Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.34 - Ottobre - dicembre 2012
IN MOSTRA 



Picasso a Milano
di Bruna Condoleo






La Célestine (La Femme à la Taie), Marzo 1904 Olio su tela, Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012
 



Dopo quasi 60 anni dalla retrospettiva italiana del 1953 dedicata a Pablo Picasso, inauguratasi a Roma, poi a Milano, la mostra a Palazzo Reale rende omaggio al grande Artista dopo 11 anni dall’ultima esposizione, con 250 capolavori provenienti dal Museo Nazionale Picasso di Parigi. Unica tappa europea di un tour mondiale, la mostra è un ricco excursus cronologico dell’opera picassiana, espressione di una personalità proteiforme che innumerevoli volte ha trasformato se stessa in un inesauribile divenire creativo. Dalle sculture ai quadri famosi, rutilanti di colori, dai dipinti che fissano con tratto delicato l’eterea bellezza di Olga Koklova, la ballerina russa che Picasso sposò nel ’18, ai ritratti di personaggi compagni di vita e di esperienze artistiche, la mostra è un susseguirsi di immagini celebri. Visitare la mostra è anche ripercorrere il cammino dell'arte del '900, attraverso le estetiche innovatrici delle Avanguardie storiche, dal Cubismo al Surrealismo ed oltre; tuttavia Goya, Manet, Degas, El Greco, Van Gogh, Gauguin, Lautrec, vengono spesso evocati dal genio picassiano, mai pago di vagare tra le espressioni artistiche delle più autorevoli personalità passate e contemporanee, creatrici dei linguaggi più moderni e alternativi.

Femme aux mains jointes (Etude pour "Les demoiselles d'Avignon"), Primavera 1907 Olio su tela, cm 90,5 x 71, 5 Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012

Deux femmes courant sur la plage (La course), 1922 circa Gouache su compensato, cm 32,5 x 41,1 Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012


Se la cultura spagnola è stata fondamentale per la sua formazione, Parigi risulta decisiva per la maturazione artistica di Picasso; tuttavia nel 1901, sprofondato in una crisi profonda, lascia la Capitale francese e torna a Barcellona. Inizia il periodo "blu" (il ritratto "La Celestine" ne è uno dei capolavori!),in cui il mondo dei derelitti diviene tema dominante e il blu il colore-manifesto, seguito dal periodo "rosa", espressione di maggiore distensione emotiva. Nel 1906 si fa già strada nel mondo dell'Artista la scelta di un primitivismo di forme che dai modelli arcaici dell'arte occidentale spazia verso le suggestioni dell'arte negra africana. Un' opera come "Femme aux mains jointes" del 1907, testimonia la novità di un linguaggio che infligge tagli netti alle forme esaltando un gusto scultoreo e introducendo la quarta dimensione, il tempo, elementi che caratterizzano l'opera le " Demoiselles d'Avignon", vessillo della rivoluzione cubista.



Portrait d'Olga dans un fauteuil, Primavera 1918 Olio su tela, cm 130 x 88,8 Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012




Paul en arlequin, 1924 Olio su tela, cm 130 x 97,5 Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012





Portrait de Dora Maar, 1937 Olio su tela, cm 92 x 65 Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012



Attorno agli anni '20 un ritorno ad una visione più figurativa contraddistingue molte opere, come “Due donne che corrono sulla spiaggia”, con evidenti suggestioni da Raffaello e da Ingres, che sprigionano un sentimento di placida immersione nella natura. Il “Ritratto di Olga” del ’18 ripropone la misura classica di un genio che ha sostituito alle provocazioni clamorose del periodo cubista una pausa di rigore meditativo, riflesso di una stagione della vita meno anticonformista, ma ugualmente autentica quanto le intemperanze più plateali e sovvertitrici di altri periodi della sua esistenza. Anche la nascita di Paul, primogenito dell’Artista, costituirà fonte di prodigiosa ispirazione e l’avvio di una tematica familiare assolutamente inedita, testimoniata dagli splendidi ritratti in cui il bimbo, abbigliato da Pierrot, da Arlecchino o disegnato con la sanguigna, lo sguardo luminoso e carico di attesa, campeggia in una dimensione sublimata dall’affetto e dall’emozione.



La suppliante, 18 décembre 1937, Gouache su tavola, Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012


Tête de femme, 1931 Bronzo, Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012


Picasso dipinge in quegli anni anche una serie di autoritratti, presenti nella mostra in questione, opere che nel corso del tempo diverranno lo specchio delle sue metamorfosi estetiche, autoritratti anche fotografici in cui ama mascherarsi. Il recupero dell’antico non è per Picasso semplice “ritorno all’ordine”, ma attrazione per i miti mediterranei, per una bellezza e un erotismo primitivi, espressi negli azzurri intensi dei mari e dei cieli, nel vigore plastico delle forme, nell’ imponenza ieratica delle figure femminili, gigantesche come idoli arcaici. Mollemente abbandonate, ritratte in abbracci voluttuosi o in materne tenerezze, le figure, spesso monocrome, acquistano volumi immensi, anche quando sono di misure contenute, a causa della solennità delle pose e dell’iconica fermezza dello sguardo. Un mondo mitico, quello picassiano di questi anni, che non ripete canoni antichi, ma rielabora esperienze sedimentate e rivoluzioni già consumate,





La Lecture, 2 gennaio 1932, Olio su tela, Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013 © Succession Picasso by SIAE 2012
 
come quella cubista, ricomponendole in una visione figurativa in cui anche la sproporzione, non più dissacratrice, ha il valore di una rigenerata armonia compositiva.
Alla fine degli anni ’20 il tratto serpentinato e velocissimo di alcune opere annuncia, però, una nuova e dinamica sintesi formale assieme a rinnovati orizzonti di sperimentazione linguistico-figurativa. Il periodo, contrassegnato da un’originale stilizzazione espressiva, è testimoniato nella mostra da alcuni ritratti, come "La Lecture" ('32) e dalla serie degli Ateliers, in cui sdoppiamenti e metamorfosi evocano persone amate o ritraggono il volto del pittore e la sua mano. E’ questo il momento della rivisitazione del mito del Minotauro, figura con cui spesso l’Artista s’identificherà anche in seguito, divenendo una singolare iconografia reiterata nel tempo, metafora sessuale dell’atto creativo, ma anche simbolo della barbarie sociale.
Quando nei dipinti di Picasso appare la giornalista Dora Maar, ispiratrice del capolavoro "Guernica", è anch’essa sotto forma di Minotauro femmina, mostro per metà umano e per metà bestia; ma ben presto la donna diverrà la figura spigolosa e aggressiva, protagonista di inquietanti ritratti e di drammatici capolavori della fine degli anni ’30.
Con l'agghiacciante tempera "Guernica" Picasso crea nel '37 il primo quadro politico della storia dell'arte, presentando l'esplosione devastante e tragica causata dalla guerra nazista quale metafora universale di tutte le stragi insensate e di tutte le vittime della barbarie bellica. Quando nel ’53 dipinge una seconda opera a sfondo politico, ovvero “Massacro in Corea”, egli rivisita un'opera del suo maestro Goya, “Los fusiliamentos”, rendendo ancor più sconvolgente e assurda la scena dell'esecuzione nell’evidente innocenza degli inermi, attoniti uomini e donne di tutte le età, e nel macabro mascheramento dei soldati, marziani portatori di morte, espressione dell’ottusa e cieca crudeltà della guerra.
Nell’eccellente esposizione milanese, curata da Anne Baldassari, Presidente del Musée National Picasso di Parigi, è anche presente la documentazione della storica mostra del ’53, con la curatela di Francesco Poli, dove per la prima volta anche l’immensa tela “Guernica” fu esposta nella sala delle Cariatidi, al tempo ancora devastata dai danni del recente conflitto (come testimonia un’eloquente fotografia, sotto pubblicata ), sala oggi destinata a "Massacro in Corea".
I capolavori di Picasso, tra disegni, dipinti, sculture e fotografie, sono visibili a Palazzo Reale fino al 6 gennaio 2013.





Visitatori alla mostra di Picasso del settembre 1953 a Milano. Palazzo Reale, Credito fotografico: © Rene Burri / Magnum Photos / Contrasto © Succession Picasso by Siae 2012




Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte
 


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