Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.33 - Luglio - settembre 2012
DALLA CINA CON AMORE 

LA CINA E' VICINA

Yun-Jung Seo: "Memorie"
di Ilenia Filipponi





A Roma, presso la Galleria Arte e Pensieri di via Ostilia, in pieno centro storico, si è svolta con successo la mostra di Yun-Jung Seo, giovane artista coreana dalla formazione internazionale, nonché allieva del maestro scultore Carlo Lorenzetti. Yun-Jung Seo, nata a Seoul nel 1979, nel 2006 si laurea in scultura presso l’Ewha Womans University di Seoul, ricevendo il premio “The Honorable Alumnae Award”. Si interessa anche alla grafica, al disegno e alla fotografia, e nel 2002 si trasferisce nella città di Roma dove vive e lavora.
”Memorie”è il titolo dato all’esposizione delle sue creazioni dall’immagine semplice, armoniosa ed essenziale. Memorie sono anche quelle che troviamo riflesse e celate nelle forme astratte delle originali opere dell’artista, che fanno da tramite tra l’arte rinascimentale e la letteratura contemporanea italiana, rendendo omaggio ed ispirandosi a Lorenzo Lotto e a Gianni Rodari.


Cielo - terra, 2010-2011, carta, filo di ottone e acquarello
 



I Mari, 2010-2011, carta, filo e ranelle di ottone e acquarello




La tendenza all’astrazione nonchè il rigore costruttivo, insieme all’attenzione nei confronti di una dimensione onirica ed esistenziale che rimanda la mente dello spettatore all’opera di Rodari, si uniscono attraverso la luce di un’emozione vibrante che prende vita tra le immagini delle composizioni dell’artista coreana. Un’emozione, questa, che come un filo di energia viva, è capace di collegare le memorie di un passato artistico alle novità di un presente tutto da costruire e sempre in divenire. Fili di memoria e di ottone sono quelli che percorrono la superficie delle opere di Yun-Jung Seo, talvolta insinuandosi come luminose vene pulsanti, talvolta spezzandosi all’interno della composizione contraddistinta da linee tese e geometriche. Sulle candide superfici di queste creazioni i giochi di luci e di ombre come in una danza si intrecciano rendendo l’opera vitale, mutevole e in continuo movimento.


Memoria III, 2011, legno, filo di ottone e acquarello



Combinando brillanti filamenti di ottone al legno o alla carta, la quale talvolta mostra bruciature che spiccano nel bianco come ferite, Yun-Jung Seo conferisce all’opera un tocco di colore attraverso delicate pennellate di acquarello. Esse con eleganza si espandono leggiadre tra materiali dalle diverse forme e consistenze, contribuendo alla realizzazione di una perfetta armonia compositiva. Ciò che più colpisce l’occhio dell’osservatore e che dà un significato all’immagine, è a mio avviso il filo d’ottone presente in tutte le opere esposte, talvolta estremamente teso, come in “Mari”, talvolta più morbido e flessuoso, come in “Cielo-Terra”, oppure combinando rigidità e morbidezza, come in “Memoria III” che costituisce un vero e proprio segno dell’identità dell’artista. E’ attraverso i movimenti di questa sua “firma” che Yun-Jung Seo parla di sé allo spettatore mettendolo davanti alla rappresentazione di un’interiorità umana che sceglie l’arte astratta come mezzo efficace e coerente di espressione.



Ilenia Filipponi, dottoressa in Lingue e CiviltÓ orientali e mediatrice interculturale
mail: ileniastella@hotmail.it



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