Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.61 - Luglio - settembre 2019
IL MUSEO A CIELO APERTO 

La chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Villaputzu.
Bellezza architettonica e ricchezza di marmi
!
di Angelica Porcu


Villaputzu. Chiesa di Santa Caterina e oratorio



AeF continua il suo viaggio nelle diverse regioni italiane alla scoperta di beni culturali meno noti ma non per questo meno interessanti, sempre strettamente collegati al contesto storico-culturale del proprio territorio. Da alcuni numeri il nostro periodico si è concentrato sulla Sardegna, per indagare le realtà artistico--architettoniche dell'isola. Nel centro abitato di Villaputzu (SU) esiste una chiesa seicentesca dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, nota agli abitanti del paese come chiesa parrocchiale di San Giorgio martire, patrono di Villaputzu da diversi secoli. Nel centro abitato esisteva una chiesa medievale, ormai in rovina, dedicata proprio al santo patrono, un edificio che in passato è stato sede della parrocchia. A causa dell’incremento demografico avvenuto in età moderna la sede parrocchiale è stata trasferita dalla chiesa di San Giorgio (oggi conosciuta col nome di San Giorgio Vecchio) alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.
Già prima della costruzione seicentesca esisteva una chiesa, costruita intorno al XII secolo dai Genovesi, dove era conservato un retablo* rappresentante proprio Santa Caterina. Quando iniziarono i lavori per la costruzione della nuova chiesa il retablo fu trasferito nella chiesetta di San Giovanni in Murerau, poco distante dal centro abitato di Villaputzu, per non essere danneggiato, ma purtroppo è andato perduto.
I lavori per la costruzione della chiesa vennero interrotti varie volte a causa della mancanza di denaro, ma anche per un'epidemia di peste che provocò numerose vittime fra il 1652 e il 1656. I lavori ricominciarono nel 1731, nel 1742 venne costruita la sacrestia e dal 1747 al 1753 il campanile.




Chiesa di Santa Caterina, navata




Chiesa Santa Caterina, altare della Madonna del rosario


La facciata della chiesa è molto semplice, con un portale d’accesso al di sopra del quale c'è un altorilievo con i simboli che caratterizzano Santa Caterina, ovvero la ruota con la palma del martirio, la corona per ricordare le sue origini principesche e la spada che le tolse la vita. Al di sopra due finestrelle quadrilobate permettono alla luce di entrare nella chiesa. Sul fianco sinistro della facciata, completata da una cornice orizzontale, è visibile il campanile a base quadrata, che in passato aveva una copertura piramidale.
L’interno della chiesa consta di una sola navata con una copertura formata da volte a botte; in fondo alla navata si trova il presbiterio, sormontato da una cupola ottagonale poggiante su una base quadrata, il cui raccordo è garantito dalla presenza di quattro pennacchi.
Ai lati della navata si aprono tre cappelle su ogni lato, alle quali si accede tramite un piccolo gradino marmoreo: al loro interno si trovano gli altari in marmo contenenti le sculture lignee dei santi. Partendo dall’ingresso della chiesa le prime due cappelle di destra e di sinistra mostrano altari simili, infatti si tratta di “cappelle gemelle”, uniformate da tale caratteristica proprio per volontà del committente, il reverendo Antioco Serra, che commissionò la realizzazione degli altari al famoso marmoraro intelvese Giovanni Battista Franco nel 1787, il quale dovette impegnarsi a terminare i lavori entro un anno.








medaglione alla base dell'altare di San Michele






Chiesa di Santa Caterina, la cupola



I quattro altari gemelli sono caratterizzati dalla presenza, alla base, di un paliotto marmoreo, con al centro un medaglione avente l’effige del santo titolare della cappella (Sant’Antonio da Padova con l’Arcangelo Michele a destra e San Francesco d’Assisi con la Madonna del Carmelo a sinistra). Il paliotto è sormontato da tre gradini a salienti che servivano d’appoggio per i candelieri, presenti ancora oggi. Tre nicchie concludono la composizione dell’altare; quella centrale, di dimensioni maggiori rispetto alle laterali, oltre ad essere sormontata da una coppia di cherubini, ospita la scultura lignea del santo titolare.
Nella terza cappella a destra l’altare marmoreo, su cui spicca la statua lignea della Madonna del Rosario, fu commissionato dal rettore Proto Piana di Osilo, realizzato nel 1770 e attribuibile alla bottega dei Franco, opera restaurata nel 1904. L’altare ospita nelle tre nicchie sculture di Santa Vittoria, della Madonna del Rosario e di Santa Lucia, realizzate alla fine del XVIII secolo da maestranze napoletane.
Nella cappella frontale, la terza a sinistra, che oggi ospita il coro, è possibile ammirare l’altare del Crocifisso, incompiuto, realizzato tra la fine del ‘700 e i primi anni dell’800 da maestranze ignote, in marmo bianco e nero con intarsi rappresentanti i simboli della Passione.




Chiesa di Santa Caterina, altare del crocifisso












fonte battesimale


Sull’altare si trovano le sculture del Cristo in croce e dell’Addolorata. Non si conosce il nome dello scultore del Cristo, che risale al XIX secolo ed è stato scolpito in legno, intagliato e policromato. Rappresentato ancora vivo, con lo sguardo rivolto verso l’alto e la testa inclinata a sinistra, il Cristo è stato modellato con ottime proporzioni corporee e un'esatta anatomia che fanno pensare all'opera di uno scultore di talento.
Nel presbiterio è visibile l’altare maggiore baroccheggiante, alla cui base è il paliotto in marmi policromi con al centro l’effige di San Giorgio, un prezioso lavoro del 1766 di Domenico Andrea Spazzi, altro valente magister lombardo del marmo. Sui preziosi gradini che sormontano la mensola poggia l’edicola con la nicchia ospitante la scultura di Santa Caterina, risalente al XVII secolo, circondata da due putti in marmo; sul fastigio, ornato da girali d'acanto e testine d’angelo, fa bella mostra di sé la scultura di San Giorgio, santo martire e patrono di Villaputzu!

nota (*) Il retablo, di origine spagnola, una grande ancona riquadrata architettonicamente con pannelli pittorici e scultorei, atta a decorare gli altari.

Angelica Porcu, laureata in Beni Culturali; nel 2016 ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell'Arte. Collabora con riviste d'arte contemporanea on line




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