Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XV - n.66 - Ottobre - dicembre 2020
MUSEO A CIELO APERTO 

Il Bel San Giovanni: origini, riti e misteri del Battistero fiorentino!
di Angelica Porcu


Firenze. Il Battistero romanico di fronte al Duomo gotico di Santa Maria del Fiore (XIV° sec)


Firenze è la culla del Rinascimento italiano. Quando si pensa a questa Città si immaginano immediatamente le architetture di piazza del Duomo e le numerose opere custodite nelle chiese e nei musei del capoluogo toscano. Chi ha avuto la fortuna di visitare Firenze ricorderà che appena si arriva in piazza del Duomo, giungendo, per esempio, da una delle vie che partono dalla chiesa di S. Maria Novella, ci si trova di fronte il Battistero di S. Giovanni, dietro cui sorge la Cattedrale di S. Maria del Fiore, nota in tutta il mondo per la celebre cupola del Brunelleschi, con il celebre Campanile di Giotto. Le tre opere architettoniche suscitano stupore in chi le osserva: si è affascinati dai colori dei monumenti, in cui a prevalere sono il bianco e il verde, dalle sculture della Cattedrale, dalle formelle con i rilievi delle tre porte bronzee del Battistero. L’aspetto artistico del complesso cattura lo sguardo e il cuore dello spettatore, ma quanti si chiedono quali funzioni ricoprissero gli edifici all’origine della loro costruzione? Scopriamo assieme quale fosse il ruolo del Battistero, esempio superbo dell’architettura romanica a Firenze.

 



Il Campanile del Duomo, iniziato da Giotto nel 1334,
continuato da Andrea Pisano e ultimato da F. Talenti (1359)
Lorenzo Ghiberti, formella della Porta dtta del Paradiso (1425/52)

Il Battistero di S. Giovanni è un edificio a pianta ottagonale rivestito di lastre di marmo bianco di Carrara e verde di Prato, sormontato da una cupola a otto spicchi poggiante sulle pareti perimetrali, ma non visibile all’esterno perché inglobata entro un tetto piramidale. Per lungo tempo si ritenne un edificio della tarda romanità per il suo rigore geometrico; come lo vediamo oggi è il risultato di un ampliamento, avvenuto tra l’XI° e il XII° secolo, della primitiva edificazione paleocristiana risalente al IV°/V° secolo. Come gli altri edifici sacri aventi la medesima funzione liturgica, il Battistero fu edificato in prossimità dell’antica Cattedrale, dedicata a Santa Reparata, sostituita in età gotica dalla grandiosa fabbrica del Duomo di Santa Maria del Fiore, opera dell'architetto Arnolfo di Cambio.
I battisteri dei primi secoli cristiani erano eretti su costruzioni già esistenti, dotati di acqua corrente. Diversamente dai nostri tempi il rito del battesimo veniva svolto non sui bambini, ma sugli adulti, dopo una catechesi che durava due anni; successivamente il catecumeno doveva affrontare un periodo di penitenza di quaranta giorni e il battesimo veniva celebrato la notte della vigilia di Pasqua.




Battistero, mosaici interni della Cupola. Coppo di Marcovaldo: Il Giudizio universale: in alto gli Apostolii nel Paradiso, in basso i dannati nell'Inferno.


Particolare dell'Inferno: Lucifero sbrana i dannati

Durante la Settimana Santa si entrava nel cuore del rito propriamente detto: il corpo del catecumeno veniva cosparso con l’olio, che non solo puliva e disinfettava il corpo ma, secondo una visione spirituale, eliminava il male, ovvero i peccati commessi. Il giorno del battesimo il catecumeno abbandonava i propri abiti nel vestibolo dell’edificio religioso, solo allora gli era consentito entrare all’interno dell’edificio. Il battesimo avveniva per immersione, a ricordo di quello di Cristo nel fiume Giordano, motivo per cui gli antichi battisteri erano dotati di ampie vasche: il formulante si sedeva sull’orlo della vasca, recitava un formulario e versava per ben tre volte l’acqua sul capo del catecumeno. Svolta questa parte della celebrazione, il battezzando doveva indossare una veste bianca e una volta uscito dalla vasca riceveva il sacramento della cresima: da quel momento assumeva l’appellativo di neofita, dunque poteva ricevere la comunione. Tutti e tre i riti venivano svolti all’interno del Battistero.

 






La facciata di Santa Maria del Fiore, ricostruita nel XIX° secolo nell'originario stile gotico italiano. Al lato il Campanile di Giotto




Nel San Giovanni, oltre al fonte battesimale utilizzato per svolgere il rito per immersione, si trovava anche una vasca più piccola per compiere il rituale della lavanda dei piedi. Questo fatto richiamava la liturgia ambrosiana, in quanto la lavanda dei piedi a Milano faceva parte del battesimo.
L’interno del Battistero, ispirato al Pantheon romano, conserva un ciclo di mosaici del XII secolo davvero spettacolari che decorano la cupola e la piccola abside, attribuiti a Cimabue e a Coppo di Marcovaldo, ove sono raffigurati i tre regni dell’oltretomba in uno stile popolaresco e di grande efficacia emotiva, soprattutto la parte che riguarda l’Inferno!
Data l’importanza storica e la singolarità del monumento fiorentino non è strano che il celebre scrittore americano Dan Brown abbia ambientato una parte cruciale del suo romanzo, intitolato Inferno, all’interno di questo edificio; il protagonista della storia narrata riesce a recuperare la maschera mortuaria di Dante Alighieri proprio nel fonte battesimale! Come sappiamo, infatti, il sommo Poeta fu proprio battezzato nel “bel San Giovanni”, da lui così definito, che ai suoi tempi fungeva anche da Chiesa, come ancora dimostra l’esistenza dell’abside (detta scarsella).
Storie, riti e misteri di uno dei più affascinanti monumenti italiani!


Angelica Porcu, laureata in Beni Culturali; nel 2016 ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell'Arte. Collabora con riviste d'arte contemporanea on line




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