Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.36 - Aprile - giugno 2013
IN MOSTRA 



MATTIA PRETI alla Reggia di VENARIA (TO)
di Bruna Condoleo






Mattia Preti, Concerto a tre figure - Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi - Fonte: Consorzio La Venaria Reale
 




Nel IV centenario della nascita di Mattia Preti, oltre 40 capolavori dell'artista calabrese, provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane, maltesi e inglesi, sono esposti a Torino, alla Venaria Reale, presentati insieme ad importanti dipinti di Caravaggio e di Luca Giordano, opere che documentano le fonti, le influenze e gli esiti dell'originale ricerca pittorica di Preti.
Nato a Taverna, in provincia di Catanzaro nel 1613, Mattia Preti rappresentò per l'età barocca un eccellente esponente dell'eclettismo pittorico, grazie ad un personalissimo stile, modulato sui linguaggi dei grandi artisti coevi: Lanfranco e Guercino, Jusepe de Ribera, detto Lo Spagnoletto e Caravaggio, che resterà il riferimento costante della sua lunga produzione artistica.
L’interessante mostra torinese, dal titolo “Il Cavalier calabrese Mattia Preti. Tra Caravaggio e Luca Giordano”, è divisa in 5 sezioni tematiche, che ripercorrono la sua prodigiosa attività: nella prima vi sono i dipinti di quando, giovane artista giunto a Roma nel 1630, si entusiasma del naturalismo caravaggesco, scegliendo come temi preferiti delle sue opere musicisti e giocatori, soldati e scene di genere che rivelano un forte realismo sia nei personaggi che nei gesti. Accanto alle opere di Preti, la mostra espone anche “Il riposo durante la fuga in Egitto” di Caravaggio, per mostrare le novità iconografiche e contenutistiche di un capolavoro che influenzerà oltre che l’opera dell’artista calabrese, la pittura successiva.



Susanna e i vecchioni olio su tela Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi
Fonte: Consorzio La Venaria Reale


Nella seconda sezione sono esposte opere di una prima maturità che, tralasciando l’influsso caravaggesco, si apre ai linguaggi della scuola emiliana di Giovanni Lanfranco e del Guercino, acquistando un’ esuberanza cromatica che si rivela pienamente nel capolavoro “Susanna e i vecchioni”. Qui la storia sacra è interpretata come un melodramma: gli sguardi dei protagonisti dialogano, i gesti esprimono le loro emozioni e la luce accentua il dinamismo della scena.
Ritratti e personaggi antichi e moderni fanno parte della terza sezione espositiva, mentre nella quarta, che comprende il periodo più interessante dell’opera di Preti, sono esposte le opere di quella maniera “trionfante”, assorbita anche dalla frequentazione della pittura veneta, di cui Preti fu un originale interprete. Da Napoli a Malta, dove si trasferisce nel 1661 divenendo il pittore che meglio sa tradurre lo spirito della nuova stagione tardo-seicentesca, l’artista crea grandi scene di martirii, dipinti colmi di pathos, realizzati con un virtuosismo inedito e un chiaroscuro intenso che lo accomuna all’arte di Luca Giordano.



Caravaggio, Il riposo durante la fuga in Egitto - Galleria Doria Pamphilj di Roma - Fonte: Consorzio La Venaria Reale





Un soldato olio su tela Rende, Museo Civico
Fonte: Consorzio La Venaria Reale



Sconfitto dall’astro nascente di Giordano, continua la sua attività pittorica a Malta, dove decora il soffitto di S. Giovanni alla Valletta, opera di notevole fascino per la leggerezza del tocco e per l’ampia spazialità: l’artista, orgoglioso del suo successo pittorico e dell’ onorificenza con cui viene insignito del Cavalierato, ritrarrà se stesso con i simboli del pennello e della spada!
A Malta, esegue con foga barocca le committenze dell’Ordine cavalleresco, mostrando un metodo di lavoro veloce e una facilità di esecuzione veramente rari. Forti contrasti luministici donano impetuoso movimento alle sue tele: la luce si riflette e si irradia sui personaggi, accentuando con improvvisi bagliori il dramma concitato dei conviti biblici, nei quali vaste scenografie di gusto veneziano, memori di Paolo Veronese, aprono arditi scorci prospettici, mentre il colore, steso a larghe macchie, accende di vivide lumeggiature i volti delle figure e i loro gesti convulsi. Anche a Roma l'artista ha lasciato opere pregevoli, come gli affreschi dell'abside di S. Andrea della Valle, ma fu a Napoli che espresse il meglio di sé. La sua pittura è ricca di colore, illuminato da una luce argentea, fredda e lunare, che modella le forme esaltando la tragedia dei personaggi, facendo scintillare teste, mani, panneggi, accentuando le atmosfere fosche e opprimenti.





Sant'Ambrogio - Collezione privata Romano Carratelli - Fonte: Consorzio La Venaria Reale





Giuditta e Oloferne - Napoli, Museo di Capodimonte
Fonte: Consorzio La Venaria Reale



A differenza del Caravaggio, egli non rinnega la magniloquenza e l’articolazione compositiva della pittura seicentesca: si avvale spesso di calcolati effetti scenografici, come nei bozzetti per i distrutti affreschi, dipinti sulle porte di Napoli in occasione della fine della peste nel 1656, in cui espresse la sua vena più teatrale attraverso i macabri episodi della pestilenza.
Nell’ultima sezione soggetti femminili ed eroine bibliche e mitologiche permettono al pittore di soffermarsi su raffinatezze cromatiche e tonali tese ad esaltare immagini di donne dai destini singolari, come Didone, Giuditta o Sofonisba, le quali interpretano, senza sdolcinatezze, le loro virtù e le loro passioni. La splendida “Giuditta e Oloferne”, pur erede della visione caravaggesca, rivela nel volto un pathos non comune e un’intensità emotiva lontana dalla spietata decisionalità dell’eroina di Caravaggio.
Della pittura napoletana del ‘600, in cui coesistono vena poetica e tendenza realistica, ispirazione colta e gusto popolare, Mattia Preti rappresenta un filone sapiente che raramente scade nel patetismo; dalla cultura emiliana ha saputo assimilare la volumetria dei corpi, il trattamento degli incarnati di Lanfranco e la dinamica narrativa del Guercino; tuttavia la genialità di Preti consiste nell’aver amalgamato ad arte ognuno di questi suggerimenti senza ricadere mai nell’imitazione.
La mostra, curata da Vittorio Sgarbi e da Keith Sciberras, professore di Storia dell’arte all’Università di Malta, si concluderà il 15 settembre 2013; è un progetto della Regione Calabria e del Comitato per le celebrazioni del IV centenario della nascita di Mattia Preti che si attua con il supporto della Repubblica di Malta, in collaborazione con la regione Piemonte.


San Francesco Saverio - Malta, St. John's Co - Cathedral, Valletta - Fonte: Consorzio La Venaria Reale


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright