Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.29 - Giugno-settembre 2011
DALLA CINA CON AMORE 

LA CINA E' VICINA

54 Biennale di Venezia: "Menglong – Oscurità"
di Ilenia Filipponi




In occasione dell'esposizione internazionale della 54 Biennale di Venezia si sta tenendo, evento collaterale e in polemica con la tematica della Biennale, la collettiva d'arte cinese dal titolo Menglong-Oscurità, che presenta al pubblico le opere di tre artisti di rilievo: Qiu Anxiong, Qiu Xiaofei e Jia Aili. L'esposizione, a cura di Zhu Tong ed Eleonora Battiston, è stata organizzata dal Nanjing Sifang Art Museum, con lo scopo di portare a conoscenza dell'Occidente il nuovo spirito dell'arte cinese contemporanea attraverso i lavori di tre artisti molto significativi.
"Oscurità" è il titolo dell’esposizione allestita in Campo SS. Giovanni e Paolo, a Venezia, ed è nell’oscurità della Sala S. Tommaso che il visitatore deve addentrarsi per ammirare le originali creazioni di questi artisti per comprendere il loro mondo, le voci delle loro anime che sussurrano all’orecchio attento parole incisive, foriere di un pensiero celato, di un’emozione nascosta.


Qui Xiaofei: Sketch the sketch lesson, 2006
 



Qui Xiaofei: Three thousand feet, 2010.


E' il loro un universo sofferente, conflittuale, spezzato in due, diviso tra i sistemi di credenze del passato e le angosce e le speranze di un futuro diverso, che sta nascendo. Un avvenire ancora immerso e dormiente nel buio della crisalide, le cui tenebre, che contengono il seme di una nuova nascita, fanno paura. Il cambiamento genera timore, si sa, e questi artisti , instaurando con il pubblico un'intensa comunicazione attraverso l'immediatezza del contenuto delle loro opere, fanno sì che l'osservatore occidentale possa cogliere l'essenza delle loro emozioni, sentire il timore del nuovo, il senso di confusione e talvolta di isolamento che l'artista cinese contemporaneo custodisce in sé. E' un sentimento di solitudine e di smarrimento creato da una lotta interiore, tra il desiderio di voler dare valore al singolo e l'importanza che il concetto di collettività e di gruppo riveste nella società cinese sin dall'antichità, lotta che si riflette in un dibattito sul ruolo di un'arte che sta cambiando profondamente. L' artista cinese si sente in balìa del conflitto più duro, che è quello da affrontare con se stesso, ma si sente anche illuminato da un coraggio capace di donargli una speranza nell'avvenire e la fiducia nel cambiamento di un'intera società.




Qiu Xiaofei: Cakravada mountain, 2008





La luminosità emanata dai lavori esposti è, invece, non solo l'unica fonte di luce che ci fa strada all'interno della mostra, ma anche e soprattutto una metafora della voglia di mutamento dei tre artisti, pur circonfusa dal timore dell'ignoto, ma sempre unita alla loro voglia di crescere.
I video di Qui Anxiong, allestiti sui finestroni della Sala S. Tommaso, presso Campo SS. Giovanni e Paolo, mostrano tanti volti delineati con inchiostro, che traducono visivamente lo smarrimento degli esseri viventi nel mondo attuale.
L'opera di Qui Xiaofei, invece, si rivolge all'analisi della propra vita e dei suoi ricordi infelici di bambino, con una madre schizofrenica e un ambiente intriso di follia, proiettato su grandi schermi.
Infine Jia Aili sceglie di raccontare sulle tele un mondo surreale e cupo, in cui le paure si fondono con il mondo dei sogni, esprimendosi in ritmi silenziosi e pieni di angoscia.


Jia Aili: The wasteland, 2007.
 
Qiu Anxiong: Temptation of the land 2009.


Le creazioni, esposte a Venezia (Castello), provengono dunque da una percezione spirituale propria dei moderni artisti cinesi, ma anche da ciò che vedono i loro occhi neri, desiderosi di "vedere", come ha scritto Gu Cheng, poeta oscuro, in una sua lirica del 1979: la notte nera mi ha dato occhi neri, ma li uso per cercare la luce.
Ammirando questi lavori contemporanei, originali e talvolta dai contenuti provocatori, il pubblico può rendersi consapevole del fatto che, così come la Cina è cambiata e continua a cambiare, anche l'arte cinese non cessa di mutare forme d'espressione e tematiche, che si arricchiscono di pari passo all'apertura del Paese di Mezzo nei confronti del mondo.

La mostra Menglong- Oscurità , inaugurata il 3 giugno scorso, si concluderà il 9 settembre 2011.
info: m.deluca33@virgilio.it


Ilenia Filipponi, dottoressa in Lingue e Civiltà orientali e mediatrice interculturale
mail: ileniastella@hotmail.it



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