Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.30 - Ottobre-dicembre 2011
DALLA CINA CON AMORE 

LA CINA E' VICINA

Oltre la tradizione. I maestri della pittura moderna cinese
di Ilenia Filipponi




Come parte integrante delle iniziative organizzate in occasione dell'Anno culturale della Cina in Italia, si sta tenendo a Roma, nelle sale di Palazzo Venezia la mostra “Oltre la tradizione. I maestri della pittura moderna cinese”, che ospita le opere di importanti artisti cinesi vissuti tra la metà del diciannovesimo secolo e la metà del ventesimo secolo, periodo che rappresenta per la Cina uno stadio di transizione, testimonianza dell'inizio di profondi mutamenti sociali e culturali.
L'esposizione, promossa dalla Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, Rossella Vodret, è curata da Fan Di'an, direttore del Museo Namoc di Pechino, da cui provegono i preziosi lavori esposti. La mostra si concentra sulle opere di sei pittori che, facendo da ponte tra l'antica tradizione artistico-culturale cinese e l'avvento della modernità, lasciano vivere dinnanzi agli occhi dello spettatore occidentale immagini di un mondo lontano e misterioso: volti, paesaggi, fiori e animali dalle forme fluttuanti e dai corpi vibranti di energia, la magia di una realtà che sembra più vicina al sogno. Queste creazioni pittoriche, pur impregnate della ricchezza di una storia e di una cultura millenarie, sono proiettate verso il futuro, alla ricerca di una modernità che possa permettere all'artista di oltrepassare i limiti della tradizione, senza tuttavia rinnegarla. Superare la tradizione significa osare, rischiare, rompere i muri di schemi mentali per giungere ad una libertà di linguaggio artistico, frutto di una rinnovata consapevolezza.


Qi Baishi, Falene azzurre, 1944, inchiostro
e colore su carta. Pechino, Namoc
 



Pan Tianshou, Gatto dormiente, 1954,
inchiostro e colore su carta. Pechino, Namoc




In un mondo come quello cinese in cui nulla può esistere se non in relazione al proprio opposto, questa consapevolezza è un far luce sul lato oscuro che permette alla tradizione di esistere pur nella modernità, che non viene concepita cancellando la tradizione, ma partendo da essa. E' questo, infatti, un concetto di attualità artistica che pur continuando ad essere profondamente legato alle solide basi del passato e valorizzato in alcuni suoi aspetti, apre spiragli di luce capaci di assimilare novità espressive, come quelle che provengono dall'arte Occidentale, con cui i cinesi stanno entrando in contatto e che contribuirà ad un arricchimento e ad una crescita dell'arte del Paese di Mezzo.
Le opere di questa mostra sono per lo più dipinte ad inchiostro su rotoli orizzontali o verticali in carta, e l'esposizione è suddivisa in tre sezioni, ognuna delle quali dedicata ad uno dei principali generi pittorici della tradizione cinese: la ritrattistica, il genere “fiori ed uccelli” e la pittura di paesaggio. Questi generi vengono rielaborati dai Maestri che osano intraprendere la via di un rinnovamento artistico dal quale si lasciano travolgere come da un'onda.



Huang Binhong, Case sul lago, 1947, inchiostro e colore su carta. Pechino, Namoc




Ren Bonian, Ritratto di Zhao Dechang e di sua moglie, 1885, inchiostro e colore su carta. Pechino, Namoc




La prima sezione della mostra è dedicata al ritratto, che tradizionalmente in Cina non doveva essere realistico né somigliante al soggetto, ma il suo scopo era quello di trasmettere le caratteristiche interiori del personaggio rappresentato attraverso una simbologia codificata. Il ritratto nell'arte del Paese di Mezzo appare tradizionalmente piatto, mentre nelle opere di pittori come Ren Bonian (1840-1895) e Jiang Zhaohe (1904-1986), di cui possiamo ammirare i lavori, inizia ad acquistare volume e ad appropriarsi di un'insolita espressività e di un pathos che risultano profondamente innovativi per l'arte cinese. Anche i soggetti iniziano a cambiare, poichè ai ritratti dei letterati si preferiscono rappresentazioni di vita quotidiana e di personaggi comuni.
La seconda sezione, che raccoglie opere appartenenti al genere fiori e uccell, si ispira alla natura nelle rappresentazioni di fiori, farfalle, pesci, insetti e piccoli animali che nella cultura cinese sono simboli beneaugurali. I rotoli esposti appartenenti a questo genere pittorico sono quelli dei famosi Qi Baishi (1864-1957), chiamato anche “il Picasso della Cina”, e Pan Tianshou (1897-1971), grande conoscitore della pittura occidentale, che sostituisce il pennello con la propria mano e rivoluziona con coraggio i canoni compositivi tradizionali.


Jiang Zhaohe, Accattonaggio sulla strada (copia), 1938, inchiostro e colore su carta. Pechino, Namoc
 
Li Keran, Mille foglie rosse dovunque sui monti colorano gli alberi fila dopo fila, 1973, inchiostro e colore su carta. Pechino, Namoc



Le ultime sale dell'esposizione sono invece dedicate alla pittura di paesaggio, chiamata shanshui, termine che significa montagne e acque, considerata in Cina la forma d'arte più nobile. Questa sezione è presentata dalle opere di pittori eccezionalmente innovativi sia nella composizione che nelle tecniche usate, quali Huang Binhong (1865-1955) e Li Keran (1907-1989), il quale attraverso le sue creazioni racconta il suo paese dipingendo quasi en plein air e abbandonando la classica concezione cinese della pittura di paesaggio come rappresentazione mentale.
E' proprio Li Keran a dare nuovo impulso al linguaggio contemporaneo spronando gli artisti come lui ad “immergersi nella tradizione col massimo impegno e distaccarsene col massimo coraggio”, andando oltre in un'azione che è sinonimo di rinascita nell'acquisizione di una moderna consapevolezza. L'importanza della conoscenza profonda della propria cultura per gli artisti cinesi è basilare anche per superarne i limiti e iniziare un confronto con altre civiltà e paesi e un conseguente e costruttivo mutamento, capace di condurre verso culture e linguaggi artistici diversi.


Ilenia Filipponi, dottoressa in Lingue e Civiltà orientali e mediatrice interculturale
mail: ileniastella@hotmail.it



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