Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VI - n.25 - Luglio-ottobre 2010
IN MOSTRA 



Omaggio a Louise Bourgeois, geniale scultrice del nostro tempo
di Bruna Condoleo





Il grande ragno che apre la mostra a Venezia




Parigina di nascita, ma americana d'adozione, Louise Bourgeois visse dall'età di 27 anni a New York, dopo aver continuamente viaggiato con la famiglia (il padre era militare). All'età di otto anni, seconda di tre figli, Louise rimane orfana di una madre superprotettiva e da lei molto amata, mentre con il padre, uomo autoritario che presto si risposerà, ebbe sempre un difficile rapporto affettivo. I problemi della sua infanzia, il senso di costrizione e di insofferenza, causato dai precari rapporti familiari, l'hanno seguita fino alla morte, avvenuta nel 2008, alla veneranda età di 97 anni; tuttavia la sua lunga esistenza è stata densa di eventi e di riconoscimenti artistici, seppure tardivi. Subito dopo la laurea alla Sorbona, Louise comprese che era l'arte, o meglio la scultura appresa all'Ecole des Beaux-Arts di Parigi, la sua grande vocazione. A New York, dove visse con il coniuge, storico dell'arte Goldwater, iniziò a partecipare ad alcune mostre, anche se per molto tempo il suo impegno di madre di tre figli la distolse dal lavoro e dall'attività espositiva. Al '49, all'età di 38 anni, data la prima personale di scultura, ove espone figure umane allungate, legni e bronzi dipinti di nero, bianco e blu, che rivelano influenze surrealiste. Dagli anni '60 si dedica alla lavorazione del metallo e alla creazione di installazioni in cui, ormai autonoma nella ricerca formale e contenutistica, la scultrice elabora un singolare linguaggio figurativo, in cui i temi della
sessualità femminile e quelli legati ai rapporti famigliari e alla memoria divengono l'espressione matura di uno stile inconfondibile. Già abbastanza conosciuta negli anni '70, accresce la sua popolarità prima con la partecipazione a “Documenta 1983”, poi grazie ad una prima retrospettiva delle sue opere svoltasi al Moma di New York. L'Artista utilizza con sapienza tutti i materiali, legno, bronzo, argilla, il marmo nero che predilige, ma non disdegna materie povere e inconsuete, come i tessuti e le stoffe che costituiscono l'oggetto della recente mostra veneziana, in corso di svolgimento presso la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
Il potere della memoria, la presenza protettiva e nello stesso tempo incombente del ragno, simbolo e metafora dell’amore materno, le gioie e i drammi dell’infanzia, le paure e le insoddisfazioni legate alla condizione femminile: queste le tematiche ricorrenti delle sue opere, aggressive e potenti, che assumono forme inedite


Crouching Spider, 2003, acciaio. Fondazione Vedova, Venezia

spesso sconvolgenti, come il ragno gigante, presente anche nell’attuale mostra veneziana, che ci avvolge e ci ripara dalle insidie del mondo, ma anche ci intrappola minaccioso nelle fitte trame della sua rete. Alcune sue opere sembrano materializzazioni di incubi onirici, spesso sono metafore di un’estrema solitudine esistenziale, oppure ossessioni sessuali trasfigurate in forme falliche. Nelle Cells (cellule) realizzate negli anni ’80, gli oggetti più diversi, vestiti, giocattoli, specchi, rocchetti di filo… introducono il fruitore in un mondo misterioso, fatto di ricordi, di storie, di incontri e di persone di cui rimangono occhi, braccia, piedi e mani, relitti ingigantiti e inquietanti di rapporti umani. Nella mostra veneziana, curata da Germano Celant, che si apre con il grande ragno in acciaio, Crouching Spider del 2003, sono esposte, oltre alle sue Cells, una serie di opere inedite, disegni e sculture realizzate dalla Bourgeois in stoffa dal 2002 al 2008:  The Fabric Drawings. La scultrice ha utilizzato stoffe di abiti personali, appartenuti alla sua famiglia, alla madre e a se stessa e attraverso un percorso
emotivo che si avvale della riappropriazione delle cose indossate, l’Artista ha inteso creare una rivisitazione concreta e materiale del tempo passato. Attraverso il potere della memoria ella usa gli oggetti, in questo caso i tessuti personali, intrisi di storie e di sensazioni vissute, in modo plastico-emotivo a simboleggiare un femminile potente quanto martoriato dalle situazioni della vita e dalle sofferenze psichiche. Nei suoi Fabric Drawings la Bourgeois elabora eleganti intrecci di tessuti dai colori cangianti e teneri, che risultano creazioni in bilico tra composizioni floreali e cromatiche astrazioni. Così la scultrice stessa spiega il suo lavoro: “ La motivazione del (mio) lavoro è sopprimere l’indicibile. Vestirsi è anche un esercizio della memoria. Mi fa esplorare il passato: come mi sentivo quando indossavo quel certo vestito. I vestiti sono segnali stradali, nella ricerca del passato”


"The Fabric Drawings". La Bourgeois ha utilizzato stoffe e tessuti apartenuti alla sua famiglia e a se stessa con i quali ha creato forme geometriche e astratte
 

Una suggestiva prospettiva della mostra veneziana tra le zampe sottili del "ragno"


L'interessantissima mostra che si sta svolgendo a Venezia, nel Magazzino del Sal, ridisegnato da Renzo Piano, chiuderà il 19 settembre 2010.

Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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