clima di commistione e confronto fra discipline differenti. Proprio al suo innovativo pensiero si richiamano i fotografi della presente mostra che hanno elaborato un approccio personale alla fotografia d’arte. Floriana Cason, Livia Mazzani, Gabriel Rifilato e Danilo Rossi hanno ritratto la Roma delle grandiose architetture antiche, delle fontane barocche, dei panorami superbi, ma anche degli angoli meno conosciuti, ricolmi di testimonianze storiche e letterarie. La resa fotografica dei luoghi famosi, proposti in una rinnovata veste situazionale ed estetica, non presenta la Città oleografica da cartolina per turisti, ma offre una realtà artisticamente contaminata, capace di originare emozioni e stati d’animo diversi. I fotografi espositori offrono al pubblico un’interpretazione del paesaggio urbano più consona a una visione narrativa dell’immagine, anche stimolati dalle vedute di Roma dipinte dai pittori, incisori e acquerellisti del ‘700 e dell’ ‘800, da Van Wittel a Piranesi, da Rossini a Roesler Franz.




Floriana Casson



Floriana Casson




Questi ultimi, com’è noto, hanno realizzato visioni scenografiche della Città eterna tese ad esaltare la magnificenza dei monumenti e i panorami pittoreschi di cui evidenziare il valore poetico ed evocativo. Per gli artisti di Fabula Art Studio, tuttavia, fotografare significa confrontarsi con universi stimolanti, testimoniare un’esperienza estetica che vuole farsi empaticamente più vasta nutrendosi di passato e di presente, di verità e di virtualità e che possa immortalare Bellezze consacrate, ma anche rivelare mitologie del quotidiano, eros sommerso, ambiguità percettive, visionarietà...
Spesso l’immagine oggettiva, rivissuta dalla memoria emotiva, si ammanta di atmosfere silenti, circonfuse d’intensità espressiva, come avviene negli scatti in bianco e nero di Livia Mazzani, intenta a proporre una realtà modulata da sapienti effetti chiaroscurali. Nelle fotografie di Danilo Rossi l’azione trasfigurante della luce sa generare visioni vagamente metafisiche, fermate in un tempo sospeso che sa conferire un’aura d’eternità ad attimi transitori. Le piazze celebri o le antiche iscrizioni lapidee fotografate da Floriana Cason, rese palpitanti da presenze di sapore botticelliano, restituiscono un microcosmo raffinato e simbolico, che si sfalda in molteplici assunti interpretativi; infine con un gusto neo-barocco Gabriel Rifilato rielabora vedute di monumenti e angoli nascosti di una Roma ancora non del tutto “sparita”, interpretando con inquadrature suggestive, inserimenti virtuali e prospettive inusuali il dialogo sinergico tra contesto urbano e figura umana.





Gabriel Rifilato



Gabriel Rifilato


La bella mostra Occhi che graffiano la Città eterna” è visibile nel foyer del Teatro romano "Tordinona" fino all'autunno prossimo: una visita da non perdere!


Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi





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