Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.37 - Luglio - settembre 2013
IN MOSTRA 



Le Corbusier e il suo nuovo umanesimo
di Bruna Condoleo




La Fondazione Cominelli , a Cisano di San Felice del Benaco,
apre la stagione estiva con un evento dal respiro internazionale: una mostra dedicata al più celebre architetto del Novecento, Le Corbusier.

Oltre trenta opere, alcuni disegni e una serie di litografie, esposte per la prima volta in Italia, in provincia di Brescia da sabato 29 giugno, svelano un ulteriore aspetto dell’opera del geniale architetto Le Corbusier: l’attività pittorica e grafica, che è stata fondamentale anche per la sua esperienza di urbanista e teorico.





Senza titolo, senza data, tecnica mista su carta.
Copyright Fondazione Le Courbusier
 




Chitarre, brocca e corda, 1962, collage.
Copyright Fondazione Le Courbusier




Le suggestive stanze settecentesche di Palazzo Cominelli accolgono un percorso espositivo attraverso il quale si scopre un aspetto meno noto di Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), il grande architetto francese, pittore e intellettuale, noto con lo pseudonimo Le Corbusier, i cui inizi si legano al movimento pittorico del Purismo, assieme all’ amico Amédée Ozenfant. Dopo aver viaggiato attraverso L’Europa, nel 1920 Le Corbusier si ferma a Parigi dove fonda e dirige la rivista d’architettura “L’Esprit Nouveau”; inoltre pubblica libri e saggi, tra cui “La Ville Radieuse”, in cui definisce un concetto nuovo e razionale di abitazione, e “Modulor,” nel ’47, in cui viene fissata l’unità base di ogni forma architettonica.
Come nell’ambito dell’architettura Le Corbusier cercò soluzioni alternative a ogni differente problematica urbanistica, così nella pittura, pur iniziando da un gusto cubista, rielaborò il suo stile alla luce di una ricerca rivolta a indagare il mondo dell’immaginario, traducendo figurativamente simboli e forme dell’ inconscio.
La concezione dello spazio continuo, che Le Corbusier attua nei suoi innovativi progetti architettonici, deriva in gran parte dall’estetica cubista, tanto che la sua attività di pittore è funzionale a quella di architetto, lui che è stato capace di creare sia “una macchina per abitare”, sia un edificio religioso come Notre-Dame du Haut a Ronchamp (1950/54), dove la linea sinuosa del tetto sembra contraddire la rigorosa concezione razionalistica di altre costruzioni famose, come Villa Savoie.


Donne rosa, 1932-61, litografia


Il dado Ŕ tratto, 1958-59, litografia


Anche nelle opere pittoriche, alcune d’ ambito cubista, altre, quelle più tarde, vicine a tematiche surrealiste, si nota la stessa dicotomia feconda: una spontaneità e una libertà interpretativa che alternano il rigore geometrico ad una ricerca di forme e di simbologie d’intonazione più lirica e intimistica.
Le Corbusier usa il disegno per raccontare tutto: il mondo privato, le sue passioni e i suoi interessi,la natura, le donne, gli oggetti di uso quotidiano, come la chitarra, i suoi viaggi e le proprie esperienze trapelano dunque dai disegni dell’architetto, che vede in questa attività figurativa un rifugio dalla frenetica attività professionale.
Nella seconda metÓ degli anni Quaranta l'opera pittorica e grafica di Le Corbusier subirÓ un cambiamento radicale, abbandonando lo studio del segno e della forma per identificarsi in una soluzione del tutto personale, attraverso un immaginario di figure, dove disegni di "mani" e di "tori", forme ancestrali ricorrenti, unite a memorie picassiane, rivelano il suo felice ecclettismo, ovvero la stessa capacitÓ, esibita nei progetti architettonici, di modulare i linguaggi a seconda delle motivazioni e delle necessitÓ interiori.
Tutte le opere esposte sono gentilmente concesse dalla Locher Modern Art GMBH di Zurigo e certificate da Na´ma e Jean-Paul Jornod, autori del Catalogue raisonnÚ de l'oeuvre peint di Le Corbusier. La mostra si protrarrÓ fino al 25 agosto 2013.




Musicisti, 1951-59, litografia

 


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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