Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.62 - Ottobre - dicembre 2019
L'ARTE NEL MIRINO 



Il "realismo poetico" della fotografia di ARMANDO MORESCHI
di Bruna Condoleo
 



Armando Moreschi, donna con bambino, 1973



Tepore sul marciapiede, 1971


Il leitmotiv della ricerca fotografica di Armando Moreschi risiede nel voler cogliere il momento decisivo di una situazione, quello che contiene il senso autentico del divenire, l’attimo più significativo nel flusso degli eventi quotidiani e fissare con l’obiettivo fotografico una frazione di secondo di realtà. Dalle molteplici serie fotografiche create da Moreschi in decenni di attività artistica ho scelto alcune immagini in bianco e nero, a mio avviso particolarmente interessanti, che si riferiscono a scatti risalenti agli anni ’70, dove aleggiano ambienti e tipi  di un’epoca che fu, ma che può riproporsi  ancor oggi con tematiche e situazioni analoghe.  
Caratterizzata da una speciale magia dell’onestà, sempre accompagnata da impegno e attenzione al dato umano,  l'arte di Moreschi può indurre a considerare molti suoi lavori come frutto del caso o dell’attimo fugace, ma non è così: l’autore è costantemente concentrato a porre sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio. Nella casualità dei movimenti, nello scorrere spontaneo di ogni vissuto cogliere l’attimo-essenza di un evento significa per il fotografo restituire quell’inspiegabile rapporto che lega ogni individuo al contesto in cui vive, evidenziandone la contiguità o la totale estraneità.




Vecchi merletti, 1975



La Bohème, 1973


A volte nelle sue foto parlano gli sguardi, a volte i contesti, oppure entrambi i fattori, collegati da un’ affascinante simbiosi dei contrasti, come accade, ad esempio, in “tepore sul marciapiede”, uno scatto ambientato in una spopolata Piazza Navona durante un freddo giorno invernale, dove la precarietà dell'esistenza del venditore di castagne dialoga con l’immutata bellezza della chiesa borrominiana.
Le foto di Moreschi ci conducono attraverso un lungo itinerario nella memoria personale e nelle suggestioni visive che ci hanno coinvolto in diverse fasi della vita, riposte spesso nei più segreti meandri del nostrio Io. I suoi scatti rammentano la freschezza e l’ immediatezza espressiva delle immagini di Robert Doisneau, il “fotografo di strada” che negli anni ’50 ha immortalato con un taglio malinconico i sobborghi parigini; tuttavia i personaggi di Moreschi, una turba variegata di umili e di “ultimi”, pur traducendo disagi esistenziali, mai rinnegano la propria dignità e il rispetto di se stessi. La celata indigenza in “cercando”, la dolente stanchezza in “donna con bambino”, l’indifferenza un po’ spavalda di un fumatore di pipa in “bohème”: l’umanità che popola la più bella Piazza del mondo è colta dal mirino del fotografo romano con curiosità, spontaneità, passione, spesso anche con bonaria ironia, mai con sarcasmo!



Dentro se stesso, 1975



Hippies a Piazza Navona, 1971


L’entusiasmo di un artista di strada, l’incosciente gesto di un giovane in una torrida giornata estiva, gli enigmatici volti di due hippies appoggiati alla ringhiera della chiesa di Sant’Agnese, l’anziana ricamatrice ancora intenta a offrire l’opera delle sue sapienti mani: è il mondo che il fotografo ci regala grazie alla sua esperienza tecnica, sempre pervaso da quell' atteggiamento di solidarietà che contraddistingue la sua persona.  
Come soleva definire il senso della propria arte Henry Cartier Bresson, uno dei maggiori fotografi del XX secolo, Armando Moreschi sa prendere “in trappola la vita”, creando poetici frammenti di quotidianità che ci fanno riflettere, sognare, commuovere e ci stimolano a considerare l'esistenza con i suoi drammi, le sue spiensieratezze e la sua solitudine, ma anche con l' infinita capacità umana di resistere ai " colpi di ventura".   




Cercando..., 1973



Tuffo estivo, 1980 (copyright)


Nato a Roma nel 1949, Armando Moreschi è un artista performativo e visivo in ambito pittorico- concettuale e fotografico. Ha sempre prediletto tematiche che vertono sulla fotografia sociale e sperimentato per alcuni anni, con estro e innovazione, l’elaborazione delle proprie foto in bianco e nero, colorandole parzialmente a mano con inchiostri di china ed evidenziatori.
Ha esposto al “ Salotto C.I.L. “e alla “LIBRERIA DEL FIUME” e in numerose gallerie o spazi culturali di Roma.
Nel 2008 sono state proiettate una serie di sue foto a “Fotoleggendo” tra quelle scelte da Officine Fotografiche presso l’Istituto Superiore Antincendi. I suoi scatti sono stati pubblicati su molti mensili, fra cui “L’ASTROLABIO”, “LA GAZZETTA DI CASALPALOCCO” e “SHALOM”. Della sua attività si sono più volte occupati giornali e periodici, come  “Il Marguttone”, “Il Messaggero”, “Ostia Oggi” ,”Fiumicino Oggi”, “La Gazzetta di Casalpalocco” e la rivista “L’Artista".
Si è classificato alcuni anni fa tra i quattro finalisti nella categoria “INNOVAZIONE” del concorso fotografico "Scatta la crisi”,  con la foto intitolata  “ Appena posso ti porto al Luna Park”, visibile  sul suo album di Flickr :
www.flickr.com/photos/armando_moreschi/4349966296/"


Tutte le foto pubblicate sono coperte da copyright.


Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright