Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.59 - Gennaio - marzo 2019
IL MUSEO A CIELO APERTO 

CAGLIARI. Alla scoperta delle Bellezze poco conosciute!
I luoghi di culto del quartiere di Stampace

di Angelica Porcu


Cagliari: veduta del quartiere di Stampace



Il Bel Paese è una terra ricca di immensi tesori d'arte universalmente conosciuti e visitati da secoli da gente proveniente da tutto il mondo; tuttavia esiste in Italia anche un patrimonio artistico disseminato lungo l'intero territorio che è dai più misconosciuto o poco reclamizzato dai media, ma ugualmente degno di nota e capace di stupire e affascinare cittadini italiani e turisti stranieri. Immaginate di trovarvi nella splendida Sardegna, e precisamente a Cagliari, sul lato Ovest del quartiere di Castello, mentre siete intenti ad ammirare dal Bastione di Santa Croce il panorama della città. Cosa si trovano a contemplare i vostri occhi? Cos’è quel grande edificio ecclesiastico davanti a noi? E quella facciata barocca che si vede più in fondo? Lo spettacolo che ci appare davanti si chiama Stampace, per la precisione STAMPACE alto, uno dei quattro quartieri storici della città di Cagliari, fondato nel XIII secolo dai Pisani e abitato nei secoli passati da mercanti e artigiani, che val bene una visita per assaporarne le bellezze architettoniche, le antiche testimonianze paleocristiane e le opere d'arte che le chiese custodiscono.
Percorrendo la via Azuni, che permette l’accesso al quartiere, il primo monumento che si incontra è la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Anna, la cui costruzione risale alla fine del XVIII secolo. Un’imponente scalinata conduce il nostro sguardo verso l'imponente e mossa facciata tardo-barocca, incorniciata da due torri campanarie d'ispirazione borrominiana; all’interno della chiesa sono riconoscibili tre aree: l’aula a pianta esagonale allungata, coperta da una cupola semiellittica, il transetto sormontato da una cupola poggiante su un tamburo ottagonale e il presbiterio, con abside semicircolare. Nel mese di febbraio del 1943 la chiesa, come il resto della città, fu colpita dai bombardamenti degli alleati e subì gravissimi danni.


Rimanendo di fronte alla chiesa di Sant’Anna, ma guardando a Ovest, verso il fondo della via, è possibile ammirare un altro edificio religioso dalla facciata barocca: si tratta della chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, con annesso l’Ospedale Militare. La chiesa, fiancheggiata dalla torre medievale di Porto Scalas, venne costruita alla fine del Seicento per ospitare la sede dell’ordine dei Gesuiti.





Chiesa parrocchiale di Sant'Anna, fine XVIII secolo










Chiesa San Michele (interno), costruita alla fine del '600
per l'Ordine dei Gesuiti


La struttura architettonica, le sculture e i dipinti sono fra i più importanti esempi di arte barocca nella città di Cagliari. L’interno della chiesa, ricca di stucchi, affreschi, marmi policromi ed elementi lapidei scolpiti, presenta una pianta ottagonale con quattro cappelle per lato comunicanti fra loro. Verso la fine del Settecento venne realizzata la sagrestia in stile Rococò, nella quale sono conservate le sculture lignee di Giuseppe Antonio Lonis, artista sardo, che rappresentano i Misteri della Passione, portate in processione durante i riti della Settimana Santa che si svolgono nel quartiere.
Svoltando a destra, fiancheggiando la chiesa parrocchiale di Sant’Anna, è possibile percorrere la via Sant’Efisio, dove è possibile incontrare altri edifici di culto. Il primo è la chiesa di Santa Restituta, con la cripta dedicata alla stessa santa, edificata nel XVII secolo su un vasto ambiente ipogeico, aperto al pubblico. Questo luogo, utilizzato fin dall’età punica, fu usato nei primi secoli del Cristianesimo per praticare il culto, come dimostrato dalla presenza di elementi scultorei e pittorici. La tradizione popolare identifica nella cripta il luogo di prigionia e martirio di Santa Restituta, madre di Sant’Eusebio, vescovo di Vercelli. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’ipogeo fu utilizzato dai cagliaritani come rifugio antiaereo, come testimoniano le scritte presenti sulle pareti. In tale occasione le reliquie della santa, rinvenute nel 1614, furono trasferite e nascoste nella chiesa di Sant’Anna, in modo da esser protette dagli attacchi aerei.









Un affresco della cripta della chiesa di Santa Restituta






La statua lignea di Sant'Efisio, scolpita nel '700 da Giuseppe Antonio Lonis



A pochi metri dalla cripta dedicata a Santa Restituta troviamo il cuore vero e proprio del quartiere di Stampace: si tratta della chiesa di Sant’ Efisio, realizzata sopra la cripta del santo tanto amato dalla città di Cagliari, che ogni anno richiama tantissimi fedeli e non. Durante il mese di maggio il quartiere è impegnato nel festeggiare il martire Efisio, che dal 1 al 4 maggio compie il pellegrinaggio da Cagliari a Nora (luogo in cui fu decapitato nel 303 d.C.), per poi tornare nella chiesetta di Stampace entro la mezzanotte del 4 maggio.
Nel 1726, su progetto dell'architetto piemontese Antonio Felice De Vincenti, venne iniziata la costruzione dell'Oratorio dell'Arciconfraternita; in seguito l'edificio fu modificato per adeguarlo al più moderno stile barocco piemontese. Nel 1780 la vecchia chiesa fu demolita e la sua ricostruzione portata a termine nel 1782.
La facciata, delimitata da lesene ioniche, è spartita in tre ordini da cornici orizzontal; l'interno è a un’unica navata voltata a botte, scandita da paraste e trabeazioni di gusto classico. Sui lati si aprono tre cappelle per parte, mentre l'ampio presbiterio sopraelevato è coperto da una cupola ottagonale. L'altare maggiore, realizzato in preziosi marmi policromi, opera del marmoraro lombardo Giovanni Battista Franco, è datato 1786, mentre è del 1791 l'altare della cappella di Sant'Efisio, ove è collocata la statua del santo, opera dello scultore Giuseppe Antonio Lonis, databile alla metà del Settecento. La chiesa conserva i dipinti di Francesco Costa, Domenico Colombino e Sebastiano Scaleta.




Angelica Porcu, laureata in Beni Culturali; nel 2016 ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell'Arte. Collabora con riviste d'arte contemporanea on line




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