Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.70 - Gennaio-marzo 2022
MUSEO A CIELO APERTO 


Roma. A Piazza Navona la BELLEZZA si moltiplica!
di Bruna Condoleo


Tiziano Vecellio: Amor sacro e Amor Profano (part. volto dell'Amor profano)
Tiziano, part. dell'Amor sacro


IN OCCASIONE DELLE FESTIVITà NATALIZIE Roma ha mostrato nuovi modi per far conoscere e apprezzare il patrimonio della sua Grande Bellezza. Chiunque abbia visitato durante questo periodo Piazza Navona all'imbrunire, sarà divenuto spettatore di un evento emozionante: opere d'arte immortali proiettate sui Palazzi della Piazza! Non si tratta sicuramente di un'iniziativa del tutto nuova, tuttavia Piazza Navona, una delle più belle del mondo, già ricolma di opere architettoniche e scultoree di altissimo valore artistico, non aveva mai assistito a un' operazione come quella che tenterò di raccontarvi a parole e con immagini. Trovarsi al centro di tanta magnificenza e vedere proiettati sculture e dipinti celebri è un'esperienza unica quanto esaltante: figure gigantesche, gesti, sguardi e particolari di opere ingrandite sulle facciate dei Palazzi seicenteschi stordiscono per la loro bellezza generando un turbinio di sensazioni diverse. I volti bellissimi dell'Amor sacro e l'Amor profano, il dipinto di Tiziano conservato alla Galleria Borghese, compaiono inattesi: l'Amor profano, una donna riccamente abbigliata di cui vediamo soltanto il bel volto, incorniciato dalla fulva capigliatura, ci guarda con occhi seri e sereni. Di fianco a quest'ultima appare un'altra donna (nella tela di Tiziano posta più in alto della figura precedente), a lei simile nei tratti somatici (ma nuda nel quadro), che rappresenta l'Amor sacro: il suo delicato profilo, i morbidi lineamenti, il colorito caldo delle guance e la luminosità della chioma risaltano nel buio della sera romana!







Caravaggio, La Madonna dei pellegrini (part.)
Caravaggio, La Madonna dei pellegrini (part.)




Qualche minuto dopo i visitatori della Piazza vengono attratti da un altro capolavoro che si illumina sulla facciata di Palazzo Braschi: è la Madonna dei Pellegrini, dalla grande tela di Caravaggio conservata non lontano nella chiesa di Sant'Agostino in Campo Marzio. Giganteggia nella sua popolana bellezza l'immagine della Vergine con il Bambino Gesù tra le braccia: ella guarda due poveri vecchi pellegrini inginocchiati, i cui volti appaiono sul Palazzo vicino, mentre con semplici gesti porgono un' umile e devota preghiera. Affascinante questa scultorea Madonna, rappresentata con le fattezze di Lena, ovvero Maddalena Antognetti, cortigiana e modella amata dal Pittore, figura reale e molto terrena nelle sue sembianze, ma senza alcuna volontà di dissacrazione da parte dell'Artista lombardo, così come la povertà estrema con cui sono dipinti i pellegrini non è atto indecoroso, ma frutto dell' attenzione di Caravaggio per gli "ultimi e i diseredati". Le immagini si susseguono e il visitatore rimane attratto da due sculture: il volto di Apollo e quello di Dafne, particolari emozionanti del gruppo scultoreo creato nel 1622/25 da Gian Lorenzo Bernini, protagonista indiscusso del Barocco romano, su commissione del cardinale Scipione Borghese. Il mito è noto fin dall'antichità e ben descritto nelle Metamorfosi ovidiane: il dio, invaghitosi della ninfa Dafne dopo essere stato trafitto dalla freccia d'oro che Cupido gli ha scoccato, vuole far sua la fanciulla che invece ha ricevuto dallo stesso Cupido la freccia di piombo, ovvero del non amore.




Gian Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne (part. di Apollo)
Gian Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne (part. di Dafne)




Dafne, pur di non essere raggiunta dal dio, si rivolge al padre Peneo chiedendogli di trasformarla in qualsiasi altra forma pur di non dover cedere ai desideri di Apollo! Nella sua scultura Bernini scolpisce l’attimo del divenire in cui la ninfa, appena sfiorata dal dio, sta inesorabilmente trasformandosi in un albero di alloro! Il volto di Apollo esprime l’ansia di afferrata la ninfa in fuga, ma rivela nello sguardo anche l’incipiente delusione: le pupille sono in rilievo, i capelli sono mossi dal vento per la corsa affannosa, mentre il viso della ninfa è atterrito. Dafne, infatti, sta subendo la metamorfosi: le mani sono divenute in parte ramoscelli e foglie di alloro e il piede sinistro si è mutato già in radice, una corteccia sta avvolgendo il corpo nudo e lo spavento si legge sia nello sguardo sia nel grido che esce dalle sue labbra: luci e ombre si alternano sui due protagonisti accentuando il pathos dell’evento.
Non è spenta ancora l’emozione delle sculture berniniane che sulle mura dei Palazzi continuano ad apparire bellissime e dolci Madonne rinascimentali con il Bambino, ritratti romantici di fanciulli e di vecchi stanchi, fino al momento culminante, forse inatteso: la Creazione di Adamo di Michelangelo, dipinta nella Cappella Sistina, si staglia luminosa sulle facciate buie! Da un lato un languido progenitore dal corpo scultoreo e dai lineamenti perfetti allunga il braccio per toccare la mano di Dio che giunge volando, dinamico e potente, per infondere in quel corpo appena creato a sua immagine la propria energia.

 





Michelangelo, la creazione di Adamo (part. di Dio)
Michelangelo, particolare di Adamo




Michelangelo, Il volto del Creatore (part.)




Da quel contatto elettrico fra il dito di Adamo e quello del suo Creatore scoccherà nell’uomo la scintilla vitale e Dio, grande vecchio dalla barba bianca, dalle chiome al vento, ma dalle membra poderose come quelle di un giovane, riempie la facciata di Palazzo Pamphilij della propria inarrestabile forza creativa. Sotto la volta di un incredibile cielo stellato che abbraccia la Piazza esaltando le imponenti sculture del Bernini, la dinamica chiesa del Borromini con gli svettanti campanili e le belle fontane le emozioni si affollano e suggeriscono il sentimento di un tempo che azzera se stesso: tutto è incanto e meraviglia, mito e storia s'intrecciano in uno scenario di Bellezza eterna!
“Amor che move…."

L' interessante progetto è promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è curato dall’architetto Livia Cannella



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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