Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XV - n.66 - Ottobre - dicembre 2020
L'ARTE NEL MIRINO 



FABIO AMICUCCI: un'imprevedibile Roma sotto la pioggia!
di Bruna Condoleo
 



FABIO AMICUCCI. Il Colosseo 2017


Parlare di Fabio Amicucci vuol dire ripercorrere la sua passione e descrivere un'esistenza tutta dedita alla fotografia, nata per caso ma divenuta un'autentica vocazione. Dopo aver frequentato nei primi anni del 2000 alcuni professionisti del settore, come il fotoreporter Giancarlo Ceraudo, Giorgio Cosulich, fotogiornalista palermitano e Stephanie Gengotti, con cui ha realizzato reportage sui temi dell’immigrazione in Italia, Fabio Amicucci ha iniziato a viaggiare in tutta Europa, e non solo, per ricercare contenuti stimolanti per i suoi lavori fotografici. L’interesse per una fotografia antropologica lo ha infatti condotto per ben due volte in Messico, una prima volta nel 2009, sempre attratto dagli usi e costumi di popoli lontani, e una seconda volta nel 2014 quando ha portato a termine un importante e inedito progetto: una corposa documentazione fotografica dedicata a “El Dia de los muertos”, la festa dei morti, toccante e appassionata tradizione del popolo messicano che si perpetua nel tempo con identica intensità nel giorno della ricorrenza dei defunti.



Arco di Giano 2017



Di questo suo reportage, oggetto di una grande mostra fotografica, AeF si è occupata nel numero 40 con la pubblicazione in esclusiva dei suggestivi scatti di Fabio Amicucci (www.arsetfuror.com/r17ArteFotografia40A), dove oltre alla perizia tecnica spicca la capacità del fotografo di approfondire l'essenza umana e religiosa della gente messicana.
L’attuale serie fotografica, d’impostazione e gusto assai diversi dagli abituali interessi, è una carrellata di immagini dei monumenti di Roma ritratta sotto la pioggia: una nuova esperienza per Amicucci, finora più incline a considerare la natura degli uomini e a indagare le loro problematiche umane e sociali. Gli scatti qui pubblicati, come ha chiarito lui stesso, sono frutto di un divertissement, con il quale ha voluto affrontare un’esperienza estetizzante, in cui la bellezza della Capitale è capace di trasfigurarsi in visioni quasi surreali, evocatrici di suggestioni ineffabili.



Foro Romano 2017


Le antiche vestigia fotografate sotto la pioggia perdono le celeberrime fisionomie, fluttuando nell’acqua come fossero rovine sottomarine di una mitica Atlantide, appena scoperte da archeologi subacquei. Tutto è indefinito: le note forme dei monumenti millenari, i colori dei materiali costruttivi, gli spazi e le proporzioni reali che sembrano dissolversi in un universo onirico, un paesaggio in bilico tra occultamento e rivelazione.  Gli scatti di Amicucci regalano a Roma una fisionomia inedita quanto affascinante, pervasa com'è di un humus malinconico che la pioggia suggerisce e intensifica: consunta dall’acqua e dai riflessi di luce, resa impalpabile e misteriosa, la Città vede offuscata per qualche istante la sua grandiosità storico-artistica per appropriarsi di un’ identità tutta emozionale e divenire un luogo “altro”, inafferrabile teatro di visioni, sensazioni e nostalgie!
E' la magia della fotografia d'arte che non è riproposizione sic et sempliciter del reale, ma rielaborazione del pensiero e di stati d'animo, frutto dell'immaginazione che sa oltrepassare la verità oggettiva per approdare nel mondo della metafora.

San Pietro 2017




Castel Sant'Angelo
e Ponte Elio 2017




Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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