Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.38 - Ottobre - dicembre 2013
DALLA CINA CON AMORE 

LA CINA E' VICINA

VISUAL CHINA. Realismo figurativo contemporaneo
a cura di Artemisia



Leng Jiun.Tardo autunno,2012, olio su tela


Luo Min. Foresta di populus euphratica, 2006, olio su tela


Leng Jiun. Ritratto di Xiao Jiang, 2011, olio su tela




Settanta opere di artisti cinesi, scelte dai curatori della mostra “Visual China. Realismo figurativo contemporaneo”, Claudio Strinati e Nicolina Bianchi, sono state esposte a Roma, al Complesso del Vittoriano nel mese di settembre 2013 e ci hanno mostrato un panorama inedito delle espressioni artistiche della Cina di oggi. Le opere di Maestri ormai accreditati e di giovani artisti, tutti provvisti di un’abilissima tecnica pittorica, ci hanno svelato un mondo affascinato dalla cultura dell’Occidente figurativo, sia di quella passata, soprattutto seicentesca italiana ed europea, sia delle avanguardie iperrealistiche statunitensi, tanto da impressionare il visitatore per la consapevolezza del linguaggio artistico, ma anche per la capacità di rielaborarlo con soluzioni autonome. La perizia tecnica e il virtuosismo formale e cromatico degli 11 Maestri cinesi espositori sono risultati stupefacenti per il pubblico.





Guo Runwen. Nastro per capelli
rosso, 2012, olio su tela


Chen Zijun. Sussurro,2008, olio su tela


Pang Maokun. Fanciulla seduta, 2013




La mostra -Visual China. Realismo figurativo contemporaneo- precisa Nicolina Bianchi- è lo spaccato di un inedito racconto di undici preziose fisionomie figurative della contemporaneità cinese che autorevolmente definiscono, secondo il ricco bagaglio di esperienze accademiche e di una propria, costante ricerca, l’immagine culturale della Provincia di Hubei in una Cina, che da anni è icona della più prestigiosa esuberanza creativa del nostro tempo”. Le opere di Xin DongWang, Leng Jun, Ma Lin, Xu Mangyao, Luo Min, Pang Maokun, Guo Runwen, Zhu Xiaoguo, Liu Xin, Wang Xinyao, Chen Zijun, interpreti di una colta espressione figurativa evolutasi soprattutto nell’ area della “Provincia di Hubei “, dinamico centro di studi e ricerche artistico-culturali, hanno riempito le sale del Vittoriano con immagini che mostrano senza dubbio una corrente dell’arte attuale molto vicina alla concezione realistica dell’Occidente, ma evidenziano anche il tentativo di una via autonoma per la raffigurazione del reale, che si concretizza spesso in un’ atmosfera di spaesamento e in un senso magico della forma.
Così Nicolina Bianchi nell’esaustivo catalogo della mostra: “ Maestri che ben si integrano nel più ampio concetto del ‘realismo figurativo universale’, e ci coinvolgono nelle suggestive luci e nelle particolari atmosfere della ritrattistica e del paesaggio, interpretati nell’equilibrio cromatico e formale di una propria raffinatezza tecnica di virtualità e simbologia”.
Molti degli 11 pittori evocano l’arte seicentesca, gli effetti di luce caravaggesca, l’attenzione all’analisi psicologica e il rigore del disegno; tuttavia alcuni di essi si allontanano dalla mera imitazione della realtà attraverso un linguaggio più espressionistico e simbolico. Precisa a riguardo Claudio Strinati: “… il problema è nel percepire quanto la volontà di stare radicati a una qualsivoglia idea di realtà possa rigenerare il lavoro dell’artista che da un lato si sente profondamente e talvolta totalmente coinvolto nel dialogo Oriente-Occidente e dall’altro rivendica orgogliosamente una propria specificità nell’approccio al reale anche quando questo approccio assume le sembianze conferitegli dalla tecnica a olio (o ad acrilico) che è tipica e quasi esclusiva della tradizione occidentale e che quindi può sembrare quasi una sorta di traduzione da un linguaggio a un altro”.
 
Pang Maokun. Nella stagione dei fiori n.10,
2013, lio su tela
Artisti come Pang Maokun e Leng Jun sbalordiscono per la precisione del segno, per la cura minuziosa dei particolari, per l’intensità dei ritratti iperrealistici, ma mai privi di suggestioni psicologiche; altri, come la giovane Chen Zijun e Zhu Xiaoguo, elaborano un linguaggio ricco di tensione emotiva e una tecnica pittorica che disfa le forme con un melange cromatico di grande effetto; altri ancora, come Liu Xin e Guo Runwen, circondano i loro ritratti di un’atmosfera ottocentesca, dove la morbidezza delle tinte e i giochi chiaroscurali sanno creare atmosfere sospese. Tutti stupiscono per la ricercata rielaborazione dei linguaggi storici provenienti dalla cultura occidentale e per la capacità di adeguarli alla realtà della Cina contemporanea.

La mostra, promossa dalla Fondazione China Wuhan Rongbaozhai e dall’Istituto d’Arte Internazionale Meilidao Cina Pechino, progettata da Maurizio Fallace e da Ma Lin-, è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando, con la collaborazione del periodico Segni d’Arte.



Zhu Xiaoguo. Jiangnan poesia notturna, 2013, olio su tela




Zhu Xiaoguo. Stagno di un tardo autunno, 2013,
olio su tela


 


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