Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.55 - Gennaio - marzo 2018
IL MUSEO A CIELO APERTO 

Le chiese di San Nicola di Quirra e San Giorgio Vecchio
L’eredità romanica (spesso abbandonata) nel Comune di Villaputzu!
di Angelica Porcu




Villaputzu (Sardegna). Chiesa di San Nicola di Quirra (XII° secolo)


Nel territorio del Comune di Villaputzu, nella costa Sud Orientale della Sardegna, si erge un vasto numero di beni culturali a cielo aperto, fra i quali sono presenti due piccoli gioielli architettonici romanici, uno Ŕ la chiesa di San Nicola di Quirra, l'altro la chiesa di Sant' Roxi 'Ecciu (San Giorgio Vecchio) nel centro abitato. Come Ŕ possibile apprendere dalle Epistole di Gregorio Magno, giÓ nel VI secolo sorsero i primi monasteri cristiani in prossimitÓ della localitÓ di Quirra, ma non esiste alcun documento scritto in grado di datare con sicurezza l'anno di fondazione della chiesa di San Nicola; ci˛ nonostante alcuni storici dell'arte sono concordi nel datare l'edificio alla fine del XII° secolo. Eretta nella vallata ove a far da sfondo Ŕ la rocca su cui si innalzano i resti del Castello di Quirra, la chiesa di San Nicola (restaurata negli anni '90 del Novecento) Ŕ una delle due chiese romaniche della Sardegna realizzata in mattoncini in cotto. Si tratta di una chiesa mononavata, ove a decorare la facciata sono il portale ligneo sormontato da un'arcata in mattoni a tutto sesto, una serie di arcatelle pensili nella fascia mediana e un campanile a vela. La serie delle arcatelle percorre tutto il perimetro della struttura, due monofore interrompono la muratura laterale e la parte posteriore Ŕ movimentata dalla presenza di un'abside con calotta semisferica, al di sotto della quale Ŕ visibile un'altra sequenza di arcatelle pensili e una monofora nella parte mediana.








L'abside della chiesa di San Nicola di Quirra








La facciata in mattoni di cotto di San Nicola di Quirra


A differenza della chiesa di San Nicola, che grazie ai lavori di restauro è oggi possibile ammirare nella sua primitiva forma, la chiesa di Sant’Roxi ‘Ecciu si presenta oggi in un avanzato stato di degrado. La struttura si presentava in un buono stato di conservazione fino ai primi anni del Novecento, ma già dal 1944 venne chiesto un urgente intervento di restauro, richiesta che, come è possibile capire osservando la chiesa allo stato attuale, è stata completamente trascurata.
L’edificio religioso era menzionato nelle fonti scritte già nel 1316, ma probabilmente doveva già esistere una chiesa tardo-bizantina (il culto di San Giorgio, infatti, fu portato in Sardegna dai Bizantini), anch’essa a una sola navata, interamente ricostruita e ampliata nel corso del XII secolo. Grazie ai reperti fotografici del secolo scorso si apprende che la chiesa fu eretta con influenze provenzali e toscane, queste ultime intuibili dalla presenza dell’abside rettangolare con monofora centrale, visibile ancora oggi. La chiesa presentava una facciata a capanna con un campanile a vela; l’interno era diviso in tre navate, separate tra loro da arcate poggianti su colonne di circa 120 cm. d’altezza, sormontate da capitelli decorati con abaco e pulvino secondo l’uso bizantino, differenti fra loro, probabilmente appartenenti o a una chiesa più antica ubicata nel centro abitato o al santuario di Santa Maria di Eringiana edificato a Sarcapos, città fenicio-punica e romana a poca distanza da Villaputzu.
I due edifici religiosi conducono la mente di chi li osserva in un’epoca molto lontana da quella contemporanea, ove sarebbe possibile fare un’immersione nel Medioevo riscoprendo la storia millenaria che ha interessato il territorio.



La chiesa diruta di San Giorgio Vecchio (XII° secolo ?): quel che resta della facciata con campanile a vela!



San Nicola di Quirra, per la sua particolare fabbricazione in mattoncini in cotto, attira i visitatori offrendo loro una piacevole visione anche grazie al paesaggio pittoresco che la circonda. E' possibile dire lo stesso per Sant' Roxi 'Ecciu? Purtroppo no. Nonostante si tratti di una chiesa d'età romanica, essa non ha ancora riscosso il giusto interesse nÚ come attrazione turistica, dato lo stato di totale abbandono, nÚ nel campo della ricerca storico-architettonica. Inoltre, a differenza di San Nicola, in prossimitÓ della chiesa di Sant' Roxi non esiste alcun pannello esplicativo che possa illustrare la storia della struttura e neanche sono presenti, come invece accade a Quirra, indicazioni stradali dell' esistenza dell'edificio religioso. Sono ancora pochi gli studiosi che si sono appassionati ad approfondire l'origine dell'edificio cristiano, assieme ai suoi materiali scultorei. Se, per esempio, pensiamo alla raffinata fattura dei capitelli rimasti visibili, quante informazioni si potrebbero ricavare! Sicuramente si potrebbe ricostruire la storia delle relazioni esistenti fra Villaputzu e i territori nei quali son stati realizzati i materiali lapidei, si ricaverebbero informazioni non solo ascrivibili al campo dell'arte, ma anche a quello economico, politico e religioso. Se si pensa che in passato, sotto l'antico pavimento, sono stati individuati sepolture e materiali ceramici, non sarebbe il caso di condurre una campagna di scavi da parte delle autoritÓ competenti? Si tratta di una preziosa ed antica testimonianza d'arte e di fede che includerebbe diversi settori d'indagine, dunque un'ereditÓ medioevale che meriterebbe di venir esplorata!









Chiesa di San Giorgio: torrione d'ngresso con monofora








San Giorgio: uno dei materiali lapidei in loco


Angelica Porcu, laureata in Beni Culturali; nel 2016 ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell'Arte. Collabora con riviste d'arte contemporanea on line




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