Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.68 - Aprile - giugno 2021
MUSEO A CIELO APERTO 


Firenze. La Chiesa di SAN MINIATO al MONTE, un'architettura che conduce al cielo!
di Artemisia


Firenze. Chiesa di San Miniato al Monte (XI-XIII sec.,) fotografata da Ponte Vecchio


Iniziata dal vescovo Ildebrando nel primo decennio del XI secolo, ha compiuto un millennio la Basilica di San Miniato al monte, la chiesa romanica che dall’alto “soggioga” Firenze, come recita padre Dante Alighieri, e che da ogni punto della Città può essere ammirata nella sua equilibratissima bellezza. Elemento di primaria importanza nella vita del Medioevo la basilica cristiana raggiunse nella nostra Penisola esempi di grande capacità costruttiva oltre che di rinomata espressione artistica e San Miniato ne è un esempio illustre. Negli ultimi tre anni la chiesa fiorentina ha subito importanti interventi di restauro alle tre porte della facciata, ai mosaici, alla gradinata esterna d’accesso e al Ciborio, mostrandosi oggi in tutto il suo splendore.
Dedicata al primo Santo martire fiorentino, Miniato, morto durante la persecuzione dell’imperatore Decio nel III secolo d.C., si narra che fu proprio il martire che con la propria testa mozza salì sul monte ove costruì un oratorio a suo nome, divenuto poi la chiesa dedicata al Santo.


Pavimento di San Miniato con la Meridiana Solstiziale tra le più antiche!
L'elegante Pulpito marmoreo di San Miniato




La Basilica si presenta nel più puro stile romanico fiorentino; la facciata a salienti, rivestita di marmi bianchi e verdi, come quelli che decorano ill Battistero e la chiesa di Santa Maria Novella, si contraddistingue nel primo piano per le ampie arcate a tutto sesto che simulano un antico nartece schiacciato sul piano; le cinque arcate evocano la fuga delle navate interne e la decorazione dell’abside, mostrando un’estrema cura dei costruttori per l’omogeneità di soluzioni fra esterno e interno. Nella parte centrale della facciata la zona rialzata, divisa da 4 classiche paraste corinzie, è caratterizzata da un’accentuata decorazione risalente al XIII secolo, che si fa palese nel vivacissimo mosaico raffigurante Cristo fra Maria e san Miniato. In alto svetta la scultura bronzea di un’aquila, stemma dell’arte Calimala, la potente corporazione dei mercanti che aveva al tempo il patronato della Chiesa. Ma chiunque s’inoltri all’interno dell’antica Abbazia rimane stupefatto della bellezza dell’insieme, dove nessuna alterazione di stili posteriori ha inficiato l’organicità e la solennità dell’architettura che ripropone la chiarezza di una chiesa paleocristiana.

Sagrestia di S. Miniato. Affreschi di Spinello Aretino (1387). Totila e San Benedetto




Le raffinate transenne marmoree che delimitano la zona absidale





Le tre navate sono divise da fughe di arcate che, poste su colonne e su pilastri a fascio, conducono il fedele verso la zona sopraelevata del presbiterio, al di sotto del quale si estende la bassa cripta, una zona seminterrata che secondo le peculiarità architettoniche del romanico doveva custodire le reliquie del santo cui era dedicata la chiesa. Il soffitto, a differenza delle crociere romaniche, innovazione tecnica che diverrà canonica, presenta una copertura a capriate scoperte, secondo la tradizione paleocristiana e ciò consente una visione più ordinata della struttura architettonica; al di sotto dell’arcata che immette nella cripta è stato aggiunto a livello pavimentale il Ciborio del Crocifisso, commissionato in epoca rinascimentale da Piero dei Medici all’architetto Michelozzo, anch’esso restaurato nel 2019, come tutti gli altri restauri, grazie alla Fondazione  Friends of Florence. All’interno del Ciborio, una sorta di tempietto classico decorato con opere di Luca della Robbia nella volta, vi è la tavola dipinta da Agnolo Gaddi alla fine del ‘300 con Storie della Passione, mentre il Crocifisso di Giovanni Gualberto che diede il nome al tabernacolo fu poi trasferito nella Chiesa di Santa Trinita.



L'abside. Mosaico: Cristo fra Maria e S. Miniato




La cripta seminterrata, luogo per la conservazione delle reliquie



Nel catino absidale il vivido mosaico, risalente all'inizio del XIII secolo, raffigura Cristo benedicente, avvolto in un mantello verde dorato, ancora di gusto bizantino nel suo distacco emotivo;egli è seduto fra Maria Vergine e San Miniato che gli porge un modello della chiesa, mentre attorno al trono sono raffigurati i tradizionali simboli dei quattro Evangelisti.
Nel pavimento, decorato con tarsie marmoree bianche e verdi che richiamano le decorazioni geometriche del pulpito, l'ispirazione all'Oriente è evidente nei segni zodiacali e nelle rappresentazioni di animali. Tra le curiosità è interessante il bellissimo quanto antico Zodiaco marmoreo pavimentale che la Chiesa conserva intatto (inizio XIII secolo): nel solstizio d'estate viene illuminato da un raggio di sole esattamente il segno del cancro e ciò si è capito soltanto 10 anni fa! Anche se la decorazione geometrica delle pareti interne è stata realizzata alla metà del 1800 volendo emulare, con mediocri risultati, quella originale romanica, l'insieme della Chiesa può essere collocato nella storia continuativa di stile e di misurata armonia che a Firenze, partendo dall'arte classica e paleocristiana, conduce attraverso lo stile romanico e gotico fino all'architettura brunelleschiana.


Lo splendido interno della Chiesa. Dinanzi al presbiterio e tra le arcate che conducono alla cripta vi è il Ciborio del Crocifisso


Ambiente molto suggestivo è la cripta per la fioca luce proveniente da 5 finestrelle che rischiarano gli affreschi di Taddeo Gaddi, dipinti nel 1340; le volte a crociera che la ricoprono poggiano su 38 colonnine, molte delle quali potrebbero essere di spoglio, ovvero riutilizzate da edifici antichi, forse da quei templi pagani che la leggenda vuole essere stati distrutti da San Miniato sulla collina quando fondò l'oratorio da cui ebbe origine la Chiesa. Tuttavia molti dei capitelli delle colonne della navata centrale sono sicuramente recuperati da costruzioni romane, come avviene spesso nelle chiese dell'Alto Medioevo. San Miniato possiede al suo interno altre due preziose testimonianze tipiche della propria epoca: il pulpito e le transenne. Luogo sopraelevato in cui il prete commentava i brani evangelici al popolo, poggiante su due colonnine e decorato con riquadri a mosaico e rosette, il pulpito marmoreo ha un bel leggio sostenuto da un'aquila e da una figura umana di telamone. Esso si appoggia in parte sulle transenne che dividono la zona presbiteriale dall'aula dei fedeli, decorate con riquadri marmorei abbelliti da diverse figure geometriche, opere di ottima fattura e di grande eleganza realizzativa.
Per finire non si può dimenticare la bella scalinata in travertino che dà accesso alla Chiesa, anch'essa ripulita con cura nella campagna di restauro del 2019, cammino mistico di preludio alla visita di un'architettura religiosa che sembra veramente creata per elevare l'anima verso il cielo!



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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