Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.72 - Luglio - settembre 2022
L'ARTE NEL MIRINO 

Nuoro. SENSORAMA, gli inganni della mente!

a cura della redazione



Marina Apollonio, (Trieste 1940), Spazio ad Attivazione Cinetica 6B, 1967-2022, vinile / wallpaper




SENSORAMA è il suggestivo titolo di una mostra molto interessante che si sta svolgendo in Sardegna nel Museo MAN di Nuoro e che adotta in modo colto e originale il modello del Museo delle illusioni, affidando alle opere di artisti di diversa formazione e di differenti estetiche, sia del passato che del presente, l'esplorazione della relazione tra visione e percezione, con l'obiettivo di mostrare la complessità dei fenomeni cognitivi e il "piacere" di essere ingannati. La sensazione è un processo basilare che deriva da ciò che gli organi di senso traducono in stimoli fisiologici inviati al cervello come segnali elettrici; la percezione, al contrario, è un processo complesso, che tende ad attribuire un significato ai dati sensoriali percepiti. La distinzione tra sensazione e percezione non è immediata, tanto che alcuni la considerano come un unico processo psichico in un continuum, definito appunto la senso-percezione. L'illusione è la nostra realtà, perché del mondo esterno noi vediamo il poco che i nostri occhi sono in grado di vedere e gli occhi, dicono gli inglesi, ingannano la mente! Il risultato è una rappresentazione delle cose che non è reale per niente, ma tocca al nostro cervello orientarsi fra apparenze ed enigmi. Chi si occupa di percezione parte da queste premesse, ma sa di avere alle spalle secoli di discussione filosofica, da Platone e da Aristotele in avanti. La domanda "vediamo davvero la realtà?" è dunque un antico dilemma; oggi però le neuroscienze, sviluppatosi enormemente nel XIX secolo, possono cominciare a dare una risposta, studiando gli organi di senso e analizzando la capacità del cervello di interpretare i segnali che questi gli inviano.



Florence Henri (New York 1893 - Compiègne 1982), Portrait Composition, 1937, © Martini & Ronchetti, courtesy Archives Florence Henri



Kensuke Koike, (Nagoya 1980), Lost Unfound, 2016, foto d'epoca modificata / switched vintage photo, courtesy l'artista e Rossana Ciocca, Milano-Immagine



Il museo MAN di Nuoro, che da sempre si dedica alla ricerca e ai diversi linguaggi del contemporaneo, inaugura una nuova stagione espositiva che mira a riflettere su alcuni temi sollecitati dal dramma della pandemia e della reclusione: la comunicazione interrotta, lo sguardo velato dal diaframma di uno schermo, la lettura delle immagini sottratte alla vista e restituite in una realtà virtuale! Tornare a guardare, ad allenare gli occhi e a porsi interrogativi sulla verità (o meno) della visione è lo scopo di una mostra che, partendo da antecedenti storici, dai padri nobili di una pittura di verità e d'inganno, come René Magritte e Giorgio de Chirico, apre lo spettro alle indagini estetiche più recenti in fatto di percezione e autenticità. Ecco allora le fotografie allo specchio di Florence Henri o le tavole ottico-cinetiche di Alberto Biasi, gli ambienti avvolgenti e conturbanti di Peter Kogler o Marina Apollonio; e ancora, le sculture anamorfiche di Marc Didou o le performance intese come veri e propri trompe-l'œil umani di Liu Bolin, l'uomo invisibile. Il titolo della mostra SENSORAMA è ispirato al nome di una macchina ideata nel 1957, poi realizzata nel 1960, dal regista statunitense Morton Heilig per testare esperienze sinestetiche nel suo cinema, al fine di amplificare impressioni oltre che sonore con audio stereofonico, persino con impressioni tattili, dinamiche e olfattive. Per vedere la musica è il nome di una sezione della mostra nuorese riservata a scoprire proprio la sinestesia, l'automatismo psichico che consiste nell'associare in un'unica immagine due contenuti riferiti a due sfere sensoriali diverse.
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Georges Méliès (Parigi 1861 - 1938), L'homme à la tête en caoutchouc, 1901



SENSORAMA è tanto cinema, arte d'artificio per eccellenza, "fabbrica delle illusioni" fin dal suo esordio e terreno di sperimentazioni visive delle Avanguardie. Il percorso della mostra contempla la fotografia e la cinematografia fantastica di George Méliès, basata sulla sparizione degli oggetti ottenuta con un primitivo stop frame e la levitazione di cose e persone con la ripresa a passo uno, per arrivare alle fantasmagoriche interazioni tra avanguardie artistiche (Léger, Man Ray, Picabia, Cocteau, Duchamp…) e cinema. Cinema sperimentale appunto che, facendo suo lo statuto della magia e giocando con inganni e deformazioni percettive, butta all'aria la nostra "consueta" esperienza del reale. Con l'installazione in realtà aumentata la "non realtà" esce dai suoi confini, allaga la nostra percezione e dà un accesso a nuovi significati in una visione/versione multilayer. Senza l'impiego di device, ma grazie all'utilizzo del proprio telefonino (Bring Your Own Device), si potrà vivere la fascinazione "intelligente e complessa" di un contenuto a più strati, indispensabile completamento della visione di un mondo in transizione. Il progetto si arricchisce di installazioni site specific, nel caso per esempio degli interventi studiati ad hoc per il MAN da parte di artisti come Felice Varini, autore di disegni nello spazio, monumentali quanto effimeri, oltre a una stanza magica progetta dal designer Denis Santachiara e una grotta di libri scavati come rocce da impronte di corpi impalpabili realizzata da Marco Cordero.
SENSORAMA vuole rappresentare insomma il grado zero della percezione, utile per ripulire lo sguardo, per tornare a stupirci di fronte ai paradossi della vista, per ricominciare a osservare le opere con sguardo indagatore, per avvicinarci alle immagini consapevoli di un limite fluido fra reale e virtuale, ma pronti ad aguzzare gli occhi per svelare i meccanismi che orchestrano il processo stesso della visione. Un invito a imparare a guardare, ma, soprattutto, a dubitare!

La mostra sarà visitabile al MAN di Nuoro fino al 30 ottobre 2022

Liu Bolin, (Shandong 1973), Soft Drinks, 2013 stampa a getto d'inchiostro / ink jet print, courtesy Galleria Gaburro, Verona – Milano




Liu Bolin (Shandong 1973), Piazza di Spagna, Roma, 2018. Stampa a getto d'inchiostro / ink jet print, courtesy Galleria Gaburro, Verona – Milano




Mostra a cura di Chiara Gatti e Tiziana Cipelletti
con il contributo scientifico di Baingio Pinna del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Sassari, autore del libro "La percezione visiva", il Mulino
Progetto di allestimento a cura di Denis Santachiara
Coordinamento di Rita Moro ed Elisabetta Masala
Video installazioni a cura di Storyville
Catalogo Electa con testi di Baingio Pinna, Chiara Gatti e Tiziana Cipelletti




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