Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.30 - Ottobre-dicembre 2011
IN MOSTRA 



Die Brücke: il Ponte
di Bruna Condoleo





Erich Heckel, Ragazza con liuto, 1913 olio su tela, Berlino, Brücke-Museum




A Passariano di Codroipo, in provincia di Udine, nella sede di Villa Manin, si apre il 24 settembre prossimo la mostra Espressionismo, che ospita cento opere provenienti dalla collezione dal berlinese Brücke Museum. Si tratta di dipinti e di opere grafiche dei massimi esponenti del movimento espressionista tedesco, fondatori del gruppo “Die Brüche” (il Ponte), nato nel 1905 a Dresda: Ernst Ludwig Kirchner, Max Pechstein, Erich Hechel, Karl Schmidt Rottluff, Emil Nolde e Otto Mueller. La pittura di questi giovani studenti del Politecnico, imbevuti della filosofia di Nietzsche, fu per la Germania guglielmina l'espressione più forte e pregnante del disagio sociale, del conflitto tra vita e società e in qualche modo fu premonitrice dei cupi eventi bellici che avrebbero di lì a poco funestato l'Europa.
Con la ferocia del segno, brutale e pesante e con l'accecante violenza del colore, usato a larghe campiture, gli artisti tedeschi gridano il loro malessere: i Fauves, Gauguin e van Gogh ispirano la loro pittura, ma sono Ensor e Munch, precursori nordici dell'Espressionismo europeo, a suggerire loro le deformazioni più rabbiose dell'anatomia, molto vicine alla scultura primitiva africana e polinesiana.
Nei dipinti di questi giovani, manichini spigolosi, delineati con colori gridati e con forme taglienti suggeriscono l'inquietudine di una generazione che ha voluto opporsi con un linguaggio pittorico aggressivo e disarmente all'indifferenza e al conformismo della società borghese dominante. Schmidt-Rottluff fu il suggeritore del nome del movimento, che nelle intenzioni degli artisti doveva rompere in modo netto con il passato accademico, ma anche “gettare un ponte” tra i nuovi fermenti culturali e la tradizione germanica, che pure resta un importante riferimento, ovvero il Medioevo e l'opera di Cranach. Accomunati dalla stessa ideologia, i giovani che crearono Die Brücke avevano temperamenti artistici diversi, anche se i temi dei loro dipinti rientrano nei soggetti comuni a tanti altri movimenti: accanto a paesaggi, ritratti e nudi, compaiono scene della realtà urbana, sempre però filtrate attraverso la lente deformante di un'aspra polemica sociale.
 

Ernst Ludwig Kirchner, Marcella, 1910 olio su tela, Berlino, Brücke-Museum

 
Karl Schmidt-Rottluff, Ritratto di Rosa Schapire, 1911 olio su tela, Berlino, Brücke-Museum © Karl Schmidt-Rottluff by SIAE 2011



La pittura di Heckel, il teorico del gruppo, inizialmente è composta da linee spezzate, disegno sommario e geometrico, colori forti, di stampo vangoghiano; dopo il 1920 evolve verso un lirismo più armonioso, anche per l'influenza degli artisti del movimento "Il Cavaliere Azzurro", ma diviene meno efficace. Pechstein , interessato all'arte primitiva, realizza quadri di paesaggi con un gusto decorativo della linea e con una tavolozza che rammenta la vivacità del colore dei fauves. Mueller è forse il più malinconico del gruppo; predilige i nudi femminili, realizzati con una linea tesa, oppure dipinge scene di vita zingaresca e paesaggi ricchi di vegetazione. Schmidt-Rottluff si dedica a ritratti e paesaggi in cui sono ancora riconoscibili echi impressionisti, tuttavia la composizione dei suoi quadri è semplificata da forme spigolose e da macchie potenti di colore. Lo stile di Kirchner, che ama descrivere soprattutto la realtà urbana, i caffè, le donne eleganti e un po' macabre della capitale, denota una formazione che s'ispira all'arte incisoria tedesca del ‘500, alle stampe giapponesi e all'arte primitiva, oltre che al linguaggio tragico di Munch. Con il tempo, infatti, la sua pittura subirà trasfigurazioni drammatiche, facendosi più ricca di deformazioni espressive, mentre il colore perderà ogni naturalismo.



Karl Schmidt-Rottluff, Scorcio di paesaggio, 1910 olio su tela, Berlino, Brücke-Museum

 
Emil Nolde, Figure esotiche, 1912 olio su tela, Brücke-Museum © Stiftung Seebüll Ada und Emil Nolde, Neuekirchen



Nolde, infine, pseudonimo di Emil Hansen (Nolde era il suo paese natale), amava molto i viaggi e le culture primitive delle terre del Pacifico, che visitò e ritrasse spesso; la sua particolarità fu una pittura grottesca, spesso caricaturale della figura umana, caratterizzata da una stesura del colore anti-accademica e libera da equilibri compositivi, attuata con pennellate ampie e sommarie. Le sue opere sembrano tradurre la brutalità dell'animo umano e spesso il soggetto è interpretato in modo torbido, con temi connessi alla sessualità.
L'arte espressionista, definita dalla cultura nazista “degenerata”, rappresenta un'avanguardia che ha impegnato tutti i campi della vita e dell'arte, dal cinema alla musica, e dunque non ha esaurito nell'arco dei primi due decenni del secolo scorso la propria vitalità, anzi con la sua carica innovativa di spontaneità creativa e pittorica, di rabbia e di ribellione ideologica, ha continuato ad influenzare movimenti e personalità artistiche, fino ai nostri giorni.



Otto Mueller, Due ragazze al fiume, 1921 tempera su tela, Berlino, Brücke-Museum




La mostra, curata da Magdalena Moeller e Marco Goldin, si concluderà il 4 marzo 2012.


Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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